spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
venerdì 14 Giugno 2024
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Area Sassi Neri, le opposizioni tornano compatte all’attacco del sindaco

    "Ha operato facendo esattamente il contrario di quello che ha scritto nella sua lettera pubblica"

    IMPRUNETA – Una lunga riflessione dei gruppi di opposizione di Impruneta (Centrodestra per Impruneta, Cittadini Per, MoVimento 5 Stelle, Obbiettivo Comune) sulla questione-Sassi Neri. 

     

    Riflessione che prende spunto dalla lunga lettera aperta che il sindaco Alessio Calamandrei ha reso pubblica a metà dicembre 2018.

     

     

    "Il sindaco – dicono i gruppi di opposizione – ha reso noto che fra il  2009 ed il 2010 è stata realizzata dal Consorzio LaMMA e dal Centro di Geo Tecnologia dell’Università di Siena  per conto della regione Toscana la “Carta della criticità – Amianto,  presenza di amianto naturale nelle rocce in Toscana”. Nella Carta è evidenziata l’area di Impruneta (Area A4 – Impruneta), con indicazione del grado di pericolosità delle zone del Comune con probabile presenza di amianto. Fra queste zone è compresa anche l’area dei Sassi Neri, inclusa fra la SP69 e il Monte delle Sante Marie, parte della quale destinata ad edilizia scolastica e, per la parte rimanente, a parco pubblico".

     

    "Fatta questa premessa – proseguono – si rileva come il sindaco voglia apparire bravissimo, professionale e previdente  usando termini come “nessun inquinamento antropico, valori di fondo naturale, rispetto delle leggi, massima precauzione, indagini svolte, parere degli organi competenti, svolti approfondimenti, esaustivi chiarimenti e cosi via dicendo”, mettendo in sordina la notizia che nell’area esiste un rischio da metalli pesanti ed amianto".

     

    "Sulla base dei risultati dell’analisi di rischio sanitario e della caratterizzazione dell’area – rilanciano – svolta fra il 2017 ed il 2018, sono state approvate dal Comune dettagliate prescrizioni al fine di eliminare, durante i futuri lavori per la costruzione del nuovo plesso scolastico, il percorso relativo ai contatti diretti delle persone con il suolo, facendo espresso riferimento alle  Linee emanate dalla Regione Piemonte per “la gestione del rischio di dispersione di fibre di amianto”. Tuttavia il sindaco, sostenendo che “quanto sino ad oggi effettuato sull’area (destinata ad edilizia scolastica) non ha comportato rilevanti alterazioni del suolo”, cerca di coprire le pesanti responsabilità dell’amministrazione cComunale  per avere richiesto alla F.P.spa, in data 21/12/2015, il piano di sminamento dell’area, consegnato anticipatamente il terreno a gennaio 2016 per far credere che i lavori fossero iniziati ed in sostanza sollecitato l’avvio dei lavori di sbancamento che sono stati effettuati nello stesso anno senza predisporre alcuna indagine ambientale preventiva nè alcun presidio a tutela della salute dei lavoratori, dei residenti e dei fruitori del parco. E’ stata scavata un’area di circa 1.600 mq per una profondità media di 90 cm e un volume  di circa 1.500 metri cubi. Non sono sbancamenti rilevanti?".

     

    "E che dire – continuano – del materiale di scavo, contenente elevati livelli di metalli pesanti, che è ammassato da oltre due anni a ridosso delle abitazioni senza essere stato neppure caratterizzato per il parametro amianto? E della situazione attuale del cantiere, la cui attività è stata sospesa dopo che i lavori per la bonifica bellica sono stati interrotti a febbraio 2017 per effettuare l’indagine ambientale e che appare abbandonato con parte della recinzione abbattuta?".

