spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
sabato 1 Ottobre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Lo rivendica Simone Ortino, coordinatore dei comitati di Impruneta

    IMPRUNETA – Rivendicano il loro impegno e il loro ruolo nell'interramento dell'elettrodotto nei giorni in cui i tralicci venfono finalmente rimossi dalle colline sopra a Tavarnuzze.

     

    "Da alcuni giorni – sottolinea Simone Ortino, coordinatore dei comitati d’Impruneta – si sta profondamente modificando il panorama delle colline che a Sud di Firenze delimitano i confini con il Chianti nei comuni d’Impruneta e di Greve. Si stanno infatti abbattendo decine di km di tralicci e cavi dell’altissima tensione che da decenni sfregiavano i crinali di uno dei territori più celebrati e visitati del mondo".

     

    "Questo – rilncia Ortino – in seguito della protesta avviata nel 1997 da spontanei comitati di cittadini che con  l’aiuto delle amministrazioni locali, la stampa ed innumerevoli quanto prestigiose associazioni hanno impedito il  compimento di uno scempio irrimediabile".

     

    "Enel – ricorda – tra la primavera e l’estate del 1997 aveva realizzato un mostro da 380.000 volt con orrendi tralicci bianchi e rossi che attraversavano sui crinali le colline tra Scandicci ed Impruneta. Il tracciato alla faccia di ogni prescrizione o regola dettata dal buon senso sfregiava i crinali di un’area d’incomparabile bellezza senza nessun accorgimento che mitigasse l’insostenibile impatto ambientale di queste torri d’acciaio alte fino a 70 metri".

     

    "Fino a quei  giorni – dice ancora Ortino – furono soltanto proteste formali  attraverso le interrogazioni parlamentari  o le carte bollate di singoli cittadini, ma alla fine di luglio i membri dei comitati, picchettarono il cantiere dell’Enel presso la cooperativa sociale delle Rose nel comune d’Impruneta e si opposero fisicamente al proseguimento dell’opera".

     

    Come ricordano in molti, e come ricorda Ortino, "seguì un lungo periodo di proteste e manifestazioni  a tutti i livelli che portarono l’attenzione dei media nazionali ed internazionali sulla questione, stigmatizzando l’assoluto disprezzo di Enel per gli aspetti ambientali,paesaggistici e della salute che coinvolgevano un progetto realizzato solo per massimizzare i profitti della multinazionale appena privatizzata. Fermati con la forza i lavori a quel punto il governo D’Alema era ad un bivio: usare la forza o avviare una trattativa per realizzare l’opera con tutti gli accorgimenti possibili per mitigarne la presenza ed il suo impatto visibile".

     

    Il risultato? "Oggi le colline di scandicci  sono solcate dai tralicci disegnati dall’archistar Norman Foster, e tra Colle Ramole e Le Rose l’elettrodotto da 380.000 Volts corre interrato per alcuni km (mai si era interrato una tensione così alta per scopi di tutela del paesaggio e della salute ). Certo la linea poi è stata realizzata anche nelle colline che procedono verso la centrale di Cavriglia ,ma con una particolare attenzione nella realizzazione e posizionamento dei tralicci".

     

    “Enel – dice Orrtino – come auspicò l’allora primo ministro D’Alema, vuol fare della Toscana la vetrina degli elettrodotti dal nuovo volto. Non so se siamo arrivati a questo, ma certo osservando quanto fatto in precedenza si può affermare che il compromesso è accettabile! Finalmente a 16 anni dalla protesta riusciamo a vedere il cupolone senza l’interposizione di decine di tralicci e spessi cavi d’acciaio sottesi tra un crinale e l’altro".

     

    "Presto – conclude – promettono le amministrazioni saranno abbattuti anche i famosi piloni bianco-rossi che fecero gridare allo scandalo mezzo mondo. E schierare con i comitati tanti personaggi frequentatori di questi colli. Una cosa è certa la collina delle Rose è stata il nostro Piave e vederla bonificata dopo averle evitato un intollerabile scempio mi riempie di gioia".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...