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martedì 27 Settembre 2022
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    Parla Riccardo Lazzerini: “Presidenza del consiglio? Diano una rosa di nomi”

    IMPRUNETA – Mai come questa volta, nonostante i 640 voti finali di distacco, Riccardo Lazzerini, candidato sindaco e oggi capogruppo in consiglio comunale per la lista Il Coraggio di Cambiare, è andato vicino a fare il "colpo gobbo" verso la poltrona di sindaco di Impruneta.

     

    Strappando ad Alessio Calamandrei tutte le sezioni di Impruneta capoluogo ma venendo sonoramente battuto, e sta tutto qui il distacco finale, in quelle di Tavarnuzze. Oggi, alla vigilia del consiglio comunale che giovedì 11 luglio dovrebbe indicare il nuovo presidente del consiglio comunale (richiesto a gran voce da Il Coraggio di Cambiare ma con il Partito democratico di ben altro avviso) per la prima volta analizza il risultato elettorale. Spingendosi però anche oltre… .

     

    Lazzerini, è passato un mese e mezzo dal voto: si è fatto un'idea del perché di un risultato che ha diviso in due il comune? Più soddisfatto del suo risultato o deluso perché forse poteva essere davvero la volta buona…?

    "Il risultato elettorale delle elezioni amministrative contiene elementi di forte discontinuità rispetto alla storia di questo paese. L'Impruneta (capoluogo), paese spiccatamente conservatore, ha deciso di voltare pagina… questa è la vera sorpresa! La comunità imprunetina, fortemente coesa ha dato una risposta "storica" che è andata oltre i miei pensieri più belli. Davvero un bel riconoscimento a me e alla lista che ho rappresentato. Certo è che "il Lazzerini" a Impruneta non viene percepito nel solito modo a Tavarnuzze. Peccato, perché nell'animo del tavarnuzzino c'è indubbiamente il disagio di sentirsi di serie B nelle dinamiche amministrative degli anni passati. E, per uno strano gioco mentale, si è preferito il partito che ha portato Tavarnuzze a questa drammatica situazione, piuttosto che affidare il proprio destino ad un imprunetino… ovviamente queste sono considerazioni personali e non generalizzanti".

     

    A fronte anche di questa divisione geografica, con Impruneta in cui lei ha avuto la maggioranza e Tavarnuzze in cui l'ha avuta Calamandrei, la vostra proposta di avere la presidenza del consiglio comunale: che tipo di dialogo c'è stato, se c'è stato, in questo senso con il Pd?

    "Detto quanto sopra, la politica deve fare un passo avanti; non possiamo trascurare l'alto astensionismo, la sua giusta considerazione sulla netta divisione del voto Impruneta-Tavarnuzze. Per questi motivi è responsabilità della politica stessa non alimentare pericolose divisioni territoriali più di quanto non ci consegni la realtà del voto. In quest'ottica deve essere letta la nostra proposta di assegnare alle opposizioni la presidenza del consiglio. Riguardo al dialogo… c'è stato e ci sarà, ma per adesso non ha prodotto risultati distensivi e sperati; non è stata colta la nostra proposta come "elemento puramente simbolico" ma piuttosto come una larga concessione dei vincitori rispetto ai vinti.. Ecco, è quello che è mancato per adesso ad Alessio Calamandrei, al gruppo  e al partito del Pd: il riconoscimento di un risultato eccezionale (nell'accezione etimologica del termine) ottenuto da Il Coraggio di Cambiare. Aggiungo che, la nostra disponibilità rispetto ad un percorso alternativo per l'individuazione della figura del presidente del consiglio, rimane tutta. Un percorso che magari potrebbe individuare, attraverso una rosa di nominativi, la figura più adatta ad un riequilibrio politico e territoriale all'interno del consesso consiliare".

     

    Domani c'è consiglio comunale aperto sulla piazza di Tavarnuzze: quale la posizione ad oggi di Il Coraggio di Cambiare? Cosa chiedete al sindaco?

    "Ci aspettiamo un atto di coraggio, anzi… sono certo che ci sarà nei confronti dei molteplici cittadini che hanno individuato nell'antica stazione (Birillo) un simbolo per Tavarnuzze, concentrandosi soprattutto nella conservazione della stessa. Sarà poi importante capire con assoluta chiarezza i tempi e il tipo di cantierizzazione dell'intervento, affinché Tavarnuzze e le sue attività produttive possano continuare una normale attività in un momento economico davvero preoccupante".

     

    Il sindaco Calamandrei ha vinto le primarie contro Pistolesi con il tema forte del rinnovamento: secondo lei in queste prime settimane alla guida del Comune è stato fedele a questo assunto di base oppure no…?

    "Per Impruneta, il nuovo ero io; ciò sembra paradossale dato la mia esperienza politica… no? Ma il punto e' un altro: è nuovo chi dimostra con i fatti di essere nuovo. Calamandrei ha una opportunità importante, per adesso pericolosamente inespressa sia dal punto di vista politico che amministrativo, ma è oggettivamente presto per poter compiutamente giudicare. Alcune scelte fatte il "giorno dopo" non mi hanno convinto: vedi la riorganizzazione della macchina comunale (sulla quale ci esprimeremo meglio il 31 dicembre, data della scadenza di alcuni incarichi contrattuali); sulla vicenda legata alla scuola materna di Impruneta che, per ora, sarà chiusa senza la chiarezza rispetto ai futuri interventi (per noi basterebbe un tetto nuovo). Ma, ripeto, diamo tempo al tempo… non mancheranno le occasioni per tirare le somme; in positivo o in negativo".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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