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martedì 23 Aprile 2024
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    Legambiente: “Partono i lavori nel Parco urbano di Ripoli, ma non in nostro nome!”

    "Dovremo osservare da spettatori passivi i lavori che si svolgeranno al di là di quella rete, nonostante le ripetute richieste di partecipazione e coinvolgimento"

    Come per incanto, da un giorno all’altro, è apparsa la recinzione arancione che delimita il cantiere per la realizzazione del Parco Urbano di Ripoli, tra il giardino Silvano Campeggi e Sorgane.

    Finalmente si parte, verrebbe da dire. Peccato che dovremo osservare da spettatori passivi i lavori che si svolgeranno al di là di quella rete, nonostante le ripetute richieste di partecipazione e coinvolgimento che le associazioni ambientaliste del territorio hanno avanzato negli ultimi tre anni.

    Durante tutto questo tempo non siamo stati con le mani in mano: abbiamo segnalato percorsi per gli escursionisti, raccolto i rifiuti abbandonati, messo cartelli segnaletici per riconoscere le specie vegetali, accompagnato studenti delle scuole a esplorare un ecosistema molto particolare.

    Insomma, abbiamo cercato di valorizzare l’area con i pochi mezzi che avevamo a disposizione e con l’unica risorsa che avevamo in abbondanza: il nostro entusiasmo.

    Ma tutto questo impegno civico è stato ignorato dall’amministrazione comunale.

    Così, se tutto procede come da programma e dopo aver speso quasi 3 milioni di euro, tra un anno avremo un bel parco “chiavi in mano”, completo di altalene, scivoli, panchine e un fantasmagorico percorso sinuoso costituito da assi di legno ancorati ad una struttura metallica di sostegno e che ingloba una biblioteca nel verde e un’area ristoro.

    A completare il tutto l’immancabile parcheggio a servizio del Parco. Come queste funzioni siano state individuate sulla base dei reali bisogni della popolazione residente e quali saranno le spese di manutenzione di questo Paradiso terrestre, a noi comuni mortali non è dato sapere.

    Il timore è che tutte queste meraviglie annunciate finiscano per distruggere il lento ma costante lavoro della natura che, nel corso dei decenni, ha saputo creare un ecosistema ibrido, dove la vegetazione spontanea si è introdotta nel reticolo agrario storico, sovrapponendosi senza farlo scomparire.

    Per preservare e valorizzare questo tesoro naturale e renderlo fruibile alla popolazione basterebbe molto meno dei 3 milioni stanziati: occorre solo attivare e mobilitare la partecipazione della cittadinanza per la gestione di un bene comune.

    Ci rimane l’eco delle promesse fatte in vista delle prossime elezioni amministrative, riguardo alla partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini nelle politiche locali: finora parole, soltanto parole.

    Circolo Legambiente Bagno a Ripoli

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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