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lunedì 24 Giugno 2024
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    Montebuoni, il restauro degli affreschi della chiesa e l’impegno dei cittadini

    Il presidente degli "Amici del borgo di Montebuoni" parla dei significati artistici e sociali dell'intervento

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – A Montebuoni è finito il restauro del presbiterio della chiesa di San Pietro che verrà festeggiato con un evento ad hoc dopo Pasqua.

     

    Il presidente degli "Amici del borgo di Montebuoni", Lamberto Baccioni spiega l'importanza di questo intervento, sia dal punto di vista artistico che da quello sociale.

     

    Che cos'è che ha messo in luce il restauro dei restauratori dell'Istituto Spinelli?

     

    "Il restauro degli affreschi della volta del presbiterio di S. Pietro a Montebuoni ha ridato smalto al lavoro, molto bello e accurato di un pittore settecentesco. Sono stati ripuliti dalla fuliggine delle candele le diverse situazioni: sulla volta "La gloria di San Pietro" con colori solari e i simboli del Santo: le chiavi e il triregno; nelle lunette "La chiamata" di S. Pietro e S. Andrea sul lago e "La liberazione" di S. Pietro dalla prigione da parte dell’angelo".

     

    Quali dettagli che sono tornati visibili?

     

    "Alcuni dettagli sono tornati finalmente visibili: la faccia dei protagonisti dal Redentore a Pietro sono dipinti con finezza e vivacità e denotano un’ottima mano dell’autore, probabilmente Giacinto Fabbroni attivo soprattutto a Prato".

     

    Un risultato che è merito degli abitanti del borgo di Montebuoni?

     

    "Tre anni fa fu istituito un Comitato di 13 persone che cominciarono a prendere a cuore il progetto di rivitalizzare la Chiesa di S. Pietro a Montebuoni e recuperarne la memoria ma anche farla diventare un centro di culto e cultura. Per questo dopo aver ripulito lo stanzone della Compagnia attiguo alla Chiesa, il Comitato ha cominciato a coinvolgere altre persone anche di Tavarnuzze con iniziative varie: dopo aver ripristinato la Messa almeno ogni 15 giorni, sono stati organizzati concerti di musica sacra in Chiesa e di musica profana nella Compagnia, attirando sempre più persone e appassionati. Grazie a una sensibile benefattrice è stato possibile riattivare le campane del ‘700 e raccogliere, con offerte, cene, lotterie altri fondi per il restauro che è stato curato dall’Istituto Spinelli di Firenze e seguito con entusiasmo e amore da tutti".

     

    Quali risultati festeggiate oggi?

     

    "Oltre all’aspetto pratico del restauro degli affreschi, è importante sottolineare che il Comitato, creato da persone che non si conoscevano, ha portato a un ottimo effetto sociale: si sono creati rapporti, abbiamo scoperto come si collabora e stiamo prendendo gusto a portare avanti, allargandolo, il progetto iniziale e il daffare non manca: c’è da ripulire ancora l’abside, i medaglioni con gli apostoli della Compagnia, l’organo".

    di Lisa Baracchi

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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