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martedì 5 Marzo 2024
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    “Fusione dei Comuni di Tavarnelle e Barberino: le mie riflessioni… da renziano”

    Caro Direttore, mi permetta di fare qualche riflessione sulle dichiarazioni del sindaco barberinese apparse sul suo giornale qualche giorno fa.

     

    Prendo spunto proprio dal suo articolo del 4 marzo che parla di “FUSIONE” tra Tavarnelle e Barberino, e che se il sindaco di Barberino rompe gli indugi, quindi se prima tentennava adesso è deciso, si è tolto qualche rimorso di coscienza come si suol dire, a me queste sue dichiarazioni hanno fatto l’effetto contrario.

     

    Lungaggine, ritardo, incertezza, remora, in altre parole ostacola qualcosa, e mi spiego meglio.

     

    Sono stati detti e scritti fiumi di parole su “FUSIONE” tra Tavarnelle e Barberino, già dal programma elettorale del 2004, del 2009 e, riproposte ancora con maggiore convinzione nel programma elettorale del maggio 2014 a Tavarnelle, i sindaci di ambedue comuni che dichiarano di essere arrivati al traguardo, i gruppi di maggioranza che prendono posizioni, associazioni che difendono le proprie tesi, cittadini che scalpitano, tutti scrivono tutto e il contrario di tutto.

     

    Ma quando leggo che il sindaco di Barberino dichiara che l’anno 2018 è l’anno del referendum consultivo sulla fusione dei due comuni, non si può stare a guardare dalla finestra, ma bisogna pur dire qualcosa.

     

    E la cosa che mi sento più di dire è, che conservarsi per altri due anni la poltrona di sindaco, per Giacomo Trentanovi è più importante di ogni altra cosa, tra l’altro se è come dice lui che Barberino ha piedi e cuore nella Valdelsa non si smentisce, preferisce chiudere il suo mandato senza scontentare alcuno e, passare la patata bollente al prossimo sindaco.

     

    La crisi lunga e drammatica dei nostri due comuni, delle due nostre zone industriali, delle nostre due popolazioni quella tavarnellina e quella barberinese sono ai limiti della sopportazione, il continuo scivolamento all’indietro, il continuo stallo della situazione e le differenti prese di posizioni a giorni alterni non danno certezza e sicurezza, in altre parole abbiamo bisogno due sindaci che hanno coraggio e coerenza e, che alle parole seguono i fatti, se la direzione è tracciata la buona politica impone, che non bisogna perdere di vista il traguardo.
     

     

    Come renziano, e mi appello a tutti i renziani di Tavarnelle e Barberino, di non demordere e/o assistere a una lenta e inconsapevole mutazione che a Tavarnelle porterebbe le lancette dell’orologio indietro e relegare, obbligare anche i barberinesi a sottostare a una politica altalenante, i renziani a Tavarnelle non ci sono per riproporre la solita politica e le solite filastrocche oramai superate, ma bensì cambiamento, accelerazione, una nuova cultura politica, che è quella del fare e, non del tirare a campare.

     

    L’appoggio che i renziani hanno dato al candidato sindaco David Baroncelli nel maggio 2014, che con i suoi 2981 voti presi e con una percentuale del 72,32% , superando di gran lunga i risultati dei due precedenti sindaci, nel 2004 ricordo il 57,8% e nel 2009 il 52,3% , sono molto significativi, se poi qualcuno vuole dimostrare che questo non significa nulla, non mi trova assolutamente d’accordo, siamo per la buona politica e per la politica dei fatti e non delle parole e, i tavarnellini c’è ne hanno dato atto.
     

    di Raffaele Tasso

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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