spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
sabato 1 Ottobre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Taglio del nastro: inaugurato il “Parco Museale” del Museo Festa dell’Uva di Impruneta

    Il presidente dell'Ente Riccardo Lazzerini: "Si pone come obiettivo, insieme al Museo, di rendere immortale la Festa dell'Uva". Una sala del Museo intitolata a Luca Gasparri

    IMPRUNETA – È stato inaugurato ieri mattina, domenica 18 settembre, il “Parco Museale” del Museo Festa dell’Uva di Impruneta (Fi), giardino adiacente al Museo nato nel settembre 2020 e di proprietà del Banco Fiorentino.

    Lo spazio sarà adibito ad attività artistiche, eventi culturali e ricreativi, ed aperto al pubblico.

    Da sottolineare anche l’inaugurazione che ha preceduto quella del Parco; è stata infatti intitolata una sala dello stesso Museo in onore di Luca Gasparri, ex presidente del rione Pallò (e dell’Ente Festa dell’Uva) che si è spento a soli 54 anni dopo una lunga malattia lo scorso maggio.

    Il parco, di 200 metri quadri, è gestito dall’Ente Festa dell’Uva ed ospita undici installazioni permanenti in terracotta e altri materiali, realizzate presso le Fornaci Storiche di Impruneta CAT, in collaborazione con l’Associazione Art Art: è accessibile sia dall’interno del Museo che attraverso un ingresso.

    La mattinata si è aperta con l’intitolazione della sala superiore del Museo all’ex presidente del rione Pallò e dell’Ente Festa dell’Uva, Luca Gasparri.

    Nel suo intervento l’attuale presidente dell’Ente, Riccardo Lazzerini, ha voluto sottolineare il valore umano di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita al rione ed alla festa. E che con forza e convinzione si è speso per la realizzazione del Museo Festa dell’Uva, al quale era molto legato.

    Molti i cittadini e i rionali presenti. Insieme a loro il sindaco Alessio Calamandrei, i presidenti dei quattro rioni dell’Impruneta e, appunto, Lazzerini.

    “L’obbiettivo del Parco Museale – ha evidenziato – e del Museo presente dal 2020, è quello di rendere immortale la Festa dell’Uva. E non meno importante è mostrare il legame profondo della festa con il territorio, dato che sono, quelle esposte, tutte opere realizzate da artisti locali. Il Parco Museale è il frutto della sinergia di tante individualità e di collaborazioni consolidate nel tempo. Siamo qui anche e soprattutto grazie alla lungimiranza del Banco Fiorentino che ha investito su di noi, e che oggi regala a Impruneta un nuovo spazio da vivere”.

    “Il luogo rivelato oggi al pubblico – sono state le parole del sindaco – è di grande interesse culturale e lega le tradizioni dell’Uva e della Terracotta. Legame che non poteva essere rappresentato in maniera migliore se non attraverso l’arte. Che possa essere questo un modo per creare sempre maggiore attrattiva verso Impruneta”.

    “Grazie ad una grande sinergia – ha proseguito Fiorella Noci, associazione culturale Art Art – è stato possibile creare quello che possiamo apprezzare oggi. Tullio Del Bravo, il curatore della mostra, è stato un tassello fondamentale e insieme a lui le Fornaci Storiche di Impruneta, sempre molto disponibili ad accogliere le nostre richieste. Da non tralasciare poi il lavoro fondamentale degli scultori che sono stati felici di donare le loro opere che rimarranno qui in maniera permanente”.

    Proprio Tullio Del Bravo, curatore della mostra, ha tenuto a precisare nel corso della presentazione che “la terracotta identifica l’artigianato del territorio imprunetino e l’idea di invitare artisti per valorizzare questo aspetto in un parco ha riscosso un grande successo, tant’è che qua abbiamo per ora dieci opere che sono solo una parte di quelle che con il tempo andranno via via a posizionarsi nell’area museale”.

    Il parco è sicuramente la più viva testimonianza del profondo legame tra il territorio e le sue eccellenze.

