“Affascinante il progetto di “arte diffusa” che si sperimenta a Greve in Chianti”

Cari Signori, l'articolo del Gazzettino del Chianti sugli atelier degli artisti grevigiani che si aprono alle visite (clicca qui) mi apre il cuore.

 

E' evidente che ci sono molte persone le cui sensibilità si sviluppano all'unisono in modo indipendente chiedendo e/o mettendo in pratica fulgide esperienze di cultura creativa, aggregativa e intensamente sensoriali. E' un fenomeno molto importante da analizzare: io ricordo due esempi.

 

1 – A Tignano, Greve ed altre località si è affermato il turismo "lirico", che ha ottime possibilità di essere occasione di lavoro anche al di fuori della stagione estiva poiché il territorio offre location adeguate anche al chiuso

 

2- A Greve hanno applicato in modo molto più articolato , ciò che io proposi qua sotto

 

Giocando una nuova carta, senza che sia una scommessa, mi permetto segnalare un'attività facilmente riproducibile, che sul nostro territorio avrebbe un vasto bacino di reperti a cui attingere (Semifonte + i molti siti che non ricordo ma di cui mi ha parlato la signora  Alice Chiostrini); potrebbe permettere l'utilizzo del vecchio asilo di Barberino (intendo l'edificio vicino al distributore) come museo per la raccolta dei reperti; comporterebbe un flusso di apprendisti in archeologia, che pagano per stare qua , alimentando il turismo fuori stagione.

 

Mi auguro che qualcuno , indipendentemente da me, sviluppi copi questa idea.

 

di Raffaele Tarchiani

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