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domenica 26 Giugno 2022
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    “Chiude un asilo nido: il Comune spieghi i motivi”

    L’amministrazione comunale Calamandrei chiude l’asilo comunale, quanto restava del glorioso asilo di via della Cooperazione aperto nel 1974 e via via ridotto al lumicino per la mancata sostituzione delle maestre.

     

    Un vero fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale in anni in cui la Regione Toscana precorreva i tempi e riusciva a dar vita a servizi di qualità e valore non solo per la rispondenza alle esigenze delle famiglie ma per la formazione socio educativa dei futuri individui.

     

    Una delle tre sezioni dell’asilo nido fu affidata in concessione ad una cooperativa nel settembre 2005, nel luglio 2011 di tutto l’asilo rimaneva in gestione al comune una sola sezione che venne trasferita prima nella sede di Bagnolo (edificio che andrà all’asta il prossimo anno) e poi due anni fa nella scuola media di Tavarnuzze.
     

     

    In questo periodo l’asilo nido pubblico, con un costo commisurato al reddito, è sempre più un’esigenza per le famiglie.

     

    La formazione dei nostri piccoli è un argomento delicato, sparpagliato nei programmi politici come il prezzemolo. Per questo gli asili nido comunali andrebbero tutelati come le specie in via di estinzione, soprattutto se funzionano bene e le educatrici hanno indubbie capacità ed esperienza.

     

    Spostare queste persone in generici uffici comunali significa disperdere passione e professionalità costituite negli anni e perdere l’occasione di valorizzare dipendenti comunali che, per quanto abbiamo appurato in questi anni sanno ben gestire la formazione dei nostri figli.

     

    L’offerta di asili nido deve essere mantenuta ed incrementata, chiudere questa realtà temiamo voglia portare a delegare la formazione e progressivamente ridurre l’offerta pubblica di qualità, mentre invece nuove assunzioni potrebbero avvalersi di una realtà e competenze consolidate.

     

    Vorremo chiedere all’amministrazione di spiegare i motivi di tale scelta in una assemblea pubblica.

     

    Riteniamo che proprio le fatali ragioni economiche, che vengono chiamate dall’amministrazione comunale a giustificare la scelta, avrebbero dovuto costituire la ragione prima per fare loro argine.
     

     

    Noi genitori disapproviamo fortemente che un servizio fondamentale come quello educativo nella primissima fase di vita dei nostri figli, la più delicata e decisiva, sia ridotto e completamente demandato a servizi esterni, venendo meno la possibilità di un servizio alternativo.

     

    A prescindere dalla professionalità dell’ente a cui viene affidato l’incarico, il fatto che l’educazione non sia diretta responsabilità del Comune non può che indebolire il legame sociale e territoriale del paese con le Istituzioni locali.
     

     

    Ecco allora la storia dell’asilo assume il suo significato e la sua chiusura non può passare sotto silenzio.

    di I genitori de “Il Giardino dei Piccoli”

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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