    “Tutti coloro che fanno parte delle Fornaci Storiche Impruneta – ha dichiarato Luigi Mariani, rappresentante delle Fornaci Storiche Impruneta CAT – hanno sposato subito l’idea di contribuire alla costruzione di questo Parco Museale, dato che la nostra è una realtà molto importante per il territorio e il lavoro della terracotta è qualcosa di profondamente radicato”.

    Stefano Romanelli e Alan Dell’Avvocata Poneti, in rappresentanza della banca BCC Banco Fiorentino, hanno tenuto a dire di essere “orgogliosi di aver collaborato insieme a Riccardo Lazzerini per ridare vita a questo angolo che dà una nuova fruibilità anche al Museo. Il Banco Fiorentino si propone di partecipare e contribuire ad altre attività in grado di valorizzare il territorio il nostro fantastico territorio.”

    Importante raccontare il grande contributo che ancora una volta dà la Misericordia di Impruneta , come ha esposto il Provveditore Paolo Poggini: “Il legame con l’Ente Festa dell’Uva è sempre ben saldo. In piazza sono costantemente presenti una trentina di nostri ragazzi per il soccorso con due ambulanze attrezzate per qualsiasi evenienza”.

    L’inaugurazione del “Parco Museale ” si è conclusa con lo spettacolo estemporaneo dal titolo ” Il Muro”, a cura di Imago Lab ets-aps , animazione per bambini da 4 a 10 anni, liberamente tratta dal racconto di Giancarlo Macrì e Carolina Zanotti. Gli uomini costruiscono troppi muri e non abbastanza ponti (Joseph Fort Newton).

    Le opere permanenti esposte

    “Evoè” di Giuseppe Procopio (grido di giubilo delle baccanti)

    Sintetizza con la realizzazione di due lastre in cotto divergenti all’apice che accolgono un grappolo d’ uva. L’ opera è stata realizzata nella fornace Artenova.

    “Baccante” di Fiorella Noci

    Stele antropomorfa in terracotta con intervento cromatico metallizzato realizzata nella fornace Carbone.

    “Suono di vino” di Silvia Fossati

    Opera in cotto, legno e vetrofusione che interagendo con l’azione del vento produce dei suoni. fornace Carbone per la parte in terracotta.

    “Il totem e la vite” di Antonella Andrei

    Struttura verticale composta da moduli in terracotta impilati sui quali si appoggia e si sostiene una vite col suo frutto.

    “La buona educazione” di Francesco Battaglini

    Figura di madre nell’atto di mostrare o offrire al figlio che tiene in braccio un grappolo d’uva. L’opera è stata realizzata presso la fornace Artenova.

    “Dal 1926 Festa dell’Uva di Impruneta” di Luigi Mariani

    Busto femminile con i simboli della festa nelle sembianze della moglie con la quale ha condiviso questa passione, realizza nella fornace MITAL della quale è titolare con i due fratelli.

    “La stele dei rioni” di Gianni Bandinelli

    Quattro elementi in terracotta con i simboli ed i motti che li identificano sormontati da una pigna simbolo del paese. Tale composizione è nell’intento dell’artista modificabile a seconda della classifica ottenuta in ogni edizione della festa. L’opera è stata realizzata in collaborazione con la fornace Giorgio Pesci.

    “Vendemmia” di Marco Orsucci

    Raffigura dei putti nell’atto di raccogliere i frutti della vite. Un altorilievo realizzato nella fornace Masini con la quale ha collaborato in molte occasioni.

    “Ebbrezza” di Roberto Coccoloni

    Scultura rappresentante un torso femminile emergente da un grappolo d’uva che termina in un flusso di vino, il tutto caratterizzato da una felice smaltatura a fuoco grazie alla collaborazione con Sergio Ricceri che da sempre sperimenta ogni tipo di ingobbi, smalti e patine.

    “Ampelos” di Ignazio Fresu

    Scultore contemporaneo che utilizza prodotti di scarto nelle sue istallazioni, in questo caso viene utilizzata la resina. L’unica opera del parco non in terracotta dunque, che rappresenta l’uva nella trasformazione in vino. Prende il nome dal satiro di cui si invaghi Bacco, che morì tragicamente e dalla cui morte nacque la vigna.

    “I colori della festa” di Maurizio Biagi

    Quattro formelle con i colori dei rioni racchiusi in una teca o cornice in plexiglass.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...