Da tre mesi a questa parte si sta assistendo sugli organi di stampa e nelle assemblee pubbliche indette dalla Amministrazione Comunale, ad una campagna di cattiva informazione sulle reali caratteristiche del progetto presentato dalla Società METAENERGIAPRODUZIONE SRL (METAENERGIA) e sui suoi vantaggi per la collettività.
Da notare prima di tutto la dissonanza fra le contrarietà espresse dalla Giunta con la propria delibera N. 276 del 04-12-19 e quanto invece portato in discussione con i cittadini nelle assemblee pubbliche. Nel documento la Giunta prende ufficialmente posizione dichiarando apertamente la propria contrarietà solo per motivi paesaggistici e per i presunti danni al bio-distretto.
Nelle assemblee invece sono portati all’attenzione del pubblico temi molto rilevanti di per se, ma che non potevano essere inseriti in un documento ufficiale come una delibera, in quanto non suffragati da prove oggettive, quali ad esempio il presunto problema del rumore, il presunto problema dell’inquinamento dell’aria, il presunto ostacolo al rilascio della dichiarazione UNESCO, il presunto rischio occupazionale per i dipendenti di TESTI CEMENTI SRL.
Si è voluto dare una immagine del progetto METAENERGIA diverso da quello reale, facendo leva sulla mancata informazione ai cittadini e con atteggiamenti di contrarietà non avvalorati da riscontri oggettivi.
La Società ha cercato in tutti i modi, fin dal primo incontro con il Sindaco avvenuto nell’estate del 2017, di avviare un confronto con l’Amministrazione e con i suoi tecnici per illustrare nel dettaglio le caratteristiche del progetto e poterle anche divulgare pubblicamente alla cittadinanza. Ciò non è stato consentito.
Mai è stato riferito alla Società che l’Amministrazione fosse contraria all’iniziativa, anzi, in sede di rilascio dell’Autorizzazione Unica presso la Regione Toscana, il Comune di Greve in Chianti, unico Ente che ha espresso parere negativo, ha manifestato la propria posizione non con motivazioni circostanziate come successivamente ha fatto, ma unicamente con una motivazione tecnica dovuta alla mancanza della variante al Piano Attuativo, cosa alla quale è stato dato immediatamente corso dopo pochi giorni da parte di METAENERGIA presentando il progetto di variante al Comune.
Dopo pochi giorni però è anche arrivato il parere nettamente contrario all’iniziativa da parte della Giunta riportato espressamente nella Delibera N. 276 del 04/12/2019.
Dispiace prima di tutto che non ci sia stato fin dall’inizio una posizione chiara da parte del Sindaco sulla sua contrarietà all’iniziativa, cosa che probabilmente avrebbe fatto desistere la Società dall’investimento: ma questa chiarezza è evidentemente mancata.
Dispiace anche che la vicenda della Centrale METAENERGIA venga utilizzata nel contesto delle elezioni regionali, diventando una strumentalizzazione a fini elettorali : lo slogan a cui molti, anche da parte delle opposizioni, fanno riferimento è il “mostro non ha da farsi”.
Non c’è cosa migliore in tempi di populismo come questi, che sbandierare la paura del “mostro”, inviando alla platea elettorale informazioni e convinzioni sbagliate. In questo caso c’è da rilevare che la partecipazione dei cittadini alle assemblee pubbliche non è stata massiccia, considerato che alle riunioni hanno partecipato pochi cittadini e coloro che sono intervenuti appartenevano a partiti, sindacati, associazioni ambientaliste, operatori economici, ma i cittadini dove sono stati informati?
Risulta strano che, dopo aver emesso le sentenze di condanna nei confronti del progetto della Centrale, l’Amministrazione si senta in dovere di invitare METAENERGIA ad una assemblea pubblica, prevista per il 4 marzo 2020, per informare sull’iniziativa: come se al condannato, una volta ricevuta la sentenza, fosse chiesto se avesse qualcosa da dire a sua discolpa!
E’ ora il momento di iniziare una corretta informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, questo è quello che mi auguro faccia METAENERGIA insieme a tutte le persone di buona volontà che, anche se non competenti in materia, vogliono capire come stanno le cose.
I cittadini di Greve in Chianti non si meritano di essere ignorati. Io come abitate in questi territori darò il mio contributo.
LA CRONISTORIA
Luglio 2017 – primo incontro di METAENERGIA con il Sindaco di Greve in Chianti
14/12/2017 – Acquisto diritto di superficie dell’area occupata precedentemente dalla Centrale VOLTA
03/07/2018 – Decreto Ministero Ambiente con il quale si determinava l’esclusione dalla procedura di V.I.A
A tal proposito si riporta uno stralcio del Decreto: “considerato che la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS, con il parere n.2762 del 15 gennaio 2018, ha ritenuto adeguate le considerazioni espresse dal Proponente nell’ambito dello Studio di incidenza ambientale ed ha valutato che nel complesso la realizzazione dell’opera non comporterà sottrazione né frammentazione degli habitat tutelati e non inciderà sulle funzioni ecologiche del sito “Monti del Chianti”.
