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lunedì 6 Febbraio 2023
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    Ente Festa dell’Uva sotto tiro. Riccardo Lazzerini: “Tanti perché senza risposta”

    "Mi chiedo oramai da molto tempo, perché la coesione dell'Ente Festa dell'Uva venga meno su questioni vitali"

    IMPRUNETA – Una Festa dell'Uva chiusa con una vittoria senza "Camiciole", con un vantaggio mai visto da parte del primo rione (Sant'Antonio), nei confronti di tutti gli altri.

     

    Ma evidentemente i problemi di questa grande manifestazione di popolo sono tutti sul tavolo: dalla proposta del sindaco Alessio Calamandrei della doppia sfilata (che ha raccolto per ora solo l'assenso del presidente delle Fornaci Stefano Rossini), fino all'ultimo caso del ristorante-bar che durante la Fiera di San Luca vedrà insieme solo tre rioni su quattro (senza Sant'Antonio che avrà il suo bar).

     

    Questioni che, al di là della polemica (anche colorita) stanno tirando fuori un questione su tutte: il ruolo dell'Ente Festa dell'Uva. Criticato da più parti.

     

    Era l'ottobre del 2013 quando l'allora presidente Luca Gasparri si dimise. Problemi di gestione, problemi organizzativi (ad esempio quest'anno si è rischiato di non sfilare perché non erano stati previsti i bagni chimici, obbligatori per manifestazioni con un pubblico così numeroso), stanno facendo convergere sull'Ente una pioggia di critiche.

     

    Non a caso, durissimo è stato il presidente del rione del Sant'Antonio Giovanni Poggini sul Gazzettino del Chianti di oggi, mercoledì 12 ottobre: "D'ora in poi – ha detto – non lavorerò più per l'Ente, lavorerò solo per il mio rione. Mi sto facendo un gran mazzo e sembra che faccia tutto il presidente dell'Ente. Gli porterò tutti i fogli e i documenti, così inizia a sbrigarsela da solo. Anche in questa occasione non ha alzato un dito per fare nulla".

     

    Ed ecco, a stretto giro, arrivare le critiche anche da parte di una voce molto ascoltata in tema di Festa dell'Uva, quella di Riccardo Lazzerini. Consigliere comunale, rionale palloiano, autore di vari libri sulla Festa.

     

     

    "La mia – scrive Lazzerini sui social – vuole essere una riflessione a voce alta con il vero intento di condividere serenamente un pensiero. Chi conosce bene la nostra amata Festa, per chi la vive spendendoci tempo e denaro, traendone più amarezze che soddisfazioni, ha ben chiaro che qualsiasi crescita di quest'ultima, passa attraverso la sistemazione definitiva delle sedi… non di certo dal raddoppio della sfilata, da un ristorante più o meno condiviso o da iniziative tanto ammalianti ma non certo strutturate e strutturali".

     

    "Allora mi chiedo e chiedo – prosegue – "oramai da molto tempo per il vero, perché la coesione dell'Ente Festa dell'Uva venga meno su questioni vitali (il ristorante non totalmente condiviso è un piccolo esempio) per la Festa che esso deve necessariamente rappresentare; perché non si sia mai sentita una voce unitaria e forte sulla "vicenda panchina", di fronte alla denuncia dell'amministrazione?"

     

    "Perché – prosegue – non c'è stata una presa di posizione univoca sulla questione sedi rionali. Promesse, disattese e ridicolizzate con la proposta fuoriluogo e fuori tempo della doppia sfilata, fatta dallo stesso (il sindaco Calamandrei, n.d.r.) che prometteva le sedi".

     

    "Penso – conclude Lazzerini – che per ricoprire certi ruoli, si debba essere per prima cosa "donne e uomini liberi", non ricattabili e non di parte a prescindere. Pretendere con forza quello che si ritiene giusto ed opportuno, altrimenti lasciar perdere e fare qualcos'altro. E nel caso della nostra Festa, in primis le sedi definitive ed il rispetto per la Festa e la nostra storia!".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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