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martedì 16 Agosto 2022
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    Osservazione al Piano Strutturale: “Spostate la Pepita di rame in un luogo che la valorizzi”

    Due cittadini e due consiglieri comunali (Roberto Viti e Gabriele Franchi) chiedono al comune di dare un risalto diverse a questa testimonianza geologica e storica: con tanto di proposte

    IMPRUNETA – Una osservazione al Piano Strutturale del Comune di Impruneta, presentata da due cittadini e due consiglieri comunali di opposizione, per chiedere maggiore valorizzazione a una delle testimonianze geologiche e storiche più importanti di Impruneta: la famosa Pepita di rame.

    A presentarla sono stati l’ingegner Mauro Matteuzzi, Paolo Turchi, l’ingegnere (e consigliere comunale di Obbiettivo Comune) Roberto Viti, e il consigliere Gabriele Franchi (Cittadini Per Impruneta).

    I primi due sono peraltro fra i tre scopritori della stessa Pepita, che l’hanno trovata, scavata e cavata.

    La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è quella di spostare la stessa Pepita, dalla collocazione attuale “in un luogo più consono alla sua valorizzazione”.

    Partendo da una sottolineatura di fondo: “Questa Pepita è una rarità geologica che per le sue dimensioni è seconda solo ad un’altra, anch’essa proveniente dal nostro comune”.

    “Per la sua dimensione e peso – proseguono – 630 kg, è indubbiamente un oggetto museale. E’ stata finora esposta in posizione interrata, coperta da un vetro in sicurezza, e non è facilmente visibile per chi percorre piazza Buondelmonti senza opportuna indicazione”.

    “Molte persone – puntualizzano – si scandalizzano che un oggetto simile sia posto sotto terra e nascosto alla vista, come se fosse invisibile. Ancora di più quando viene loro spiegato che pepite di queste dimensioni provengono da una particolarità geologica unica in Europa, ubicata nel nostro comune”.

    La Pepita

    “Per valorizzarla – suggeriscono – dovrebbe essere elevata di almeno 100-120 cm da terra, poggiata e fissata su basamento stabile in posizione simile a quella del ritrovamento: ottima era una precedente esposizione su un masso di galestro, esposta anche in piazza Buondelmonti nel 1998”.

    Dovrebbe essere ovviamente, sostengono, “protetta da teca chiusa, in vetro o plexiglass per impedirne il danneggiamento o il semplice contatto delle mani che nel tempo ne altererebbero l’aspetto e la naturalità”.

    “Esposta – rilanciano – in luogo pubblico aperto, visibile da tutti i lati. Corredata da un cartello di informazioni sulla sua consistenza e particolarità geologica, localizzazione del sito di ritrovamento, indicazione degli scopritori con riferimenti temporali e della loro originale dedica ai minatori di Impruneta ed al loro lavoro“.

    “Vista la conformazione del paese – concludono – è preferibile che sia esposta in piazza Buondelmonti. A tal proposito si suggerisce di esporla davanti al busto del dottor Tirinnanzi, sotto le logge del Comune”.

    Foto montaggio della collocazione suggerita

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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