Il Ministero dei Beni Culturali concordava con la non assoggettabilità alla procedura di VIA in quanto aveva verificato che: “il progetto esecutivo dell’intervento risponda ai criteri compositivi di elevata qualità architettonica e ponga particolare attenzione all’inserimento paesaggistico nel contesto di riferimento”.
Mentre la Commissione tecnica di verifica rilasciava il seguente parere: “I risultati della valutazione dell’impatto paesaggistico riassunti nella seguente tabella permettono di stimare un impatto paesaggistico del progetto di valore praticamente nullo. I nuovi interventi non apporteranno alcuna modifica alla connotazione dell’aera industriale in cui andranno ad inserirsi: complessivamente la percezione dei luoghi non subirà modifiche, né le nuove strutture saranno suscettibili di attenzione, risultando inglobate nella più estesa sagoma produttiva esistente”.
Nella medesima relazione, viene altresì osservato che: “gli aspetti inerenti rumore e campi elettromagnetici, trattati nella documentazione presentata in esame risultano non determinare rischi significativi per la salute della popolazione in quanto: a) la realizzazione del progetto garantirà il rispetto dei limiti vigenti previsti dalla normativa in materia di acustica ambientale; b) il campo elettromagnetico generato dall’elettrodotto in cavo interrato esistente a servizio della Centrale si sviluppa in aree prive di ricettori sensibili (aree gioco per l’infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere). Il rischio di inquinamento di suolo e acque sotterranee è da escludersi in quanto le uniche sostante detenute in centrale saranno urea e oli lubrificanti (sostanze non pericolose)”.
07/08/2018 – Presentazione istanza alla Regione Toscana per il rilascio della Autorizzazione Unica ai sensi della LR 39/2005 e dell’Autorizzazione Integrale Ambientale ai sensi del D.Lgs 152/2006 3 finalizzate alla realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione della energia elettrica alimentato a gas naturale
23/01/2019 – il TAR della Toscana con propria Sentenza stabiliva che METAENERGIA è beneficiaria della convenzione originaria del 29/05/2009 stipulata dal Comune di Greve con VOLTA e SACCI e non ha obblighi di pagamenti, mentre al contrario, è obbligata a realizzare le opere di mitigazione ambientale previste nella convenzione, che ammontano a € 2.876.000,00 come da progetto predisposto. Sempre nella stessa sentenza il TAR bocciava la richiesta del Comune nei confronti di VOLTA di risarcimento dell’importo corrispondente alle opere di mitigazione, stabilendo che l’Ente non ha diritto a richiedere il pagamento ma unicamente la realizzazione delle opere (obbligo di fare e non di pagamento).
METAENERGIA, in applicazione della suindicata Sentenza, quale beneficiaria della convenzione si affrettava non solo a confermare al Comune la propria volontà di realizzare il progetto, ma soprattutto, ed al fine di realizzare sostanzialmente quanto il Comune stesso richiedeva giudizialmente, si offriva di realizzare opere di mitigazione ambientale e paesaggistica, indicate dal Comune, fino alla concorrenza di euro 2.876.000,00. Ossia il medesimo valore originariamente previsto dal Comune per la mitigazione di opere di ben altro impatto ambientale e paesaggistico (cementificio SACCI + Centrale Elettrica VOLTA + TERMOVALORIZZATORE) rispetto a quello, nullo, del proprio progetto. E questo nonostante la citata Sentenza del TAR le desse diritto di richiedere, in ragione della oggettiva diversità del progetto stesso rispetto a quelli precedentemente convenzionati dal Comune, la realizzazione di opere di mitigazione enormemente inferiori. Offrendo così al Comune la concreta possibilità di realizzare per vie civili ed immediate quanto si era proposto, senza successo, di ottenere per via giudiziale. Rendendo così certo un risultato che, tra inadempimenti dei precedenti convenzionati e giudicati negativi, si prospettava per il Comune fortemente incerto, se non del tutto compromesso. Nonostante tutto quanto sopra, il Comune di Greve in Chianti prendeva tutt’altra direzione proponendo ricorso in appello innanzi al Consiglio di Stato avverso la succitata sentenza del TAR.
25/09/2019 – Seduta decisoria della conferenza dei servizi presso la REGIONE TOSCANA per il rilascio della Autorizzazione Unica dove il Comune di Greve esprime parere negativo, unico parere non favorevole fra tutti gli Enti titolati ad esprimersi, con la motivazione che il vigente Piano Attuativo era riferito all’impianto precedentemente realizzato e, quindi, non adeguato al nuovo intervento.
02/10/2019 – In ottemperanza alle richieste del Comune METAENERGIA presenta variante al Piano Attuativo ai sensi della LR 65/2014. 08/10/2019 – Presentazione di nuova istanza alla Regione Toscana, per il rilascio dell’Autorizzazione Unica, ai sensi della L.R.n.39/2005, e dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi del D.Lgs.n.152/2006.
07/11/2019 – 20/11/2019 – 03/12/2019 – Solleciti al Comune di Greve da parte di METAENERGIA per richiedere di attivare l’approvazione della variante urbanistica come richiesto dal Comune stesso in Conferenza dei Servizi.
