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Avg: lettera aperta dell’ex presidente Ademollo

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Avg: lettera aperta dell’ex presidente Ademollo

In qualità di socio fondatore dell'Associazione di Volontariato Grevigiano, presidente della stessa per due legislature, ed in ultimo componente del Collegio dei Sindaci Revisori, mi sento in dovere di esprimere alcune riflessioni sulle tre lettere pubblicate dal Gazzettino del Chianti.

 

Partiamo dalla lettera del 9 maggio scorso dell'ex presidente dell'Avg Massimo Lai.

 

Un po' perplesso mi soffermo sulla parte in cui Lai dichiara di avere nei giorni precedenti "parlato anche con il sindaco Alberto Bencistà in  questi giorni, per la prima volta dopo tre anni: la colpa che mi assumo è quella di non aver spiegato bene all'amministrazione comunale tutte le problematiche. D'altra parte la "colpa" del sindaco è stata quella di dare retta a fantomatici "amici" che lo hanno messo su indirizzi sbagliati".

 

E qui mi domando: come mai l'ex presidente Lai non aveva esposto al sindaco Bencistà al momento di come cita "fu cacciato"? Prima pubblicamente acerrimi nemici, passati tre anni avvengono i chiarimenti. Viene in mente un detto toscano: "i ladri di Pisa di giorno litigano e la notte vanno a lavorare insieme".

 

Seconda lettera del consigliere comunale Giulio Pecorini del 22 agosto scorso.

 

Sinceramente approvo alcune delle sue dichiarazioni specialmente dove dice: " "Lasciate che le associazioni di volontariato siano gestite e regolamentate da chi davvero lo meritai volontari attivi. Sono solo loro che dovrebbero decidere le sorti di un’associazione".

 

Certamente, condivido ma in parte, perché non vanno dimenticati né messi a parte gli altri che la compongono, cioè i soci i quali oltre al contributo economico annuo stabilito, in occasione dei rinnovi dei consigli, il diritto di voto e di qui la scelta di chi deve degnamente rappresentare e dirigere diligentemente i modo democratico e cristallino una associazione.

 

Una cosa mi viene in mente di contestare a Pecorini senza offesa alcuna. Avrei preferito che la lettera dallo stesso scritta fosse stata a nome personale e non come capogruppo in consiglio comunale (all'opposizione).

 

Per favore, lasciamo fuori i partiti dalle associazioni, tanto più dall'Avg, i partiti e la politica "tutti insieme" si concentrino e si occupino dei problemi che purtroppo oggi affliggono sempre di più i cittadini, la mancanza crescente di lavoro, l'aumento della povertà, il sempre più esiguo potere di acquisto da parte delle famiglie, il futuro dei giovani per il quale non si vedono soluzioni né prossime né future.

 

Queste sono le vere priorità che vanno affrontate dai partiti e dalla politica anche in un Comune come Greve.

 

Terza lettera del tesoriere dell'Avg del 21 agosto scorso.

 

All'interno delle dichiarazioni del tesoriere Checcucci, principalmente mi soffermo sulla gestione economica alla quale Checcucci si riferisce, e se questa fosse effettivamente la realtà, certamente da verificare "carta canta", in qualità di socio mi sento seriamente preoccupato e amareggiato, e chi non lo sarebbe?

 

Un suggerimento che mi sento di proporre è, una volta insediatosi il nuovo consiglio, dovrebbe, o meglio "dovrà" costituire una commissione interna di esperti, la quale dovrà verificare tutte quelle operazioni economiche che sono state effettuate dall'Avg dalla posa della prima pietra ad oggi.

 

Questo servirà principalmente a fare chiarezza sulla realtà o meno di quanto esposto da Checcucci.

 

Qualora venissero riscontrate irregolarità e/o danni economici causati dall'associazione, da chiunque siano stati commessi, vanno agli stessi attribuiti, i quali se ne dovranno accollare le responsabilità e le eventuali conseguenze.

 

Infine, mi permetto di contestare la presenza del presidente Stefano Trentanove alla famosa cena "riparatoria" organizzata, vedi caso da Fabio Baldi, alla quale sembra siano stati presenti oltre allo stesso Baldi, il presidente Humanitas di Scandicci, l'ex presidente Massimo Lai e qualche altro invitato.

 

In primo luogo il presidente Trentanove doveva declinare l'invito in tal luogo ed eventualmente proporre come luogo d'incontro la sede dell'Avg, luogo istituzionale per discutere i problemi stessi dell'associazione.

 

In secondo luogo mi domando: quale interesse aveva, ed ha tuttora Fabio Baldi? A cosa mira? Secondo la mia pessima esperienza "politica" questa sua ennesima uscita non ha fatto altro che peggiorare la situazione, il suo ruolo di "burattinaio responsabile" in questo caso ha disteso male i fili alle marionette provocando ulteriori danni a causa di chi? All'associazione di volontariato e da chi ne vuole risolvere positivamente e seriamente le sorti.

di Umberto Ademollo, socio fondatore Avg

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