lunedì 28 Settembre 2020
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    Cittadini per Impruneta: “Perché sosteniamo con convinzione il No al referendum costituzionale”

    "Per respingere una riforma figlia del vento dell’antipolitica e in grado unicamente di attaccare la democrazia e la rappresentatività"

    Il miglioramento qualitativo della vita politica italiana non passa attraverso una semplicistica e demagogica proposta che lede le basi della sovranità popolare.

    Come gruppo Cittadini Per sosteniamo con convinzione il No al referendum costituzionale del 20-21 settembre, per respingere una riforma figlia del vento dell’antipolitica e in grado unicamente di attaccare la democrazia e la rappresentatività.

    Il taglio di 230 deputati e 115 senatori renderebbe infatti il nostro Paese il peggiore in Europa per rapporto tra elettori ed eletti, delineando un sistema in cui sarebbe più difficile conoscere i candidati e sarebbe d’altra parte più forte il potere di designazione e controllo dall’alto delle segreterie di partito.

    Molte regioni, soprattutto le più piccole, vedrebbero drasticamente ridotta la propria rappresentatività, e milioni di elettori rimarrebbero ai margini della vita democratica.

    Tutto questo al prezzo di risparmiare l’equivalente di circa un caffè all’anno  per ogni italiano, lo stesso taglio che si sarebbe ottenuto con un modesto taglio dello stipendio dei parlamentari.

    Tagliare il 37% di essi non serve inoltre a ridurre i tempi di approvazione delle leggi, che vengono prodotte in Italia con una media superiore a quella europea.

    Pensare di migliorare la qualità del ceto politico con una simile riforma, in nome del “pochi ma buoni”, è un’illusione miope e autoassolutoria, che spara nel mucchio contro chi ci rappresenta e finge di risolvere tutti o anche solo una parte dei problemi che affliggono l’Italia e la sua classe dirigente: il miglioramento qualitativo della politica passa, oltre che dalla necessità di una nuova legge elettorale, soprattutto da un miglioramento della qualità dell’elettorato, ovvero da una presa di coscienza di un livello di ignoranza, menefreghismo e malaffare di cui la politica non è che lo specchio.

    100, 50 o 10 parlamentari non saranno meglio di 1.000, se l’elettorato che li produce e il clima morale e civile che li circonda non si modifica.

    Se col referendum 2016 eravamo di fronte ad un pasticciato e pesante attacco diretto alla democrazia, stavolta siamo davanti ad una proposta più semplice e meno invasiva, ma che appare parimenti in grado di danneggiare fortemente il principio di sovranità popolare e di non risolvere le vere problematiche del nostro sistema politico-istituzionale.

    Sabato 12 settembre dalle 9 alle 13 saremo in piazza Buondelmonti con un gazebo per distribuire materiale informativo e parlare con i cittadini, nella convinzione che un voto consapevole possa passare solo dalla piena conoscenza dell’argomento referendario e delle conseguenze del voto per il Sì o per il No.

    Cittadini per Impruneta

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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