28/11/2019 – La Centrale di Greve in Chianti di METAENERGIA, avendo tutti i migliori requisiti, veniva ammessa alle Procedure d’Asta fissate da TERNA, per l’approvvigionamento dei quantitativi di capacità necessari a garantire l’adeguatezza della generazione di energia elettrica, 4 sulla base dei fabbisogni preventivamente stimati dal medesimo Gestore della rete e risultava aggiudicataria della capacità da consegnare entro il 01.01.2023. Infatti in attuazione delle disposizioni UE e del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), il 28 giugno 2019, il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con ARERA e dopo l’approvazione della Commissione Europea, ha emanato il Decreto sul CAPACITY MARKET ai fini della sicurezza delle reti nazionali e regionali alimentate da fonti rinnovabili (di cui è richiesto un consistente incremento a partire dal 2020), per incrementare la resilienza e la flessibilità del sistema implementando quel “mercato della capacità” cui è destinato l’impianto METAENERGIA di Greve in Chianti, attraverso la “semplificazione e velocizzazione delle procedure autorizzative”. Qualora non fosse rispettata la data di consegna dell’impianto al 01.01.2023, METAENERGIA andrebbe incontro alle penali di cui all’art.70 della “Disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica – fase di prima attuazione” emanata da TERNA.
04/12/2019 – Delibera Giunta Municipale n.276 del 4 dicembre 2019 con la quale il Comune ha avviato, ai sensi della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 "Norme per il governo del territorio", la procedura per la variante al Piano Attuativo con il coinvolgimento pubblico dei cittadini. Nella stessa Delibera, senza aspettare l’esito della consultazione pubblica, il Comune ha espresso il proprio “preliminare parere contrario” all’accoglimento dell’istanza di variante. Il procedimento di partecipazione, avviato con la delibera in parola, è già “condannato in via preliminare” dal Comune,
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
La Centrale Termoelettrica di Greve è costituita da 4 motori endotermici, alimentati esclusivamente a gas naturale, della potenza elettrica lorda unitaria di 18,4 MWe e potenza termica complessiva di 37 x 4 = 148 MWt, alloggiati in un cabinato di contenimento allo scopo di proteggerli dagli agenti atmosferici e di ridurre il rumore verso l’esterno.
I 4 gruppi, indipendenti l’uno dall’altro, sono collegati da un lato, sempre all’interno del cabinato, ai rispettivi generatori elettrici e dall’altro ai rispettivi camini di espulsione dei prodotti della combustione aventi altezza pari a 30 m e diametro esterno di circa 2,8 m per la parte bassa e di circa 1,6 m per quella alta.
Il rendimento elettrico netto di ogni gruppo motore è di 49,1 % alle condizioni ambientali di 15°C e 60 % U.R.. I limiti delle emissioni al camino autorizzati sono (mg/Nmc) : NOX = 28,13, CO = 30, Polveri = 5, NH3 = 3,75, CH4 = 500, CH2O = 15. La copertura del cabinato è rappresentata da una serie di batterie di radiatori per l’abbattimento della temperatura dell’acqua di raffreddamento dei motori.
La quota della futura Centrale è di circa 4/5 metri inferiore rispetto alla quota della strada provinciale, pertanto l’impatto dall’esterno provocato dall’altezza dei camini, dal cabinato di contenimento motori e dalle altre apparecchiature viene notevolmente mitigato.
I sistemi ausiliari, presenti all’esterno del cabinato motori, sono estremamente ridotti rispetto alla Centrale di Cogenerazione a ciclo combinato precedente e si limitano a : sistema SCR (DeNOX) per l’abbattimento degli ossidi di Azoto posto in orizzontale fra lo scarico dei motori e i camini, piccolo cabinato per alloggiamento compressori aria, unità di avviamento motori contenuta in 5 apposito cabinato, piccolo impianto di trattamento acque reflue, serbatoi oli nuovi e usati, serbatoio reagenti.
L’edifico controllo, quello elettrico MT/BT e l’edifico di contenimento apparecchiature gas saranno riutilizzati dalla Centrale precedente : non verrà costruito nessun edifico nuovo. Il metanodotto attualmente esistente (diametro DN200) che va dalla stazione SNAM di Valigondoli alla Centrale verrà completamente riutilizzato, come pure sarà completamente riutilizzato il collegamento AT 132 KV con cavo interrato dalla Centrale alla sottostazione elettrica dello stabilimento. L’intervento garantirà la creazione di nuovi 7 posti di lavoro diretti e di altrettanti indiretti.
La scelta di localizzare una Centrale elettrica all’interno del polo industriale di Testi deriva da tre motivi :
1) che l’area interessata risultava soggetta a pianificazione esecutiva dove è tuttora vigente il piano attuativo per la realizzazione di una centrale termoelettrica nell’area produttiva PP3 (UTOE Testi), approvato con D.C.C. n.9 dell’11 febbraio 2009 e convenzione rep.1245 del 29 maggio 2009. Quindi un’area industriale a destinazione Centrale Elettrica.
