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sabato 10 Dicembre 2022
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    Le riflessioni di Indignamoci dopo l’alt alla coalizione di centrosinistra

    Spettatori (loro malgrado) del "balletto" che dopo settimane e settimane ha portato alla rottura (da parte del Pd di Impruneta) di ogni possibilità di percorso per la formazione di una coalizione di centrosinistra, Psi e Indignamoci hanno vissuto le tensioni Pd-Sel in modo diverso.

     

    Senza alzare un sopracciglio i socialisti, che molto probabilmente seguiranno la linea adottata nel 2008 e sosterranno il "monocolore" Pd (nel caso chiaramente di vittoria alle amministrative di fine maggio); rivendicando attenzione il movimento Indignamoci, costituitosi in questi mesi e rappresentante quella "quarta gamba" che avrebbe dovuto sorreggere il tavolo della coalizione di centrosinstra che invece… non è mai uscito dalla falegnameria.

     

    Così, a strappo consumato, con il Pd che chiude le porte a Sel e alla coalizione, andando a primarie "proprie" con due candidati (dopo la "fusione" fra Joele Risaliti e Alessio Calamandrei) il 7 aprile, Indignamoci fa una lunga riflessione su tutto quanto è accadauto.

     

    "Pierluigi Bersani – scrivono in una nota – prima dello smacco elettorale, coglieva ogni occasione per sproloquiare sulla volontà del Pd, qualora avesse ottenuto il 51%, o più, a governare come se avesse solo il 49%. Come a dire che il Pd avrebbe chiesto il concorso di tutti per condurre il Paese fuori dalla crisi, anche nel caso di conseguimento della maggioranza assoluta. Pochi gli hanno dato credito  come si è visto".

     

    Da qui il ritorno sul piano locale: "La diffidenza degli scettici sarebbe confermata dall’esperienza di Impruneta dove il Pd governa da solo. Pur avendo le mani libere, senza nessuno in grado di mettere i bastono fra le ruote, il Pci imprunetino e le sue successive trasformazioni nominali, ha governato male negli ultimi decenni di continuo e incontrastato predominio. Non c’è bisogno di grandi dimostrazioni, basta guardarsi attorno: tasse locali al top in Italia, servizi  scadenti, opere pubbliche mancanti o non finite, finanza comunale disastrata, paese abbandonato a sé stesso, paralisi degli investimenti e immobilità gestionale. L’evidenza della situazione è talmente forte che molti cittadini si erano convinti che anche all’interno del soviet imprunetino si fosse insinuata la necessità di un cambiamento sostanziale".

     

    Per questo motivo "anche noi – spiegano argomentando la loro decisione di aderire alla coalizione – del movimento di volontariato politico per Impruneta, Indignamoci, abbiamo accettato la sfida delle primarie della sinistra allargata nella speranza di poter agevolare la transizione verso il buon governo con proposte moderne ma senza forzature ideologiche. Prima che l’inchiostro delle firme apposte all’impegno delle primarie si fosse asciugato, i plenipotenziari del Pd hanno però rovesciato il tavolo e “sospeso” la coalizione adducendo motivazioni oscure ai più come la mancata astensione in Provincia del Sel sul piano provinciale dei rifiuti  o ragioni ben più  comprensibili come la paura di perdere contro un candidato inatteso ma ben più popolare di quello designato dai plenipotenziari".

     

    "I successivi incontri degli organi provinciali di Sel e del Pd – proseguono – hanno rivelato come  la questione rifiuti fosse  effettivamente un espediente maldestro per coprire la paura di perdere le primarie e quindi il controllo del Comune e dell’ex Opera Pia. Maldestro perché ha riportato a galla la questione dell’inceneritore di Testi sul quale il partito e l’amministrazione avevano calato un cauto silenzio".

     

    "Qualcuno – azzardano – forse a ragione, pensa che la mossa della sospensione unilaterale sia stata il parto di menti “raffinate” che hanno inteso immobilizzare per molte settimane possibili azioni di contrasto degli alleati – concorrenti. Pur non riuscendo a scorgere menti raffinate nel Pd, è vero che la prolungata attesa ha ristretto la libertà di manovra degli ex alleati. Questo imbroglio è tanto più deprecabile perché attuato a danno di coloro che,  senza ambizioni di poltrone come noi, avevano creduto nella possibilità di far nascere a Impruneta una coalizione capace di arginare lo sbandamento della nostra collettività".

     

    "Noi di Indignamoci – ammettono – ci siamo evidentemente sbagliati. Non nelle nostre finalità ma nella valutazione del livello di democraticità e di affidabilità del Pd locale che non ha saputo rinnovare in trent’anni i suoi dirigenti che continuano a comandare talvolta tramite la copertura di discepoli fidati, con il risultato, quasi sempre raggiunto, di allontanare o tacitare ogni voce discordante e ogni idea nuova. Sono riusciti persino a immobilizzare le aperture dell’ala “renziana” del partito che pur avendo la stragrande maggioranza dell’elettorato dalla sua parte si è lasciata catturare dalla mistica del partito – di diretta derivazione comunista – e dalla  legge dei numeri (leggi il controllo del parco tessere) che evidentemente ha rimpiazzato nel Pd il concetto di democrazia".

     

    "C’è qualcosa da salvare nel Pd imprunetino? – si chiedono – Dopo le ultime  vicende si direbbe proprio di no! Alcuni di noi sono stati fondatori del Pd o addirittura iscritti al Pd, ma il partito “democratico” che sognavano non è mai nato. Sicuramente non a Impruneta. C’è solo da sperare che lo scossone elettorale dia nuova vita e forza a quei pochi, all’interno del Pd, che ancora si oppongono a un modo arrogante di comandare".

     

    "Forse – concludono – le vecchie volpi riusciranno a far eleggere sindaco il loro naturale erede e portavoce ma si preannuncia un’altra amministrazione insufficiente. Non si può governare contro tutto e contro tutti, dentro e fuori dal partito, specie ora che nessuno è disposto a fare sconti. Inoltre, il contesto attuale pretende sindaci preparati, con grandi capacità ed esperienza gestionali, di grande personalità e con una visione del mondo moderna. Tutto ciò non si ritrova né nel curriculum del sindaco designato né nel modo di governare della giunta di cui fa ancora parte".
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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