“Il lavoro che c’è e i lavoratori che non si trovano? Come la nostra società civile si sta perdendo”

"Forse da una parte le scuole professionali non sanno formare nuovi operai, e la popolazione giovanile non è oppressa dal bisogno perché bene o male la paghetta la rimediano"

Caro direttore, ho letto l’articolo relativo alla ricerca di personale per determinate attività lavorative e la latitanza di candidati.

In tv un imprenditore del settore meccanica pesante/fonderia diceva la stessa cosa.

# Il lavoro c’è, mancano i lavoratori (soprattutto giovani)? Riflettere e agire prima che sia tardi

Allora sta accadendo qualcosa che va oltre la crisi economica post pandemia. Forse da una parte le scuole professionali non sanno formare nuovi operai, e la popolazione giovanile non è oppressa dal bisogno perché bene o male la paghetta la rimediano.

Poi leggiamo anche l’avvenimento locale di giovani “beccati” a sfasciare opere pubbliche.

Penso che gli avvenimenti in questione siano frutto di abbandono dei giovani alla loro facoltà di agire invece di come eravamo noi “anziani” soggetti al controllo stretto della famiglia, della scuola, della parrocchia, del partito.

Erano tutti soggetti controllori di come ci comportavamo e se qualcuno usciva dalla “norma” veniva informata la famiglia, ed erano guai!

Poi c’era l’apprendistato, che per chi non proveniva da scuole professionali era l’andare a fare “il ragazzo di bottega” del parrucchiere, del falegname, del fabbro, per pochissimi soldi a settimana.

Questo ha permesso a tanti allora ragazzi di diventare quelli che oggi  chiamate “Maestri artigiani”.

Oggi non conosco il metodo d’approccio, ma sicuramente non c’è né bisogno né volontà di
apprendere  un lavoro che comporti “lo sporcarsi le mani” e sottostare alla disciplina lavorativa.

Con l’avvento dei sistemi elettronici/meccanici molte attività industriali necessitano di giovani preparati a condurre macchine a “controllo numerico” e non vale più l’apprendistato di una volta.

Inoltre quando un ragazzo uscito fresco di scuola si presenta da qualche artigiano la prima domanda è: quanto si guadagna per questo?  

Credo che la nostra “società civile” si stia perdendo, fra aziende  che delocalizzano e nuove generazioni che perdono tempo coi telefonini invece di sfruttare quella tecnologia per affrontare il mondo globalizzato che gli si para davanti.

R.B.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...