2) che l’area interessata è già dotata delle infrastrutture esterne (metanodotto e linea AT interrata) completamente riutilizzabili.
3) che gli edifici rimasti dalla precedente Centrale (Edificio Controllo, piccolo edificio elettrico, piccolo edificio gas) sono anche essi completamente riutilizzabili senza doverne costruire di nuovi.
La scelta di costruire questo tipo di impianto nasce dalla necessità, per il paese Italia e soprattutto per la Regione Toscana, di dotarsi di Centrali Termoelettriche in grado di sopperire alle richieste immediate di potenza elettrica a garanzia della rete elettrica nazionale, in relazione all’aumento programmato nei prossimi anni della quota delle energie rinnovabili rispetto al totale dell’energia elettrica prodotta.
In sostanza più aumenterà la quota delle energie rinnovabili non programmabili (eolico, fotovoltaico, idroelettrico ad acqua fluente) più sarà necessario aumentare la quota della potenza a garanzia della rete, che solo il termoelettrico può fornire, unica fonte sicura per sopperire in caso di mancanza di vento, sole e acqua nelle dighe, alla richiesta degli utenti.
E’ noto infatti che l’Italia non dispone di centrali nucleari e che fra qualche anno non disporrà piu neanche di centrali a carbone, le sole insieme agli impianti a gas capaci di garantire la programmabilità e la continuità della generazione per la popolazione e le attività economiche.
RISPOSTE ALLE CONTESTAZIONI PRESENTATE COMUNE DI GREVE IN CHIANTI
La Giunta Comunale con la propria Delibera sostiene che:
1) “l’intervento proposto non sembra rispondere all’interesse pubblico del Comune per un adeguato assetto del territorio”.
Credo che la Giunta Comunale, prima di parlare di interesse pubblico, aveva il dovere di documentarsi e di informare la popolazione sulla reale consistenza del progetto.
2) la Centrale “risulta altresì in netto contrasto con una mutata sensibilità dei cittadini e di tutti gli stakeholders”.
Per quanto riguarda i cittadini non si è vista tanta presenza alle assemblee pubbliche, quindi non si capisce quale possa essere questa sensibilità, per quanto riguarda gli stakeholders si dovrà aspettare che vengano informati correttamente sul progetto e successivamente ascoltare la loro opinione.
3) “L’area in questione si colloca infatti all’interno del pregiato territorio Chianti Classico e costituisce la porta di ingresso verso un territorio unico nel suo genere a livello mondiale, il quale non si caratterizza per il tessuto industriale o per la generazione di energia da fonti rinnovabili o meno, bensì per una 6 valenza agronomica e paesaggistica di eccellenza” .
La compatibilità paesaggistica è garantita dal fatto che non solo l’intervento proposto da METAENERGIA si colloca in una area storicamente industriale ma anche e soprattutto dalla peculiare ubicazione del sito circondato da sagome di colline su tre lati, mentre il quarto che rimane aperto verso il paese del Passo dei Pecorai, per la sua esigua larghezza, non comporta alcuna visibilità della Centrale.
Da sottolineare che la quota della Centrale è di 4/5 metri al di sotto della quota della strada provinciale, pertanto le altezze effettive dei camini rispetto all’esterno non sono 30 metri ma molto inferiori. Inoltre la presenza di una fitta barriera di alberi fra la Centrale e la strada provinciale impediscono di vedere l’area dalla strada provinciale stessa, come sperimentato durante l’esercizio della precedente Centrale.
A tal proposito vale la pena confrontare le foto di una vista della Centrale da una posizione privilegiata, prima e dopo l’intervento: i camini sono praticamente invisibili. In sostanza si può affermare che l’area in questione rimane “nascosta” alla vista delle zone circostanti che sono caratterizzate per lo più da aree boschive con densità abitativa bassissima, e non da vigneti o uliveti come qualcuno vuol far intendere.
Queste considerazioni vengono espresse per contestare le varie argomentazioni sulla violazione del “pregiato territorio del Chianti Classico” essendo il sito, secondo queste opinioni, “porta di ingresso verso un territorio unico nel suo genere”.
Da segnalare che con l’intervento in questione, si andrebbe a migliorare “l’impatto visivo architettonico” del sito, a carattere prettamente industriale, senza decontestualizzare lo stato di fatto. E’ palese che l’intervento di METAENERGIA non va a ledere “l’immagine del Chianti che l’Amministrazione vuole diffondere nel mondo legata al vino” ma anzi costituisce una risorsa per il territorio stesso in quanto nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, il Comune di Greve si doterebbe di un impianto di generazione dell’energia elettrica efficiente e utile per la sicurezza elettrica nazionale, caratterizzato da alta e moderna tecnologia, a vantaggio delle attività economiche legate alla produzione del vino, dell’olio e a tutte le attività di agriturismo presenti.
4) “l’impianto di produzione di energia in questione, …. andrebbe inoltre a collocarsi in adiacenza con il cementificio tuttora esistente, potenziandone quell’impatto visivo architettonico che dovrebbe invece essere mitigato in considerazione del contesto in cui lo stesso si trova” e “di contenere l’espansione di processi decontestualizzati rispetto ai valori di riferimento dei cittadini e dei turisti”.
