lunedì 28 Settembre 2020
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    “Con i furbetti dei 600 euro il popolo italiano ha trovato il modo di sputtanarsi davanti al mondo”

    "Più o meno volutamente, poiché da toscano non mi meraviglierei neppure se venisse fuori che qualcuno, "non so chi", lo avesse fatto apposta..."

    Non sono preoccupato per i “furbetti dei 600 euro”, ma per la reputazione del popolo italiano che ha trovato il modo di sputtanarsi davanti al mondo.

    Più o meno volutamente, poiché da toscano non mi meraviglierei neppure se venisse fuori che qualcuno, “non so chi”, lo avesse fatto apposta perché gli sta bene che questa debba essere la nostra considerazione nel mondo.

    C’è una parte minoritaria del nostro popolo di indole malavitosa, poiché sicuramente sono molti di quelli che ritengono che fregare lo Stato non sia un reato ma un dovere.

    Poiché per qualche motivo supposto o reale questo Stato non fa il suo dovere nei confronti del portafogli dei cittadini, e quindi è bene non rispettarne le leggi.

    Che guarda caso da noi sono fatte (bene o male…), da gente da noi eletta nelle nostre istituzioni (Comuni, Parlamento…).

    Quindi quando si affrontano certi temi ogni cittadino deve prima guardarsi dentro e poi aprire bocca.

    Come si fa ad eliminare il malcostume che sempre è esistito? Certo in forme più o meno accentuate: con rassegnazione una parte del nostro popolo, per le ingiustizie in cui vive ed ha vissuto, si è rassegnato a questo andazzo.

    Guardando la storia del mondo verrebbe da dire che solo elevando la cultura dei nostri concittadini si può cominciare a mettere mano al problema, a cominciare da re-iniettare grandi dosi di “educazione civica” nei nostri giovani.

    Ma sopratutto ridando forza e valore ai principi fondamentali della vita umana: rispetto, tolleranza, solidarietà.

    Ed allora lasciatemi concludere con un tributo al nostro popolo italiano europeo, che ha affrontato il Covid, cioè il male, in modo egregio.

    Facendo un buon passo avanti sulla via dei valori in un tempo brevissimo.

    Rino Capezzuoli

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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