"Venerdì 20 aprile alle 21 era convocata una seduta del Consiglio Comunale di Gaiole in Chianti, dove, fra i vari argomenti all’ordine del giorno c’era la proposta di richiedere al Consiglio Regionale della Toscana, di avviare una procedura per avere un suppletivo al suffisso Chianti per ben specificare – a noi che lo abitiamo e al mondo aggrovigliato in una matassa che non ne capisce più nulla – per punzonare i rivetti sulla realtà delle cose.
Storicamente, dopo la seduta del Gran Consiglio del 25 luglio del 1943 (dove i sodali di Mussolini si fecero in quattro per estrometterlo da tutte le cariche accumulate negli anni) questo Gran Consiglio Comunale del 20 aprile del 2018, getta le basi e scompiglia i giochi del Gran Consorzio e rimarrà nella storia di chi vuol bene alla propria terra senza trarne giovamento alcuno se non quello di non cedere alle pressioni del marketing e della revisione di ben cinque secoli a fini commerciali.
I francesi insegnano, nel mondo del vino e non solo, quanto è importante affermare le proprie radici e la loro difesa, il pregio e il valore di quanto si fa sulla propria terra, non per un fanatismo becero, ma per un sano riconoscimento della fatica e della realtà delle cose. Ai sindaci di Castellina e Radda si impone una vigorosa riflessione per non veder confinati i loro territori e le loro eccellenze nei sottoscala di chi, da lontano, tira le leve".
Andrea Pagliantini
di Andrea Pagliantini
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