Anche queste affermazioni sono palesemente sbagliate perché il nuovo impianto, e per questo basta osservare i prospetti degli elaborati tecnici, è stato ideato con pannellature colorate che rimandano ai tipici colori del territorio del Chianti Classico, migliorando l’impatto visivo di tutto il sito.
5) che il Comune di Greve in Chianti “nella sua qualità di membro (del Bio Distretto) accetta e rispetta gli obblighi imposti dallo statuto e di eventuali regolamenti interni, promuovendo così attività che rientrino appieno nelle finalità statutarie, con percorsi volti alla tutela e valorizzazione della natura e del verde, allo scopo di garantire una elevata qualità ambientale dell’area,…..definendo così il bio territorio” .
A questo proposito la Giunta Comunale, invece di esprimere opinioni, per altro legittime, renda noto pubblicamente quali siano i regolamenti o le norme applicabili al Bio Distretto, che impedirebbero la costruzione di un impianto con le caratteristiche di quello di Testi, pena il danneggiamento del territorio biologico.
CASTELLO DI VERRAZZANO
Invito la Proprietà del Castello di Verrazzano a spiegare pubblicamente come la nuova Centrale potrebbe “contrastare pesantemente attività come la nostra” e come sarebbero delle idee “del tutto obsolete e antitetiche a tutto quello che invece si è già ben universalmente affermato”.
Evidentemente questo prestigioso operatore economico non ha avuto la possibilità di informarsi sulla natura del progetto. La realizzazione del progetto sarebbe altresì fondamentale per assicurare localmente la continuità delle forniture elettriche, le cui criticità strutturali e le più che probabili interruzioni non sono ancora percepite, a garanzia di tutte le attività di impresa.
Ricordiamo che le attività del territorio possono esistere grazie alla disponibilità di energia elettrica, 7 in particolare per la vinificazione e l’imbottigliamento del vino, per la molitura delle olive, per i numerosissimi agriturismi presenti.
I turisti, italiani e stranieri, che visitano il Chianti Classico, sarebbero positivamente interessati nel constatare che il Comune ha a cuore la sostenibilità e lo sviluppo futuro del territorio, attraverso moderne tecnologie che direttamente sostengono le energie rinnovabili.
FONDAZIONE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO DEL CHIANTI CLASSICO (1° memoria)
Invito la Fondazione del Chianti Classico a spiegare pubblicamente come la nuova Centrale “confligge a pieno non solo con la tutela di un territorio fortemente vocato alla produzione agricola di qualità e con l’equilibrio ambientale della zona di Testi, ma anche con la progettualità che negli ultimi anni è andata sempre più affermandosi”.
Ricordo solo che METAENERGIA ha tutte le autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, amministrative necessarie, salvo la variante urbanistica richiesta dal Comune che sta usando questo strumento per opporsi alla costruzione.
Dispiace inoltre che non sia stata data la possibilità a METAENERGIA di poter incontrare la FONDAZIONE per il rifiuto di questa, al fine illustrare il progetto e mettere in condizione la stessa di poter esprimere un giudizio consapevole e obiettivo.
CONSORZIO DEL CHIANTI CLASSICO
Invito il Consorzio del Chianti Classico a spiegare pubblicamente come la nuova Centrale sia “di particolare impatto su una località già fortemente gravata dall’attività del cementificio esistente, totalmente incongruente con la progettualità futura del Chianti”.
Dispiace inoltre che non sia stata data la possibilità a METAENERGIA di poter incontrare la CONSORZIO per il rifiuto di questo, al fine illustrare il progetto e mettere in condizione lo stesso di poter esprimere un giudizio consapevole e obiettivo.
LEGAMBIENTE CHIANTI FIORENTINO
Secondo Legambiente Chianti Fiorentino:
1) “Il territorio del Chianti…. non è compatibile con interventi di carattere industriale …” Opinione legittima ma sempre una opinione
2) “Le Centrali Termoelettriche possono avere effetti sul microclima, quindi la coltivazione della vite potrebbe essere danneggiata”.
Anche questa è una opinione, un po’ bizzarra, non suffragata da nessun riscontro scientifico. Anzi, vorrei evidenziare la contraddittorietà di questa Associazione ricordando la battaglia per l’energia pulita che negli anni novanta la stessa LEGAMBIENTE portò avanti a livello nazionale insieme ad Aziende come SONDEL (Gruppo Falck), azienda questa impegnata nella costruzione di centrali termoelettriche di cogenerazione a ciclo combinato su tutto il territorio nazionale, alimentate esclusivamente a gas metano, con rendimento complessivo paragonabile a quello della Centrale METAENERGIA di oggi.
3) “Le emissioni di NOx della Centrale andrebbero a sommarsi a quelle del cementificio”.
Il Decreto del Ministero dell’Ambiente di autorizzazione alla costruzione (Verifica di assoggettabilità alla procedura di VIA) dispone che venga installata una centralina di monitoraggio degli NOx per il controllo di eventuali superamenti cumulati delle emissioni del polo produttivo (cementificio + Centrale Elettrica) al fine di garantire il limite di 200 microg/Nmc in ambiente come media oraria.