     

    Continuano i gruppi di opposizione: "E della mancata  nomina del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), benché espressamente prevista dalla normativa sugli appalti pubblici (art. 10 del Codice degli Appalti e art. 31 del successivo D.Lgs. 50/2016) e nonostante che il progetto scuole sia partito da oltre quattro anni e l’amministrazione comunale abbia già adottato numerosi atti, a cominciare dalla convenzione urbanistica del 2014 con la F.P.spa, proseguendo con  le delibere di presa d’atto e/o di approvazione dei vari livelli di progettazione della scuola materna ed elementare, fino alla consegna del terreno alla F.P.spa, alla richiesta di effettuare la bonifica bellica ed all’incarico per la caratterizzazione dell’intera area?".

     

    "E’ questo – domandano provocatoriamente – che il sindaco intende quando scrive che “l’iter per il progetto scuola ai Sassi Neri è stato condotto nel pieno rispetto della normativa e adottando criteri di massima precauzione al fine di scongiurare rischi sanitari di ogni genere”? Ma le critiche al sindaco riguardano anche il mancato rispetto dell’impegno assunto pubblicamente con la sua lettera: “il Comune non potrà sostituirsi alla Regione Toscana adottando proprie linee guida sulla scorta dell’esperienza di altre regioni, ma certamente (e soprattutto nelle more di quelle che nello specifico saranno assunte dalla Regione Toscana)  potrà tenerle a riferimento per i casi che via via si presenteranno”. Ebbene, le Linee Guida del Piemonte riguardano anche le “misure precauzionali di carattere generale da adottarsi in località caratterizzate dal concreto rischio di presenza di amianto naturale”".

     

    "In tali località – ricordano – dovranno essere garantite le seguenti misure precauzionali: la realizzazione di percorsi in cui si svolgono attività (ad esempio di tipo sportivo) in forma permanente ovvero temporanea, che presuppongono l’utilizzo di percorsi sterrati, dovrà prevedere l’effettuazione di specifico studio geologico finalizzato alla valutazione dell’assenza di affioramenti rocciosi o terreni con presenza di amianto naturale. In caso questi fossero presenti sul percorso interessato dal passaggio, occorrerà mettere in sicurezza la zona con affioramenti in modo da evitare la dispersione delle fibre sia per via aerea, sia attraverso il trasferimento involontario anche di piccole quantità di terreno contaminato in zone limitrofe. Le suddette attività dovrebbero comunque essere evitate e delocalizzate in altre aree dove non siano presenti affioramenti di amianto naturale. Ricordiamo che nell’area dei Sassi Neri è stato trovato amianto nel suolo superficiale ad elevatissimi livelli anche in Piazza Bandinelli ma non sono stati adottati provvedimenti per la messa in sicurezza dell’area sterrata nè per la limitazione di qualsivoglia  attività o manifestazione pubblica né per la segnalazione del rischio".

     

    Poi: "Le aree all’aperto da adibirsi a parchi gioco, dovranno presupporre l’esecuzione di specifico studio geologico che dimostri l’assenza di mineralizzazioni da amianto. In caso fossero presenti, l’area potrà essere realizzata solamente qualora nella realizzazione delle strutture ludiche sia effettuato adeguato confinamento fisico del terreno nel quale vi è presenza di amianto, fermo restando il parere favorevole di ARPA e ASL. Questa misura precauzionale non dovrebbe riguardare, come richiesto anche dai residenti con la loro lettera al Sindaco del 24/9/2018,  i verdi pubblici della lottizzazione dei Sassi Neri e la loro eventuale messa in sicurezza?",

     

    "Si sottolinea, infine – rimarcano – che anche con la “Variante Gestionale al Regolamento Urbanistico”, adottata in data 18/12/2018 dal consiglio comunale, è stata completamente ignorata la Carta della Criticità – Amianto nonostante che gran parte del comune di Impruneta sia incluso nelle aree con elevata probabilità di presenza di amianto naturale. Sono problemi rilevanti che non possono essere ulteriormente disattesi dal sindaco che li considera alla stregua di polvere da mettere sotto il tappeto".

     

    "Il sindaco – concludono – ha operato fino ad oggi facendo esattamente il contrario di quello che ha scritto nella lettera".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...