Referendum costituzionale: “Le ragioni del NO, breve decalogo e iniziativa a Greve in Chianti”

Anche i più accesi sostenitori del Sì al Referendum, ministra Boschi in testa, ammettono che la riforma è “perfettibile”. Quindi anche secondo loro poteva essere migliore! Ma non ci dicono chi dovrebbe perfezionarla e in quali tempi!

 

Davvero vogliamo credere che, se la riforma passa, dal giorno dopo si metteranno al lavoro per “perfezionarla”?

 

I pasdaran del Sì dicono inoltre che sono 30 anni che questo paese aspetta una riforma (???), ebbene se passerà ce ne vorranno, questa volta davvero, almeno 30 per “perfezionarla”. E nel frattempo cosa succederà? Succederà questo (e molto altro):

 

1. I risparmi del nuovo Senato saranno irrisori (una quarantina di milioni all’anno, senza contare i rimborsi spese per sindaci e consiglieri regionali, mentre resteranno i 500 milioni di costi di funzionamento annuo del Senato). Per risparmiare la stessa cifra, sarebbe bastato decurtare del 10% lo stipendio di deputati e senatori…

 

2. Il nuovo Parlamento sarà formato in larga maggioranza da membri non eletti dai cittadini, ma nominati dai partiti.

 

3. La “riforma” regala l’immunità parlamentare a 100 fra sindaci (21), consiglieri regionali (74) e rappresentanti del Quirinale (5).

 

4. Mentre nascerà il cosiddetto “Senato delle Autonomie e dei Territori”, le autonomie territoriali scompariranno. Nel rapporto Stato-Regioni si prevede la “clausola di supremazia” dello Stato centrale, attivabile dal governo onnipotente.

 

5. La “riforma” non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi col classico sistema bicamerale… Sono ben 22 le categorie di norme che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda della materia che trattano.

 

6. I possibili procedimenti legislativi, che oggi sono soltanto 2 (quello ordinario e quello costituzionale) diventeranno addirittura 10.

 

7. I senatori part-time divideranno il loro lavoro settimanale tra alcuni giorni dedicati alle funzioni legislative e altri riservati agli impegni nei rispettivi Comuni o Regioni. Così svolgeranno male entrambi i compiti.

 

8. Il Senato diventerà un albergo a ore con porte girevoli, in cui entrano ed escono sindaci e consiglieri eletti e scaduti in tempi diversi… Alla faccia della “stabilità”.

 

9. Il Senato, sedicente rappresentante delle autonomie regionali, sarà escluso da gran parte delle deliberazioni in materia regionale.

 

10. Oggi per presentare una legge di iniziativa popolare bastano 50 mila firme; in futuro ne occorreranno 150 mila (il triplo). Idem per i referendum abrogativi: in cambio di un modesto abbassamento del quorum (dal 50% più uno degli aventi diritto alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni per la Camera), le firme da raccogliere salgono da 500 mila a 800 mila.
 

 

PER DISCUTERE E CONFRONTARCI SU TUTTO QUESTO IL COMITATO DEL NO DI GREVE IN CHIANTI ORGANIZZA UNA PRIMA SERATA DOMENICA 23 OTTOBRE ALLE ORE 17,30 PRESSO LA CASA DEL POPOLO DI GREVE IN CHIANTI

di Comitato Greve per il NO

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