4) “Anche l’inquinamento acustico andrebbe a cumularsi”.
Sempre il Decreto del Ministero dell’Ambiente obbliga METAENERGIA, all’avvio dell’attività, ad effettuare una campagna di misurazioni dei livelli sonori emessi nell’ambiente esterno, al fine di verificare le stime previsionali e l’effettivo rispetto dei limiti di legge presso tutti i recettori esposti.
5) “La centrale potrebbe comportare scarico di notevoli quantità di acque reflue nel fiume Greve”.
La Centrale non produrrà nessun refluo di processo. La società ha ideato inoltre un sistema di recupero delle acque piovane che consentirà il riutilizzo delle stesse, minimizzando il consumo da acquedotto ed annullando di fatto lo scarico nel fiume Greve delle acque meteoriche raccolte nell'area di Centrale.
CONFESERCENTI CHIANTI
Secondo Confesercenti Chianti.
A) L’impianto presenta “un problema di inquinamento chimico probabilmente significativo" . Ricordo al sindacato degli esercenti che l’impianto proposto è stato definito dal Ministero dell’Ambiente a impatto ambientale Nullo.
B) “Inoltre non è difficile individuare, nelle richieste dei proponenti, un intento meramente speculativo legato alle economie realizzabili in quel luogo utilizzando le infrastrutture in parte esistenti”.
Questa affermazione denota la mancanza completa di informazione circa la natura dell’intervento, che si prospetta come un impianto con finalità sociale a vantaggio della sicurezza della rete elettrica nazionale, oggetto di assegnazione della capacità produttiva da parte di TERNA mediante asta pubblica secondo quanto stabilito dal Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico del 28/06/2019 (Capacity Market).
CASTELLO DI VERRAZZANO – CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO – BERINGER BLASS ITALIA
In risposta alle osservazioni presentate.
1) Il progetto non prevede la cogenerazione perché lo scopo è quello di immettere immediatamente in rete l’energia elettrica in caso di richiesta in emergenza da parte di TERNA. Per realizzare la cogenerazione occorrerebbe ritornare alla filosofia della centrale Volta nella quale il ciclo combinato di cogenerazione era costituito da una turbina a gas, una turbina a vapore, una caldaia a recupero di fumi, un condensatore ad aria, svariati sistemi ausiliari complessi, ma con rendimento pressochè uguale a quello dell’impianto proposto da METAENERGIA, che risulta estremamente più semplice di quello precedente. Per l’integrazione con il cementificio non è possibile scambiare vapore perché non necessario al processo del cemento, non è possibile cedere energia elettrica perché questa è dedicata alla sicurezza della rete elettrica nazionale.
2) Il contenimento dei 4 motori è realizzato non da un “capannone” ma da un box di contenimento che è parte integrante del sistema macchinario, basti pensare che il tetto è costituito dalle batterie di raffreddamento dell’acqua. Non può quindi essere considerato un “edificio” ma un elemento funzionale al sistema macchine.
3) E’ falso sostenere che i fumi provenienti dalla combustione del gas metano formino ”pennacchi” all’uscita dei camini, trattasi di evidente ignoranza.
4) E’ falso asserire che l’impianto METAENERGIA sarà “4 volte piu impattante dal punto di vista paesaggistico del progetto convenzionato”.
Chi scrive non ha la minima idea di cosa si stia trattando: l’impianto precedente, come ho già detto, era costituito da molti più elementi impattanti sull’aspetto visivo e sulla gestione.
5) E’ falso asserire che il sito destinato alla Centrale ha una “generica classificazione dell’area”, al contrario trattasi di area industriale specificatamente destinata alla installazione di centrale elettrica, altrimenti come poteva essere in regola la Centrale Volta?
6) E’ fuorviante sostenere che la “Centrale non sfrutta le energie rinnovabili” in quanto è proprio grazie agli impianti come questo, autorizzati da TERNA tramite aste pubbliche, che sarà possibile incrementare nei prossimi anni la quota delle rinnovabili.
7) Non è vero che la Centrale “aggrava il rischio ambientale del territorio”, essendo dichiarato assente l’impatto ambientale dal Ministero dell’Ambiente.
8) “Il danno per la candidatura del Chianti quale patrimonio dell’Unesco".
Non si capisce quale sia questo danno, dovrà essere dimostrato da evidenze documentali altrimenti questa posizione risulta strumentale, rimane solo una opinione.
9) “La mancata valutazione dell’inquinamento luminoso”.
Chi scrive non ha la minima cognizione di causa: all’intorno della Centrale ci sono boschi inabitati, l’illuminazione è progettata in funzione delle sole esigenze interne e non comporta impatti esterni di alcun conto.
10) “La mancata valutazione delle interazioni con il cementificio”.
La possibilità (remota) che le pannellature della centrale, di colore appropriato come riferisce lo scrivente, possano cambiare colore per effetto della polvere del cementificio, denota difficoltà nel trovare appigli per ostacolare la realizzazione del progetto.
