Un viaggio in memoria di Giovanni, soldato imprunetino morto in Austria nel 1918

La famiglia Brunori è riuscita a trovare il luogo dove è sepolto e qui ha lasciato un ricordo dell'Impruneta

IMPRUNETA – Una ricerca sulla prima guerra mondiale da portare all'esame di terza media e i ricordi delle cartoline mandate dal campo di prigionia in Austria dal fratello del nonno: inizia da qui il viaggio che la famiglia Brunori ha fatto sulle tracce di Giovanni Pratellesi, "colono" all'Impruneta, che dal lontano 1917 non ha fatto più ritorno a casa.

 

Il viaggio nella memoria ce lo racconta Francesco, padre di Niccolò, appassionato rionale del Sant'Antonio: "Con la scusa appunto di aiutare nostro figlio nella ricerca di qualche traccia in più a corredo del lavoro scolastico, ci siamo messi a "caccia "dei trascorsi militari del povero parente, passando prima dall'archivio di Stato di Firenze e poi attraverso qualche ricerca più approfondita sulla Rete, visitando i vari siti internet sui memoriali di guerra siamo riusciti a risalire alla zona precisa in cui era stato sepolto, dopo che era morto di bronchite durante il periodo di prigionia (ottobre 1917-maggio 1918)".

 

Giovanni Pratellesi

 

Giovanni era stato fatto prigioniero a Marchtenk, un piccolo paese anonimo a circa 25 km da Linz. Del  campo di prigionia rimane oggi solo la torre dell'acqua fatta costruire dai prigionieri lì reclusi. "Furono  deportati ben 25 mila soldati italiani e russi, di cui 1879 morirono soprattutto di tifo e tubercolosi – racconta Francesco Brunori –  Il cimitero militare che sorge a poche centinaia di metri è stato sistemato dalla Croce Nera Austriaca e vi sono sepolti circa 1400 italiani, 467 russi e altri soldati di nazionalità diverse".

 

Quest'anno la famiglia Brunori ha approfittato di qualche giorno di vacanza per andare proprio in Austria "in questo posto di pace – dice Francesco – forse dimenticato dagli uomini, o comunque da tanti di loro, ma sicuramente non da Dio, e siamo riusciti a ritrovare la stele, su cui è impresso il nome del soldato Giovanni, sepolto lì sotto, insieme a tantissimi altri compagni di sventura, dopo aver trovato la morte lontano dalla sua cara terra imprunetina, che rammentava spesso nelle sue struggenti lettere mandate ai cari genitori e all'amatissimo fratellino Giuseppe, che noi custodiamo molto gelosamente".

 

Nel cimitero di Marchtenk

 

Racconta Francesco: "Emozionati fino alle lacrime per aver portato, per primi nella nostra numerosa famiglia, il nostro omaggio al caro parente, abbiamo sentito il dovere anche per lasciare una traccia del nostro passaggio, di abbellire la stele con la foto di Giovanni insieme a un mazzolino di fiori e a una immagine della Madonna dell'lmpruneta".

di Redazione

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