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domenica 21 Aprile 2024
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    Rabbia, fischietti, fiaccole e slogan: tutta Tavarnuzze al fianco di Rosetta e Lucia

    La manifestazione a sostegno delle due donne la cui casa è stata occupata dalla ex badante: le parole, le immagini

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Un corteo di centinaia di persone. Giovedì 30 giugno si sono date appuntamento alle 21 in piazza Don Chellini, a Tavarnuzze, a sostegno di Rosetta e Lucia private del loro diritto di rientrare nella propria abitazione occupata da chi non ha titolo per restarci.

     

    Una storia che da settimane sta facendo infuriare tutto il paese. Al corteo ha partecipato insieme ai residenti anche il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei, il quale ha dichiarato di essere presente come cittadino per partecipare alla manifestazione.

     

    Dopo che gli organizzatori hanno spiegato il motivo del corteo  guidato anche dal tutore delle due donne, Antonio Borgioli, questo si è mosso. Preceduto dagli uomini dell’Arma dei carabinieri della Stazione di Impruneta, e dai volontari della Protezione Civile della Pubblica Assistenza di Tavarnuzze.

     

    Percorrendo via della Repubblica, via Gramsci, via Montebuoni, per poi passare sulla via Cassia, fino sotto l’abitazione occupata dall'ex badante.

     

    Un corteo pacifico, “armato” di fischietti, trombette, candele, torce e megafoni, che si sono fatti sentire durante il tragitto, richiamando l’attenzione di chi era rimasto nelle abitazioni, per poi sfociare in un vero frastuono, appena arrivati sotto la casa occupata.

     

    A illustrare quanto sta avvenendo, è stato il tutore di Rosetta e Lucia, Antonio Borgioli: "La situazione è molto ingarbugliata, l’appartamento è occupato senza nessun diritto da una signora con la figlia e un nipotino di otto mesi. Noi abbiamo fatto tutte le azioni, sia penale sia civile, per lo sfratto. Ma ad oggi la prima udienza civile è fissata per il 12 luglio: si doveva svolgere venerdì 1 luglio ma è stata spostata poiché il Pubblico Ministero è in ferie!".

     

    Viene chiesto dove si trovino madre e figlia: "La madre a Villa Le Terme da dove già un mese fa doveva essere dimessa per tornare nella sua abitazione, mentre la figlia è in una casa protetta per disabili, dove sta avendo diversi problemi perché ha iniziato a farsi atti di autolesionismo ed è seguita da una psicologa".

     

    "Nonostante ciò – rimarca Borgioli – la signora che occupa il loro appartamento si è recata alla Casa Protetta cercando di entrare, tanto che ho depositato una denuncia per molestie, è stata fermata da un inserviente e accompagnata fuori dove è rimasta a urlare dicendo che è della famiglia e doveva portare via la ragazza".

     

    Una storia surreale: "Così come per tre volte – prosegue il tutore – è riuscita a entrare a Villa Le Terme per parlare con la signora riferendo che sono tutti cattivi e vogliono venderle la casa. E’ riuscita perfino a prendere la residenza senza l’autorizzazione della proprietaria, tanto che le due avvocatesse (penale e civilista), sono andate in Comune a Impruneta per accedere agli atti ma non esiste nessun documento che autorizza a prendere la residenza a chi sta attualmente occupando la casa. Ma anche se gli fosse stata data, la signora essendo stata licenziata, decade la residenza".

     

    "Purtroppo mi dispiace dirlo ma i tempi della giustizia sono talmente lunghi che la signora che al momento è Villa Le Terme non riuscirà a tornare nella sua casa!" dice amareggiato.

     

    Quando il corteo è arrivato sotto l’abitazione, gli avvolgibili del primo piano erano abbassati e s’intravedeva solo una luce che si è subito spenta. Fuori le persone gridavano: "Vattene, andatevene via", oltre a frasi irripetibili.

     

    Il sindaco Alessio Calamandrei ha provato a salire le scale di casa per parlare con gli occupanti, ma nonostante gli sforzi dall’appartamento non ha risposto nessuno.

     

    Gli animi in qualche momento si sono riscaldati, tanto che c’era chi voleva entrare all’interno del condominio, ma i carabinieri hanno tenuto bene la situazione sotto controllo fino alle 23, quando il corteo si è sciolto.

     

    Ma sicuramente non è finito tutto lì nella notte di giovedì 30 giugno:le istituzioni continueranno a fare la loro parte, ma anche i cittadini dalla parte di Rosetta e Lucia torneranno a farsi sentire. Fino a quando le due donne non torneranno in possesso della loro abitazione.  

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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