GIUSEPPE BRUCCULERI
Le motivazioni espresse sono un copia-incolla di quelle contenute nel documento di LEGAMBIENTE, si rimanda pertanto al punto specifico per le risposte.
Il proponente espone tutte 9 le malattie a cui andranno incontro gli abitanti del comune “attacco cardiaco, cancro ai polmoni, problemi respiratori” poi, non contento, prosegue elencando tutte le sventure che possono capitare alle persone a causa delle “centrali a carbone” e delle “piogge acide”, che c’entrano come il cavolo a merenda: non c’è cosa peggiore che fare terrorismo psicologico e strumentalizzazione politica verso i cittadini disinformati. Sono indignato come cittadino di questo Comune.
FONDAZIONE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO DEL CHIANTI CLASSICO (2° memoria)
Risposte alle osservazioni riportate.
1) Non è vero che “vengono a mancare aspetti di utilità reale per il territorio circostante”, come detto sopra la presenza di un punto di generazione elettrica nel Comune di Greve consentirà di avere sempre stabilità della tensione di rete e minor rischio di black-out, a tutto vantaggio delle aziende e della popolazione.
2) Non è vero che “non vi è certezza che l’impianto avrà necessità di impiegare personale a tempo pieno”, infatti l’organico dei dipendenti METAENERGIA sarà di 7 dipendenti a tempo pieno e altrettanti stimati per l’indotto : quindi si creeranno 7 nuovi posti di lavoro più quelli delle Ditte terze.
3) Non è vero che “non risultano presentarsi problemi alla rete elettrica” infatti la Toscana è una delle Regioni Italiane con più necessità di incrementare la potenza elettrica a garanzia della rete. Non a caso METAENERGIA sta iniziando la costruzione nel Comune di Piombino, di un’altra Centrale uguale a quella di Greve , autorizzata da Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Comune, TERNA, proprio per sopperire a questa carenza. La proposta di questo investimento nel Comune di Piombino è stata accolta con entusiasmo da tutti gli Enti.
4) “L’impianto non sarà a servizio del già esistente cementificio SACCI…”. Il motivo perché non ci sarà una fornitura diretta al cementificio è stato spiegato e dipende dall’impegno di potenza dedicato a TERNA che METAENERGIA deve rispettare. Comunque all’atto pratico non c’è alcuna differenza fra la fornitura di energia elettrica diretta dalla Centrale al cementificio e il prelievo dalla rete, per il cementificio cambia solo l’aspetto commerciale e non quello sostanziale.
5) “La mancanza di recupero di calore e …….”. Questo punto è già stato spiegato in precedenza: la scelta dei motori a gas è stata fatta perché sono gli unici che entrano in funzione in pochi secondi per dare la potenza richiesta, il recupero del calore residuo non era funzionale né alla Centrale, né allo stabilimento che non ne fa uso. La Centrale infatti ha un rendimento elevatissimo grazie a questa nuova tecnologia, inimmaginabile qualche anno fa per i motori a gas.
6) “L’impianto nuovo presenta una potenza complessiva pari a 148 MWt, ovvero più grande del 30% rispetto a quello precedente, la cui potenza complessiva dichiarata era 111,5 MWt”.
L’affermazione è fuorviante perchè la precedente Centrale era destinata a funzionare sempre al 100% del carico, la Centrale METAENERGIA invece rimarrà ferma o in modulazione dei gruppi, per diverso tempo, conseguenza di ciò sarà che la potenza termica impiegata effettiva sarà notevolmente inferiore a quella precedente.
7) “La configurazione impiantistica garantirà un rendimento nominale lordo pari a 49,7%, inferiore rispetto all’impianto precedente che dichiarava un rendimento pari al 51,96%".
Non sono in grado di verificare la correttezza del dato del rendimento della precedente Centrale, comunque per fare il confronto tale dato deve essere riferito a 15 °C e 60 % di U.R. Anche nella ipotesi che ciò sia vero bisogna evidenziare che un ciclo semplice come quello dei motori a gas, rispetto a quello di cogenerazione a ciclo combinato gas-vapore, riesce a raggiungere gli stessi valori di un ciclo complesso dotato di più macchine e tanti sistemi ausiliari.
8) “L’impianto proposto, a parità di MWe prodotto, produrrà un volume maggiore di fumi dal camino“.
L’affermazione è fuorviante perché l’impianto proposto funzionerà meno ore di quello precedente e di conseguenza il volume dei fumi prodotti nel tempo sarà minore.
9) “La valutazione dell’impatto acustico eseguita…….”.
Le simulazioni dell’impatto acustico della Centrale rispetto all’ambente esterno e all’interazione con il cementificio sono state oggetto di molte riunioni e discussioni con i tecnici ARPAT che alla fine hanno rilasciato parere positivo alla realizzazione della centrale in sede di Conferenza dei Servizi per il rilascio della Autorizzazione Unica da parte della Regione Toscana.
10) “Nel momento in cui, anche a causa del 10 sommarsi dei rumori di quest’ultimo con quelli della futura centrale elettrica, si dovesse procedere all’interruzione del funzionamento, questo avrebbe una ricaduta considerevole per tutti coloro il cui posto di lavoro è collegato, direttamente o indirettamente, all’attività produttiva del cementificio".
