sabato 31 Ottobre 2020
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    Francesco e Isacco, Bologna-Fiesole sulla via degli Dei: 128 km a piedi in 22 ore

    L'imprunetino e il grevigiano (di Strada) all'ultra trail per veri "matti indistruttibili". Un racconto incredibile

    IMPRUNETA-GREVE IN CHIANTI – L'imprunetino Francesco Ciampi e il grevigiano (di Strada in Chianti) Isacco Collini, entrambi podisti sotto i colori del Ponte di Scandicci, hanno portato a termine la loro impresa incredibile.

     

    Hanno infatti partecipato e concluso il durissimo ultratrail "Via degli Dei", da Bologna a Fiesole, 128 km in circa 22 ore.

     

    "Sulla carta una follia – raccontano sorridendo – in pratica… peggio. Si parte in sei agghindati con polo sociale come una squadra seria in trasferta, nel pre-gara c'è il giusto mix tra allegria e rispetto per la durezza di una corsa che, per qualcuno, sarà la prima over 100 km".

     

    "Alle 21.50 – prosegue Francesco – il via, con la scenografica traversata di Bologna e ascesa a San Luca. Poi lungo il fiume Reno è già difficoltà: a quell'ora dormo di solito, ho già sete, il piede sinistro fa male e perdo tutta la truppa… sarà un viaggio corto e solitario?".

     

    "No – dice ancora – ecco sul monte, a un capannello in una opportuna fontanella, Isacco. Da lì con splendida intesa, si andrà insieme, dopo il secondo checkpoint a Monzuno rischiara ed ecco l'alba, un momento magico e benedetto perché il tepore del giorno mi sistema lo stomaco, ben sapendo però che quel placido disco rosso in mezzo ai monti sarebbe più tardi diventato un implacabile braciere".

     

    Il racconto di Francesco è davvero coinvolgente: "Scesi dalla Futa c'è da attraversare il Mugello, ma col sole allo zenit a noi sembra il deserto del Namib, si corre venti metri e poi si cammina per un km. Pensi che essendo la vecchia via Flaminia militare possa comparire Russel Crowe versione il gladiatore sul campo di grano".

     

    ALL'ARRIVO – A sinistra Isacco Collini, al centro Francesco Ciampi, a destra Daniele Bizzi

    (foto di Umberto Fedele)

     

    Ma non c'è tempo davvero per perdersi in pensieri: "Al quarto checkpoint, San Piero a Sieve, incontriamo Giulia, che purtroppo ma saggiamente si è ritirata, e Leonardo che sarà fondamentale per noi folli che proviamo a proseguire. In cima alla salita seguente verso Trebbio il sole è devastante, ogni abbeveratoio per animali, quali siamo diventati di fatto, è buono per rinfrescarsi e anche immergere i piedi che vanno a fuoco".

     

    "Altri litri di acqua da Leonardo – incalza – poi a 3 km da Monte Senario, lasciamo Isacco nella sua macchina a gestire una crisi di stomaco poi fortunamente superata, con Daniele (Bizzi, di Montespertoli) andiamo su. Monte Senario, ultimo checkpoint, è superato, ma faccio fatica anche a camminare tanto i piedi fanno male".

     

    STANCHI MA SORRIDENTI – Daniele Bizzi e Francesco Ciampi (foto di Umberto Fedele)

     

    "Gioco la carta di un antidolorifico che ci aveva dato Leo – sorride – caduto ma recuperato con la bacchetta stile hockey. L'ultima salita ripida verso Poggio Pratone è accompagnata da scoppi (di vesciche) e "maremme" (di ogni tipo)".

     

    "Vediamo Fiesole – conclude – ma c'è ancora parecchio asfalto da fare, poi l'anfiteatro, splendido arrivo a tre con Daniele e sua figlia, e tanti amici del Ponte ad aspettarci. Dopo poco arriverà Isacco, poi Simone e Franco. Che roba ragazzi. Siamo matti ma indistruttibili".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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