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lunedì 5 Dicembre 2022
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    “Ogni cittadino gravato di 790 euro. Di contro, manutenzioni inesistenti e opere pubbliche azzerate”

    IMPRUNETA – Approvato il bilancio comunale di Impruneta: il consiglio comunale riunitosi il 3 agosto ha dato il via al documento, con i voti contrari di Roberto Viti (Obbiettivo Comune), Riccardo Lazzerini e Francesca Socci (CDC).

     

    Assenti Lilian Kraft (Pd), Francesco Bianchi (M5S) e Sandro Bressi (CDC), fanno scalpore anche le astensioni di due consiglieri della maggioranza Pd, Caterina Guidi e Gabriele Forconi, già in passato comunque critici nei confronti della giunta e del sindaco Alessio Calamandrei.

     

    "Ancora una volta – dice Roberto Viti – l'amministrazione comunale non ha saputo fare altro che aumentare le tasse comunali. Questo è ancora più grave se si considera che già siamo al massimo per l'addizionale Irpef e che con gli aumenti previsti si arriva al massimo anche per tutte le altre imposte".

     

    "In particolare si va ad aumentare l'Imu per le attività produttive – sottolinea – portandola al massimo (10,6 per mille) con un aumento del 23% (era all'8,6 per mille).Viene aumentato inoltre la Tasi (tributo sui servizi indivisibili) dal 2,8 al 3,3 per mille con un aumento del 18%".

     

    "Con questi aumenti – tiene a dire Viti – la pressione tributaria del nostro Comune salirà notevolmente. La pressione tributaria è un indicatore finanziario che si determina dividendo la somma di tutti tributi dovuti al Comune (Imu, Tasi, Tari, addizionale Irpef) per il numero di abitanti  (14.622) e rappresenta quanti euro vengono pagati mediamente da ogni cittadino. Si consideri che la pressione tributaria è stata di 674 euro nel 2013, di 716 euro nel 2014 e salirà a 790 euro nel 2015".

     

    "Questi consistenti aumenti dei tributi comunali – ricorda il consigliere di Obiettivo Comune – sono ancora più odiosi dal momento che i servizi che vengono offerti al cittadino lasciano veramente a desiderare, a cominciare dalla manutenzione stradale, dall'illuminazione e verde pubblico".

     

    "Ad aggravare l'inefficienza della nostra amministrazione – rimarca – sono gli investimenti che quest'anno saranno veramente minimi. Cosa ulteriormente grave sarà che anche questi investimenti minimi non saranno realizzati in quest'anno, come invece il nostro bilancio e le regole del patto di stabilità ci consentirebbero. E' infatti assodato che la chiusura dei Loggiati del Pellegrino (unica opera pubblica prevista in questo anno per un ammontare di 680.000 euro) non sarà realizzata nel 2015".

     

    "Questo comporterà – conclude Viti – che si riusciranno a spendere questi 680.000 (forse) nel 2016, a scapito di altre opere pubbliche che non potranno essere realizzate il prossimo anno per i vincoli che abbiamo con il patto di stabilità, che non ci consentirà di spendere più di un certo limite".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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