Questa affermazione è pretestuosa, assurda e scorretta: si vuole insinuare che il ripristino di una attività come quella già esistente (la Centrale Volta) potrebbe causare la perdita di posti di lavoro per la chiusura del cementifico! Ciò si cerca di infondere paura nelle persone che non conoscono i fatti, una vera e propria strumentalizzazione politica di cui mi vergogno come cittadino di questo Comune : la nuova centrale assumerà 7 nuovi lavoratori e altrettanti sono previsti dalle Ditte esterne.
BIODISTRETTO DEL CHIANTI
La prima parte della memoria è un copia-incolla di altre memorie, pertanto per le risposte si rimanda al punto specifico.
Nella seconda parte si trova questa affermazione: “ma anche a contrastare progetti come quello in questione che non ha valide giustificazioni e che come indicato ampiamente e dettagliatamente danneggerebbe in maniera importante l’economia locale, il paesaggio, e la salute del territorio”.
Chiedo al Presidente del Biodistretto di spiegare una volta per tutte, perché ancora nessun lo ha fatto, quali sono i danni che l’impianto METAENERGIA provocherebbe all’economia locale: non con le opinioni, ma con i fatti documentabili.
ASSOCIAZIONE DISTRETTO RURALE DEL CHIANTI
“Stante queste le sopradescritte finalità riteniamo che la costruzione di una centrale sia confliggente con la progettualità sia in ambito economico che urbanistico del territorio distrettuale, all’interno della quale la proposta di impianto andrebbe a ricadere”.
Chiedo al Presidente dell’Associazione di spiegare quali sarebbero queste conflittualità della Centrale con l’economia e l’urbanistica, perché le sue affermazioni sono solo opinioni non suffragate da evidenze.
CONSORZIO OLIO DOP CHIANTI CLASSICO
1) “L’impianto di produzione di energia elettrica in questione rappresenta una proposta a nostro avviso superata rispetto alla progettualità ormai consolidatasi negli ultimi anni nell’ambito del Chianti Classico…..”.
Al Presidente del Consorzio chiedo di spiegare come una iniziativa come questa sia in contrasto con la progettualità di cui parla, perché non l’ha spiegato.
2) “Pertanto ci preme segnalare che la realizzazione dell’impianto andrebbe senz’altro a gravare sull’immagine e sull’attività economica delle nostre aziende”.
Chiedo ancora al Presidente del Consorzio di spiegare come questo intervento andrebbe a gravare sull’immagine e sull’economia del territorio, perché non l’ha spiegato.
3) “L’attuazione di un progetto di tale portata esporrà a rischi di inquinamento il suolo e le colture della zona, potrà inoltre avere ripercussioni sul microclima viste e considerate le emissioni in atmosfera come da progetto presentate".
L’affermazione è falsa. Le uniche sostanze classificate pericolose sono il gasolio e l’olio dielettrico, per questi sono stati predisposti appositi bacini di contenimento in caso di sversamento e altre misure che in sede di Conferenza di Servizi in Regione Toscana hanno portato ARPAT alla seguente affermazione verbalizzata: “le modalità di gestione, utilizzo e movimentazione di tali sostanze nel sito in esame, rendono trascurabile il rischio di contaminazione da parte delle stesse del suolo e delle acque sotterranee”.
Per quanto riguarda i danni alle colture della zona chiedo al Presidente di illustrare le modalità con cui si verificherebbe questo inquinamento delle colture della zona. Infine le paventate ripercussioni sul microclima dovute alle emissioni sono opinioni che lasciano il tempo che trovano, non essendo suffragate da nessuna evidenza.
SINDACO DI SAN CASCIANO V.P.
1) “Riteniamo infatti che un intervento del genere sarebbe in forte contrasto con le politiche di tutela ambientale e del territorio che in questi anni le nostre amministrazioni…..”.
Chiedo al Sindaco di spiegare quale sarebbe questo forte contrasto con la tutela ambientale e del territorio, perché non l’ha spiegato né ai cittadini di Greve né a quelli di San Casciano.
2) “Un'iniziativa industriale di tale portata, che andrebbe ad insistere su di un'area già fortemente gravata dalla cementeria, comporterebbe un ritorno di immagine fortemente negativo per un territorio che mira ad essere inserito tra i luoghi patrimonio dell'umanità dell'UNESCO”.
Chiedo al Sindaco di dimostrare come la localizzazione della Centrale all’interno del cementificio, nascosta da ogni lato, possa inficiare la candidatura Unesco, ovvero quale norme di questa certificazione non verrebbero rispettate.
Per ultimo faccio osservare al Sindaco di San Casciano che durante la Conferenza dei Servizi svoltasi in Regione Toscana per il rilascio dell’Autorizzazione Unica il Comune, pur essendo invitato al tavolo della discussione, non è mai intervenuto e mi risulta che non abbia neanche inviato alcun parere : rimane poco comprensibile come a distanza di pochi mesi venga presa una posizione cosi contraria e drastica.
Ing. Giordano Bindi – Libero Professionista
di GIORDANO BINDI
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