“Impruneta, tanti candidati a sindaco segno dello sfilacciamento di questo paese”

Caro direttore, la proliferazione delle candidature a sindaco di Impruneta non è indice di vivacità politica ma segnala  lo sfilacciamento del tessuto sociale di questo piccolo paese.
 

Con il sistema maggioritario e una pluralità di liste, è probabile che il nuovo sindaco arrivi al potere con un consenso molto minoritario e quindi, con l’aria che tira, sia costretto a navigare in acque agitate.
 

La dialettica fra i candidati rafforza lo sconcerto. Da un lato, la sinistra, responsabile dello stato miserando del Comune, dopo la batosta elettorale sembra in preda a un “cupio dissolvi” che alimenta la rivalità fra compagni di sventura che si beccano fra loro come i famosi capponi di Renzo Tramaglino.
 

Altri candidati sembrano rappresentare solo sé stessi e avere poca voglia di partecipare sul serio alla competizione per paura di perdere o, ancor peggio, di … vincere.
 

Tutti comunque biascicano le stesse giaculatorie sulla democrazia dal basso, sui cambiamenti radicali, sulla eliminazione dei privilegi e sulle cose concrete da fare (sì, ma quali?!), ma soprattutto amano disquisire su estemporanei progetti per le scuole in una visione da geometri.
 

Prima di pensare a murare, occorrerebbe invece individuare il modello educativo da adottare, le funzioni da attribuire alle scuole e il bacino di utenza. Integrazione degli immigrati e dei loro figli, educazione permanente dei lavoratori, promozione culturale e tecnologica della popolazione sono altri temi che condizionano la localizzazione, la dimensione e la struttura di una scuola aperta al futuro.

 

A meno che non si pensi di continuare a offrire una scuolina locale, aperta la mattina, che serva un ambito ristretto e socialmente omogeneo che ormai esiste solo nella testa dei populisti.
 

Le opere pubbliche e in particolare le scuole, dovrebbero definire le vocazioni del paese, ma nessuno parla delle sfide del futuro e di come la comunità dovrebbe farvi fronte.
 

Il Buon Governo è un concetto che sembra riguardare solo gli affreschi medioevali ma è proprio quello che manca al Comune che scarseggia di soldi ma anche delle competenze necessarie nella macchina comunale che dovrebbe essere riorganizzata e rafforzata con la scelta di assessori, dirigenti e, ove possibile, funzionari preparati e dinamici in grado, tra l’altro, di redigere piani economici e finanziari di vasto respiro, cosa sconosciuta a Impruneta.
 

Purtroppo i candidati fin qui apparsi sembrano poco interessati alle questioni amministrative  complesse e alla loro gestione in una visione alta del destino del paese. Con gli slogan tuttofare non si può cambiare il paese.

 

Giuseppe Aglietti

di Giuseppe Aglietti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...