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lunedì 18 Ottobre 2021
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    Legambiente Bagno a Ripoli: “Preoccupanti le anticipazioni sul Piano Operativo”

    "Delineano uno scenario futuro caratterizzato dal consumo di suolo. Da una stima, approssimata per difetto, si calcola qualcosa come 12 ettari di superficie in più ricoperta da nuove costruzioni"

    Sono preoccupanti le anticipazioni sul Piano Operativo all’esame della Commissione Urbanistica e pubblicate dagli organi di informazione locali nel mese di agosto.

    Delineano uno scenario futuro caratterizzato dal consumo di suolo. Da una stima, approssimata per difetto, si calcola qualcosa come 12 ettari di superficie in più ricoperta da nuove costruzioni, a cui si deve aggiungere il consumo di suolo per le infrastrutture previste (deposito e parcheggio della tranvia, ampliamento della terza corsia autostradale, variante di Grassina).

    Più della metà di questa superficie interessa l’area del Pian di Ripoli, che vedrà saturare i terreni naturali rimasti liberi; il resto sarà suddiviso tra le principali frazioni del territorio.

    Un sorprendente cambio di rotta per un’amministrazione che solo due anni fa è stata rieletta promettendo nel suo programma “rigenerazione urbana, recupero dell’esistente, disegno armonico dei centri urbani, contenimento del consumo di suolo”.

    D’altronde, la revisione degli strumenti urbanistici ha avuto inizio negli ultimi mesi del 2017 con una manifestazione d’interesse rivolta prevalentemente a proprietari, imprenditori e professionisti del settore, in assenza di un disegno programmatico definito dall’ente pubblico.

    Un “peccato originale” che ha condizionato tutte le tappe successive ed ha visto un confronto asfittico, dove le voci critiche sono state accuratamente lasciate ai margini, i dati e le informazioni forniti agli stessi consiglieri comunali sono tuttora incompleti o contraddittori, le poche assemblee pubbliche hanno avuto solo uno scopo di generica informazione e l’annunciato processo partecipativo rimane per ora una promessa sulla carta.

    Tutto questo genera una serie di dubbi e di domande che ancora non trovano una risposta.

    • Più di 200 nuove abitazioni residenziali per un territorio che da decenni vede un costante calo demografico a cosa servono? É stata fatta una ricognizione delle unità immobiliari non utilizzate presenti sul territorio

    • L’agricoltura risulta sempre più marginalizzata. Definitivamente espulsa dal Pian di Ripoli, che costituisce l’area più vocata per questa attività, per far posto agli investimenti immobiliari ben più redditizi. Ma anche nelle aree collinari l’agricoltura sembra destinata a svolgere una funzione di immagine a supporto dell’attività turistico ricettiva (vedi esempio del Podere Biliotto). In che modo si pensa di invertire questa tendenza e ridare al settore agricolo quella centralità che ha sempre avuto nel nostro territorio?

    • La realizzazione di strutture commerciali e di servizio che saranno realizzate lungo l’asse di percorrenza della tramvia e il Centro sportivo del Viola Park tenderanno a delocalizzare in questa zona il centro dell’abitato di Bagno a Ripoli. Quali saranno le conseguenze per gli esercizi commerciali presenti su via Roma?

    • Un nuovo museo di 4200 m2 per ospitare gli Uffizi 2 è veramente necessario? Non può essere un’occasione per recuperare e valorizzare quelle strutture storiche che ora sono in stato di semiabbandono?

    • Alla base di tutto questo sembra esserci una visione distorta della Grande Firenze, la cui realizzazione passa attraverso una progressiva espansione degli abitati, inglobando aree di confine per creare un unico e indistinto agglomerato urbano. Vengono così archiviate alcune invarianti previste dall’attuale Piano Strutturale, approvato dopo un lungo e articolato processo partecipativo, che hanno l’obiettivo di “riaffermare un ruolo agri-urbano del territorio comunale”.

    È questo che vuole veramente la cittadinanza?

    La crisi climatica e ambientale impone ormai un radicale cambiamento delle politiche urbanistiche.

    Il consumo di suolo significa perdita di servizi ecosistemici che solo un suolo naturale è in grado di fornire.

    Dobbiamo quindi contrastare questo fenomeno e far diventare più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili le città entro il 2030, come previsto dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

    Legambiente Bagno a Ripoli

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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