“A Impruneta si rimanda il consiglio comunale a uso e consumo della maggioranza”

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto, in qualità di consiglieri comunali di Impruneta, la  richiesta del Comitato di via Cavalleggeri con la quale si chiedeva la non chiusura degli uffici URP ed il loro spostamento nel Palazzo Comunale nonché il trasferimento dell’ufficio sport/sociale a Tavarnuzze.

 

Condividendo e ritenendo legittime le preoccupazioni espresse, abbiamo presentato una mozione unitaria di tutte le forze di opposizione attraverso la quale invitiamo la giunta a rivedere tale decisione e su cui tutti i consiglieri devono esprimersi.

 

Il 16 giugno, infatti, è stata convocata la seduta del consiglio comunale e, tra i diversi argomenti da discutere il successivo giorno 21, era prevista anche la discussione della mozione.

 

Ebbene, a distanza di poco più di un giorno dalla convocazione, sabato 18 giugno, ci è pervenuta una mail dal Presidente del Consiglio con la quale venivamo informati che la seduta era stata rinviata.

 

Naturalmente la decisione improvvisa del rinvio, giunta dopo poco dalla convocazione e pervenuta di sabato mattina, ha sollevato diverse perplessità che si sono concretizzate con alcune richieste avanzate (anche da consiglieri della maggioranza) circa le motivazioni che, presumibilmente, erano da ricondursi alla  discussione della mozione sopra citata.

 

Personalmente, azzardando delle ipotesi, mi auguravo che il motivo del rinvio, non fosse dovuto ad eventuali assenze di altri colleghi consiglieri poiché, se cosi fosse stato, si sarebbe creato un importante precedente che avrebbe legittimato, in futuro, altre richieste di rinvii indipendentemente dai punti posti all'ordine del giorno e dalla loro importanza (preciso che eventuali assenze non vuol dire che i consiglieri hanno chiesto il rinvio).

 

L’incalzare delle richieste circa le motivazioni, hanno indotto il Sindaco a fornire alcune spiegazioni come, per esempio: "spetta alla maggioranza garantire il numero legale" aggiungendo che si stava configurando una situazione, già successa, per la quale la maggioranza non avrebbe potuto garantire il numero necessario a scongiurare eventuali rinvii, e aggiungendo che erano giunti “agli uffici nei giorni scorsi” alcuni documenti (modifica di statuto della partecipata ATAF) che sarebbero dovuti essere approvati in consiglio entro il 30 giugno.

 

Alla luce di tale informazione ho ritenuto opportuno comunicare il mio dissenso alla decisione. La motivazione data circa la mancanza “improvvisa” del numero legale l'ho ritenuta quanto mai pretestuosa ed offensiva nei confronti degli altri consiglieri: l’assenza di un numero imprecisato di consiglieri infatti non può e non deve considerarsi valida motivazione per rinviare un consiglio comunale, tra l’altro, regolarmente convocato.

 

Inoltre, ho esposto le mie obiezioni anche circa la seconda motivazione dovuta alla modifica allo statuto della partecipata ATAF, apparentemente più valida della prima se non fosse che erano già pervenute in date antecedenti (1, 7 e 14 giugno) comunicazioni relative a quanto su detto e che ci avrebbero permesso di poterne discutere con calma e per tempo.

 

Le spiegazioni fornitemi successivamente, in sede di conferenza dei capigruppo, ossia la mancata predisposizione della bozza di delibera non mi hanno convinto e mi sarei aspettato di essere smentito con atti relativi pervenuti dopo la convocazione del consiglio anche se con la prima comunicazione del 1 giugno veniva trasmesso proprio lo schema definitivo per procedere alla predisposizione dei provvedimenti da approvare in consiglio comunale.

 

E’ inverosimile ritenere che al momento della convocazione, anche dopo la conferenza dei capigruppo, non si conoscevano i numeri dei consiglieri presenti (anche in base alle proprie e diverse esigenze) e non era nota la scadenza per la modifica dello statuto ATAF.  

 

Tali atteggiamenti non portano giovamento alla discussione ed alla condivisione, ciò detto, ognuno potrà farsi una propria idea e maturare un proprio convincimento circa i motivi del rinvio.

 

Per chiudere, tornando alla questione URP, speriamo che nella prossima seduta del consiglio convocata per il 28 giugno (rinvii permettendo) riusciremo a discutere e votare la mozione anche se abbiamo già pronto il documento per chiedere la convocazione di un consiglio aperto e che presenteremo nei prossimi giorni.

 

 

di Sandro Bressi (Il Coraggio di Cambiare)

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