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mercoledì 21 Febbraio 2024
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    Peposo Day: in arrivo un weekend di sapore a Impruneta

    Dal 10 novembre, tre giorni con un ricco programma di appuntamenti che vedrà il suo culmine nel "Palio del Peposo" domenica 12 novembre

    IMPRUNETA – Il Palio del Peposo, un’entusiasmante sfida gastronomica tra i quattro rioni di Impruneta, è un evento tanto atteso e ricco di tradizione che farà il suo ritorno nel weekend del 10 novembre prossimo.

    Questa tre giorni straordinaria è dedicata al buongusto e coinvolgerà persone di tutte le età, unendo giovani e meno giovani in un’unica celebrazione culinaria.

    Attore principale della tre giorni il peposo, antica ricetta medievale che veniva preparata dai fornacini, gli artigiani delle fornaci, che lo cuocevano di notte e lo consumavano dopo il turno di lavoro.

    Il pepe copriva l’odore della carne, mentre il vino contribuiva al sapore. Gli ingredienti principali sono la carne non pregiata (solitamente muscolo di manzo), vino rosso, aglio (anche per… sanificare) e pepe.

    L’evento, organizzato dall’Ente Festa dell’Uva con il patrocinio del Comune di Impruneta, vedrà i quattro rioni di Impruneta – Fornaci, Pallò, Sant’Antonio e Sante Marie – sfidarsi ai fornelli, presentando ciascuno la propria interpretazione del Peposo all’Imprunetina.

    Una giuria esperta composta da cinque professionisti del mondo enogastronomico, tra cui Federica Continanza – chef di grande esperienza, Leonardo Romanelli – giornalista enogastronomico di fama, Luca Meoni – noto macellaio di Meoni, Omar Barsacchi – Oste de “Il Macello di Bolgheri” e Elisabetta Moretti – esperta cuoca del RistoMacelleria Terrazza Meoni decreterà il vincitore dell’edizione 2023.

    L’evento si svilupperà su tre giorni. Si darà il via la sera di venerdì 10 novembre presso il Loggiato del Pellegrino con “L’AperiPeposo”, un delizioso menù a base di Peposo all’Imprunetina abbinato ai vini locali.

    La manifestazione proseguirà sabato 11 novembre con la “Cena del Peposo” composta da sei portate servita nel suggestivo scenario del Loggiato del Pellegrino.

    Domenica 12 novembre, l’intera giornata sarà dedicata alla degustazione del Peposo, anche in versione da asporto su prenotazione, accompagnato da assaggi di vini affinati in anfora.

    Nel Loggiato del Pellegrino, saranno presenti alcune rinomate aziende agricole toscane produttrici di Chianti e Chianti Classico, offrendo un’occasione unica per degustare questi vini prelibati.

    L’evento rappresenta un’opportunità straordinaria per immergersi nella ricca tradizione culinaria di Impruneta e assaporare l’autenticità dei suoi piatti e vini locali.

    “Questo evento – dichiarano il sindaco Riccardo Lazzerini ed il presidente dell’Ente Festa dell’Uva Filippo Venturi – mira a celebrare un piatto tradizionale che affonda le sue radici nel Medioevo, un periodo in cui i forni alimentati a legna delle fornaci locali erano in piena attività”.

    “I nostri quattro rioni – rimarcano – hanno sempre avuto l’impegno di preservare e valorizzare la millenaria ricetta di questo piatto, che è strettamente legato alla figura di Brunelleschi.

    “Come amministrazione comunale – annunciano in conclusione – in collaborazione con l’Ente Festa dell’Uva, abbiamo intrapreso le procedure per ottenere il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta), con l’obiettivo di tutelare e promuovere la tradizione, la cultura e l’unicità di questo prodotto culinario”.

    I MENÙ NEL DETTAGLIO

    Venerdì 10 Novembre “AperiPeposo” (costo 15 euro)

    • Crostone di pane con crema di patate e Peposo
    • Polenta di Mais con Peposo
    • Fagioli bianchi all’olio
    • Acqua e vino delle aziende imprunetine
    • Caffè

    Sabato 11 Novembre “Cena del Peposo” (costo 30 euro)

    • Pomodori verdi con uva
    • Pappa al Pomodoro
    • Lasagne all’Ortolana
    • Peposo all’Imprunetina
    • Fagioli bianchi all’olio
    • Panna cotta con riduzione di vino rosso
    • Acqua e vino delle aziende imprunetine
    • Caffè

    I biglietti per le due cene sono prenotabili presso il Museo Festa in p.zza Buondelmonti oppure scrivendo a peposoday@gmail.com.

    I contenitori per la fermentazione in terracotta di Artenova – Pesci Giorgio – Fornace Massimo Carbone di Impruneta saranno la scenografia della manifestazione, gli ingressi saranno regolati da bigliettazione.

    Segue l’elenco dei ristoranti di Impruneta che nel tre giorni del Peposo Day proporranno nei loro menù il piatto del Peposo.

    1) Locanda Collazzi, Via Colleramole n.101, 3371322612

    2) Ristorante Sassi Neri, Via delle Terre Bianche n.1, 0552011186

    3) Ristoro Bellavista, Via della Croce 4, 3319685068

    4) Ristorante I Tre Pini, Via Imprunetana per Pozzolatico n.134, 055208065

    5) La Loggettina, Via Cavalleggeri n.2

    6) Bar Le Tavarnuzze , (solo il giorno venerdì 10 a pranzo), Via della Repubblica n.125, 0552020133

    7) Il Battibecco, Via Vittorio Veneto, 38, 0552313820

    8) Trattoria del Contadino Vecchio Borgo Inalbi, (solo venerdì 10 e domenica 12 – saranno chiusi sabato 11), Via delle Terre Bianche n.32, 0552011797

    9) Restaurant Relais Villa Olmo,  Via Imprunetana per Tavarnuzze 19, 0552311330, 0552312690

    La storia

    Il Peposo all’Imprunetina, noto anche come Peposo alla Fornacina ha radici nel periodo medievale ed è associato ai mastri fornacini che lavoravano nelle fornaci.

    La sua fama crebbe durante il Rinascimento grazie a Messer Filippo Brunelleschi, che supervisò la produzione dei materiali per la costruzione della cupola del Duomo di Firenze.

    Brunelleschi scoprì il piatto quando entrò in una fornace di Impruneta e sentì un delizioso profumo provenire da tegami posti vicino al forno.

    Affascinato, decise di portare i tegami e la manodopera specializzata a Firenze. I fornacini usavano ampi tegami di terracotta per cuocere tagli di carne di bassa qualità, spesso con callosità, aggiungendo aglio, pepe in grani e vino.

    Questo piatto richiedeva poche cure e cuoceva da solo su braci vicino al forno per molto tempo, fino a che il grasso si scioglieva e la carne diventava tenera. Questa preparazione, chiamata “preparazione in bianco” è rimasta immutata nel corso del tempo.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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