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lunedì 27 Giugno 2022
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    Lettera degli ambientalisti sulla spinosa vicenda che vede anche un ricorso al Tar

    Sulla questione del vincolo cimiteriale che limiterebbe la costruzione di una lottizzazione a Pozzolatico, i Verdi per Impruneta scrivono al sindaco Ida Beneforti, facendo riferimento alla settera spedita dallo stesso sindaco al Difensore Civico regionale: "Lettera- scrivono i Verdi – che non ci era pervenuta da parte del Comune e che abbiamo ricevuto successivamente grazie all'inoltro da parte dell'Ufficio del Difensore Civico Regionale a cui avevamo presentato una istanza rilevando il mancato rispetto del vincolo cimiteriale nello strumento urbanistico comunale".

     

    "Nel merito del contenuto della suddetta lettera – scrivono – ci preme innanzitutto rilevare che risulta del tutto privo di fondamento quanto scritto nella lettera del Comune, laddove asserisce che la nostra istanza "trascura e tace" il fatto che l'amministrazione comunale aveva proceduto alla riduzione del vincolo cimiteriale con delibera del consiglio comunale n.129 del 29.9.1998 in vigenza dell'originario testo normativo dell'art 338 del RD 1265/1933 (precedentemente alle modifiche ad esso introdotte con la Legge 166/2002). La delibera comunale risulta infatti espressamente richiamata nella nostra istanza, laddove si riporta in dettaglio il contenuto delle controdeduzioni del Comune allegate alla delibera di approvazione del RUC".

     

    "Fantastica – rilanciano ironici – invece la considerazione che i consolidati precedenti giurisprudenziali (inerenti le modifiche alla norma introdotte con la legge 166/2002), citati anche nella lettera del Difensore Civico Regionale dello scorso 7 settembre, non sarebbero pertinenti al caso specifico in quanto relativi ad una norma introdotta successivamente alla delibera comunale del 1998. "La legge non può che disporre per il futuro" dichiara pertanto il sindaco: ma è proprio questo che sembra non si intenda fare: con i rilievi contenuti nella nostra istanza abbiamo sostenuto che il vigente testo normativo   – come risultante nella formulazione introdotta con legge 166/2002 – ha immediata applicazione sul nuovo Regolamento Urbanistico comunale (che è stato approvato nel 2012) e sulle previsioni urbanistiche di futura realizzazione, che invece il Comune ha previsto di realizzare per circa 22.000 metri cubi proprio all'interno dell'area di vincolo di non edificabilità (ovvero i 200 metri dal perimetro del cimitero), a Pozzolatico, Tavarnuze ed Impruneta".
     

    "La nota – scrivono ancofra –  inviata per conoscenza anche a sindaco e Difensore e Civico Comunale, con cui il Difensore Civico Regionale ci ha trasmesso copia della lettera di "precisazioni" del Comune costituisce un commento illuminante più di tante parole laddove, nel richiamare la competenza del difensore civico comunale a valutare la questione, tiene a sottolineare "mi limito a confermare i rilievi già contenuti nella precedente nota di questo Ufficio ed a ricordare le condizioni previste dalla legge per la riduzione della fascia di rispetto cimiteriale"  (chi vuol intendere intenda)".

     

    "La nostra istanza – spiegano – era stata indirizzata originariamente al Difensore civico regionale ritenendolo il referente più pertinente in considerazione dell'oggetto della questione (l'applicazione di vincolo sovraordinato al livello comunale), sarebbe tuttavia cosa gradita poter conoscere anche le valutazioni del Difensore Civico Comunale sulla questione, visto che la nota del Difensore Civico regionale ne richiama la sua specifica competenza nel merito, ed avendogli lo stesso già partecipato copia della nostra istanza con precedente lettera del 7 settembre scorso".
     

    "Ribadiamo – tengono a sotolineare – pertanto che con la legge 166/2002, che all’art. 28 modifica l’art. 338 del R.D. 1265/34, il legislatore ha stabilito al primo comma, la regola generale che i cimiteri devono essere collocati ad una distanza di almeno 200 metri dal perimetro dei centri abitati e che "è vietato costruire nuovi edifici entro un raggio di 200 metri dal perimetro del cimitero". La norma quindi non mette in discussione eventuali edifici pre-esistenti posti a distanza inferiore, realizzati con un legittimo titolo abilitativo: queste possono essere considerate quale "situazione consolidata e definita" (per usare i termini delle "precisazioni" del Sindaco), mentre non lo possono certo essere le previsioni urbanistiche di futura realizzazione, indicate nel RUC".
     

    "Tale fascia di rispetto – concludono – costituisce un vincolo urbanistico posto con legge dello Stato e come tale è operante indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con essi (C.d.S. sez. V 27/8/1999 n.1006; Cass. Penale n.1185/2007). Tale distanza può essere derogata in due ipotesi (laddove ricorrano le condizioni previste dalla norma, a cui si rimanda): la costruzione di nuovi cimiteri o ampliamento di quelli esistenti ad una distanza inferiore a 200 metri, purché non oltre il limite di 50 metri; l’esecuzione di un opera pubblica o attuazione di un intervento urbanistico. In merito a questa seconda ipotesi la Suprema Corte ha stabilito che la locuzione “attuazione di un intervento urbanistico” non può essere interpretata estensivamente fino a ricomprendervi anche l’edilizia residenziale privata (Corte di Cassazione Penale, sez. III, 26/2/2009, sentenza n. 8626)".

     

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    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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