Caro Direttore, ho letto il tuo commento ineccepibile, che mi trova completamente d’accordo; da elettore ti chiedo un piccolo spazio per poche riflessioni.
L'Impruneta è riuscita in una sorta di difficile miracolo "alla meno", una sorta di scaracoccio dove in palio non c’era la bevuta al bar, ma l’immobile voglia di continuare a brontolare senza costrutto, di abbaiare dalla poltrona, mordendo se va bene il cuscino.
Abbiamo assistito ad un’opposizione che ha scritto e detto le peggiori cose possibili ed immaginabili dell'attuale sindaco, andando oltre la continenza e la sobrietà che dovrebbe caratterizzare chi si candida alle elezioni. Andando spesso anche oltre i limiti del codice penale.
Dall’altra parte, abbiamo assistito a canee degli esponenti della maggioranza altrettanto sopra le righe.
I panni, sono stati lavati davanti a tutti.
A fronte di una violenza verbale smodata, però sono stati portati in concreto, fra gli altri, questi progetti.
Siamo passati dall'outlet del cotto al biglietto gratis per luoghi improbabili da vedere come le caverne in Caldaia; abbiamo sentito più di uno che chi voleva riportare le scuole medie nel capoluogo anche con 50 ragazzi e abbiamo sentito chi ha confessato "ignorantemente" (rectius "qualunquemente") di non sapere nulla di quello di cui stava parlando.
Dall’altra parte si è teorizzata l’esigenza di continuità giocando sul fatto che si era “a mezzo”, ma qui si dice che “a mezzo” non si fa nemmeno l’olio.
Prima della campagna elettorale, ritenendo che il paese avesse comunque bisogno di un ricambio, avevo provato nel mio piccolissimo a risvegliare le coscienze con un invito al "voto concreto" sui programmi, su ciò che sarebbe stato utile fare, rivolgendomi alle persone che conoscevo e a quelle che non conoscevo.
A parte i soliti insulti da bar di molti leoni da tastiera, incapaci di leggere e quindi di capire, ho raccolto – quando è andata bene – gli sfottò e risolini di chi, intruppato in questa o quella lista, faceva cenno di “saperla lunga”.
In alcuni casi, dopo che ho scritto che l’incontro sulle scuole organizzato dal comitato dei genitori avrebbe portato a dir poco un incremento dell’astensionismo, qualcuno mi ha educatamente dato di visionario e soprattutto si è offeso perché ho parlato di assenza di qualsiasi proposta.
I risultati dicono che non ero affatto visionario e dicono anche, che abbiamo sicuramente avuto un astensionismo da rigetto, diretto non verso chi governa, ma verso la possibile opposizione, ritenuta evidentemente inidonea a garantire un cambiamento concreto.
Che dire, auguri a tutti.
Marco Mecacci
di Marco Mecacci
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