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martedì 7 Febbraio 2023
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    Parla uno dei genitori che, assieme a molti altri, dice no alle Medie a Tavarnuzze

    IMPRUNETA – Se qualcuno pensava che dopo il consiglio comunale aperto sul caso-scuola, tenutosi lunedì 5 maggio, si fossero calmate le acque. Si sbagliava di grosso.

     

    "Prima di iniziare voglio sottolineare una cosa importante – ci dice Gennaro Fiorenzi, un genitore che parla a nome di altri che, insieme a lui, si oppongono alle decisioni dell'amministrazione comunale – Noi siamo un gruppo di cittadini-genitori riuniti per una causa comune, e non abbiamo alcuna denotazione politica".

     

    Da tempo questo gruppo porta avanti la battaglia contro lo spostamento delle scuole medie di Impruneta nei plessi di Tavarnuzze, e lo fa con ogni mezzo a sua dispozizione.

     

    "Stiamo cercando – prosegue Gennaro – di sensibilizzare tutti i genitori, e non solo, alla nostra causa. E nel fare questo non possiamo non far notare la mancanza di comunicazione e informazione di questa amministrazione nei nostri confronti".

     

    "Se c'è qualcosa di positivo in questa storia che ho notato – tiene a sottolineare – è la partecipazione massiccia della popolazione, anche di persone estranee alla faccenda, segno che, oltre ai bambini o agli interessi economici, questa faccenda tocca il vero tessuto aggregativo del paese".

     

    Secondo loro, la lista dei "contro" dello spostamento è molto lunga: a partire dall'aumento del traffico stradale (verso Tavarnuzze) che si registrerebbe, e di conseguenza dell'inquinamento "perché non tutti i ragazzi – sottolinea Fiorenzi – si avvalgono del trasporto pubblico, per cui non si riduce tutto a due o tre autobus in più".

     

    Poi rimarca l'impatto che tutto ciò avrebbe sui ragazzi: "Sia i nostri, che dovrebbero alzarsi almeno un'ora prima e tra l'andata e il ritorno ne perderebbero un'altra, sia su quelli di Tavarnuzze, che si ritroverebbero 200 ragazzi in più".

     

    Ricorda la mancanza di parcheggio davanti alle medie tavarnuzzine; l'inquinamento acustico che si registra in quell'area, essendo la scuola nei pressi di un viadotto ad alto traffico veicolare, ovvero quello della Firenze-Siena.

     

    "Non siamo riusciti a capire – prosegue Fiorenzi – se non riescono a cogliere la pesantezza e lo stress che la loro opzione prevede, oppure, pur avendo valutato il quadro generale, ritengono abbia dei benefici tali da far sopportare tutto questo".

     

    "Abbiamo parlato con muratori, tecnici, assessori, gente insomma addetta ai lavori, e tutti ci dicono che i lavori alla Paolieri posso essere fatti frazionati" ci confida.

     

    E nonostante ci sia un aumento dei costi nel "frazionamento", "non sono così esponenziali come ci vogliono far credere" ci dice.

     

    "Bisogna poi considerare – aggiunge – che seppur i costi siano maggiori, sono una cifra irrisoria, avendo studiato il bilancio del Comune. Il cantiere di un anno sarà sicuramente più pratico, ma i costi per i nostri ragazzi sono più grandi".

     

    Il gruppo di persone che insieme a Gennaro Fiorenzi è intenzionato a non cedere, non solo ha protestato a voce, ma si è messo all'opera, con bilanci e atti, clausole e perizie per poter capire meglio.

     

    "Ci hanno anche detto – riprende – che se venissero fatti frazionati perderebbero il finanziamento. Anche questa è una bugia, perché, secondo i nostri contatti, questi tipi di finanziamenti vengono prorogati".

     

    Infine ci racconta del loro iter per avere informazioni e soprattutto chiarezza. Bisogna fare un salto indietro nel tempo, a febbraio 2014, quando il sindaco Alessio Calamandrei manda una lettera alla preside informandola sulla condizione dei plessi e sulle manovre da adottare.

     

    Ma ormai, secondo questi genitori, era già troppo tardi. Infatti quest'ultimi sono già stati informati da altri genitori, quelli di Greve, come ci dice: "Loro hanno saputo a febbraio quello che noi abbiamo scoperto l'altro ieri. E questa la chiamano trasparenza?".

     

    Appena saputo mandano molte e-mail private al sindaco, "il quale non risponde" dice Fiorenzi. Successivamente, trovandosi davanti un muro di silenzio, inviano una nuova lettera all'amministrazione comunale, chiedendo di poter accedere agli atti riguardanti i lavori alla Paolieri. Ma anche stavolta nessuna risposta.

     

    "Allora – rimarca – abbiamo chiesto ad alcuni consiglieri comunali di poter visionare questi atti, ma anche loro hanno avuto non poche difficoltà".

     

    Nel frattempo decidono di sottoscrivere una petizione e inoltrarla al Comune: "Si chiedeva di astenersi nell'andare avanti con il progetto intrapreso – ci spiega – Ma anche stavolta non abbiamo ricevuto risposta, tantomeno ci hanno dato un appuntamento".

     

    Così hanno giocato l'ultima carta: muoversi per vie legali: "Abbiamo mandato, tramite avvocato, una diffida, che anche se è un parolone… così si chiama. Diciamo che abbiamo pregato in maniera più decisa e più forte il sindaco di desistere da questo progetto e di avere l'accesso agli atti ancora una volta". 

     

    Questa, secondo i loro calcoli, sarebbe dovuta arrivare al sindaco verso il 3 maggio: "Pensavamo che il consiglio comunale aperto di lunedì fosse stata una nostra piccola vittoria, o comunque che il sindaco avesse deciso di ascoltarci e eventualmente una collaborazione – sospira – e invece abbiamo saputo che giovedì 15 maggio si terrà un consiglio comunale dove si procederà con la decisione del trasferimento. E' inaudito, ma noi non ci fermeremo".

     

    E per giovedì prossimo, sotto al palazzo comunale, si annuncia bagarre. Genitori, ma anche commercianti imprunetini (alcuni chiuderanno i loro negozi): tutti uniti per dire no al progetto di spostamento temporaneo delle scuole medie a Tavarnuzze.

    di Costanza Masini

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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