LE ROSE (IMPRUNETA) – “Salviamo Le Rose”: lanciata solo mercoledì scorso, la petizione online dell’Associazione Le Rose ha registrato un successo immediato, superando in pochi giorni la quota di 2.000 firme.
“Un riscontro immediato – dicono dalla cooperativa – che dimostra quanto sia ampia e coesa la comunità che chiede di garantire un futuro alla Cooperativa sociale Le Rose e agli storici spazi che l’hanno ospitata”.
“Nata 35 anni fa come iniziativa dal basso – ricordano – la cooperativa ha dato vita a un servizio di centro diurno per disabili che può essere considerato un modello unico di integrazione tra socialità, salute, educazione, natura, arte e bellezza per tutti”.
“Nel tempo – rivendicano – Le Rose ha superato la semplice dimensione di servizio socio-sanitario per affermarsi come un vero e proprio bene comune. È proprio per tutelare questa straordinaria esperienza partecipativa, e per evitare che gli spazi di via Quintole vengano condannati all’incuria, che le tante persone attive attorno a questa realtà si sono unite dando vita all’associazione Le Rose”.
“La mobilitazione arriva in un momento critico – aggiungono – Ben cinque anni fa la ASL Toscana Centro, proprietaria dell’immobile, ha dichiarato inagibile l’edificio principale, promettendo l’apertura di un tavolo di co-progettazione per risolvere le criticità strutturali e normative, che di fatto non ha mai preso avvio”.
“Di fronte alle difficoltà materiali e alla ripetuta minaccia di sospensione delle rette – dicono dalla cooperativa – con la conseguente dispersione degli utenti, la Cooperativa ha dovuto prendere la sofferta decisione di trasferire il centro diurno”.
Oggi, lunedì 14 settembre, si sono avviate infatti le attività nella nuova sede di Casalta, nel comune di San Casciano.
“Nonostante la proprietà ammetta di non avere ad oggi alcun progetto alternativo per l’area di via Quintole – fa sapere la cooperativa – ha dichiarato l’intenzione di apporre i sigilli agli spazi non appena il trasferimento sarà completato”.
Per fermare “questo immotivato abbandono”, l’associazione Le Rose lancia la petizione rivolgendosi direttamente alla Asl, al Comune di Impruneta e ai responsabili delle politiche sociali dei Comuni coinvolti, avanzando “tre richieste chiare e inequivocabili”.
Consentire una transizione graduale del servizio di centro diurno dalla sede storica a quella di Casalta, per permettere ai ragazzi di continuare a coltivare il legame con lo spazio che per 35 anni è stato per loro una vera e propria casa.
Ottenere l’uso transitorio degli spazi di via Quintole a condizioni da concordare con la proprietà, al fine di evitare che l’area venga lasciata in totale abbandono.
Avviare finalmente il tavolo di co-progettazione con la proprietà e le istituzioni, al fine di individuare nuove funzioni socio-sanitarie, riconoscendo la peculiare natura di Bene Comune degli spazi, e garantendo che rimangano accessibili a tutta la cittadinanza attraverso progetti sociali ed educativi futuri.
“La petizione – rilanciano – è solo il primo passo di un ricco programma di iniziative messe in campo dall’Associazione Le Rose per mantenere viva la struttura. Nei prossimi mesi, l’associazione organizzerà giornate aperte in cui le necessarie attività di manutenzione collettiva saranno affiancate da laboratori, momenti conviviali e attività culturali”.
“Il primo appuntamento per sostenere questo bene comune – concludono – è fissato per sabato 26 settembre a partire dalle ore 15:00, con un ricco programma pomeridiano e serale dedicato all’osservazione delle stelle”.
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