“Si va verso le elezioni e a Impruneta arriva in Comune… l’addetto stampa”

Caro direttore.

 

Con l’avvicinarsi delle elezioni immancabilmente spunta la figura del “comunicatore”, l’addetto stampa per traghettare l’amministrazione uscente verso la conferma.

 

Ovviamente non sarà il partito al potere ma  il popolo sovrano a dover pagare il privilegio di scoprire le cose buone fatte di cui non si era accorto e quelle promesse, molto più numerose. Dice infatti il sindaco: “Cercheremo di rendere disponibili e portare a conoscenza, il maggior numero di informazioni possibili utili ai cittadini, sia su quello che è stato fatto, sia su quanto rimane da fare”.

 

La propaganda istituzionale dovrà però penare per scovare cose fatte che giustifichino la conferma e giocare sul presente progressivo: stiamo facendo, stiamo lavorando, stiamo pensando  – tralasciando i passati prossimi – abbiamo fatto, abbiamo completato… .
 

 

In realtà l’aver fatto poco in questi anni potrebbe sedurre l’anziano e docile popolo imprunetino, ben contento di lasciare tutto com’è, anzi com’era.

 

Il problema è che l’immobilità ha peggiorato visibilmente le cose poiché il mondo è corso avanti per conto suo lasciando dietro di sé detriti sociali e discariche come quelle, reali e non solo metaforiche, che assediano Impruneta.
 

 

Salvando il valore del giornalista, molti si interrogano sull’utilità di un comunicatore professionista per un paesino di seimila famiglie, dove tutti si conoscono e si incontrano in piazza, come se i cittadini guardandosi attorno non potessero giudicare da sé.

 

Nemmeno bastano per comunicare le case del popolo che affollano questo ristretto territorio assieme a diecine di circoli e associazioni  e i due giornali on-line del Chianti fiorentino.
 

 

Per giustificare questa spesa di importo non precisato da inserire nel già disastrato bilancio, il sindaco afferma che “siamo gli unici  a non avere l’addetto stampa”. 

 

Se fosse vero, ciò la direbbe lunga su quanto il partito dominante si sia allontanato dal popolo tanto da dover far assumere alle sue amministrazioni dei comunicatori professionisti.
 

 

Il precedente sindaco, sempre in periodo pre-elettorale, specificava meglio le funzioni del suo addetto stampa (di cui si son perse subito le tracce) cioè “garantire una maggiore visibilità al territorio e alle iniziative attivate dall’amministrazione nell’ottica di una politica di marketing attraverso gli organi di stampa”, ricalcando il testo della direttiva berlusconiana del 7/2/2002 che intese trasformare la politica, da democrazia e buon governo in marketing istituzionale e televendita dell’offerta pubblica.
 

 

Come effetto, i giornalisti già inquadrati da leggi fasciste sulla stampa, invece di svolgere il loro naturale compito di controllo dei poteri pubblici, ne diventavano gli alleati e i consiglieri.
 

 

In alternativa, per risparmiare, potremo imitare Totò e gridare in piazza col megafono: Vota Antonio … vota Antonio  (nome di fantasia) …

 

Giuseppe Aglietti

 

di Giuseppe Aglietti

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