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sabato 10 Dicembre 2022
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    Autopalio dentro Tavarnuzze: lettera del sindaco Calamandrei alla Regione Toscana

    Scrive dopo gli ultimi distaccamenti di cemento, ma il tema è l'area sottostante al viadotto, dentro al paese: "Momento di restituire quegli spazi alla comunità"

    IMPRUNETA – Una lettera. Inviata dal sindaco di Impruneta, Alessio Calamandrei, ed avente come oggetto la messa in sicurezza della parte sotto al viadotto del raccordo autostradale A3 Siena-Firenze (Autopalio), nel tratto compreso dall’uscita galleria Vallombrosina, fino al fiume Greve. Dentro l’abitato di Tavarnuzze.

    I destinatari sono la Regione Toscana (assessore alle infrastrutture, mobilità e governo del territorio, Stefano Baccelli), il responsabile del settore viabilità (ingegner Marco Ierpi), i consiglieri regionali Massimiliano Pescini e Cristiano Benucci. Per la Città Metropolitana il consigliere delegato Francesco Casini e il ddirigente del dipartimento territoriale Maria Cecilia Tosi.

    “Negli ultimi tempi – scrive Calamandrei – dal viadotto si sono verificati più volte distaccamenti di cemento copriferro sia dei pilastri che dalle travi di impalcato (l’ultimo alcuni giorni fa, n.d.r.). Nell’abitato di Tavarnuzze transitano sotto il viadotto la SS 2 Cassia, e via I Maggio, e già in corrispondenza di detti attraversamenti, più volte si sono avuti distaccamenti, per fortuna senza gravi conseguenze”.

    “In ultimo – ricorda Calamandrei – nella giornata del 4 maggio, a causa di un incidente sul raccordo Siena-Firenze, proprio in corrispondenza della via Cassia sottostante, si è avuto l’ennesimo distaccamento di una parte di cemento che ha colpito un’auto in transito”.

    “Nella contestualizzazione complessiva dell’opera Siena-Firenze – precisa – siamo tutti consapevoli che forse oggi non sarebbe più realizzabile nel loco dove è presente, e tagliando in due un abitato di oltre 5.000 persone come Tavarnuzze”.

    “Molte opere negli anni sono state fatte per un miglioramento della stessa strada – prosegue – dal raddoppio agli inizi degli anni ’80 con l’inserimento del guardrail centrale, all’installazione delle barriere fonoassorbenti a metà degli anni ’90”.

    “Credo sia giunto il momento improrogabile – annuncia – di restituire alla comunità quegli spazi che per anni sono stati utilizzati a prevalenza come parcheggio, poi interclusi e in condizioni indecorose”.

    “Spesso Anas (gestore della tratta) – continua Calamandrei – ha sempre risposto che per problemi di sicurezza non solo l’area sottostante deve rimanere vuota, (viadotto a doppia canna) ma anche un ulteriore fascia di rispetto laterale. Risulta alquanto “buffo” come il tratto finale (dalla Cassia al fiume Greve), sia stato inserito un deposito di Anas, con movimentazione di operai e materiale per le manutenzioni”.

    “Più volte negli anni – specifica – Anas ha proposto al comune la realizzazione di un ulteriore impalcato subito sottostante il viadotto, per poter poi prendere in considerazione un possibile utilizzo pubblico della stessa area. Ovviamente senza alcuna certezza, l’amministrazione non poteva certo impegnare finanze importanti su un opera che in primis non gli spettava per competenza, e inoltre senza la certezza del risultato”.

    “Si chiede quindi a Città Metropolitana e Regione Toscana – eosrta -di farsi portavoce affinché i “Margini di Sicurezza” richiesti da Anas al fine di poter utilizzare l’area sottostante siano realizzati quanto prima. Sia che si tratti di un semplice restauro della parte esistente ammalorata e l’inserimento di rete metallica fra le due canne del viadotto per evitare la caduta di oggetti od altro, sia che si tratti della realizzazione di un nuovo solaio sottostante quello attuale, che possa servire sia per un miglior ispezionamento del viadotto esistente, sia per consentire un utilizzo pubblico dell’area in oggetto”.

    “E’ chiaro – spiega il sindaco – che la volontà, da anni dell’amministrazione non è certo quella di realizzarci un giardino pubblico, ma semplicemente una strada e parcheggio, che darebbe respiro ad un area estremamente satura e congestionata anche per motivi edilizi poiché negli anni ‘70, i garage sono stati dimensionati per la contestualità dell’epoca, e risultano attualmente piccoli e inutilizzabili. Inoltre la presenza del plesso della scuola media, la palestra, il supermercato da alcuni anni, ed il capolinea della linea urbana 37, hanno fatto diventare la zona un polo attrattore non secondario”.

    “A questo – argomenta – si lega anche il progetto del BRT, (Bus Rapid Transit) in fase di progettazione da parte della Città Metropolitana, che vede la propria fermata “Tavarnuzze” in quota lungo la Siena-Firenze, collegata ovviamente al paese da scale e ascensori, ma che non prevede alcuna implementazione di parcheggi se non quello della lottizzazione “Barducci” (giusto una ventina di posti auto)”.

    “Quale momento migliore quindi – conclude Calamandrei – per rinsaldare un territorio da sempre diviso in due dalla Siena-Firenze?”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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