Oggi dopo pranzo, facendo zapping fra i vari canali mi sono soffermato sul canale 2000, dove con Licia Colò, oltre ad altri, c’era una certa Pratesi di cui non ricordo il nome, che era infervorata nella difesa a oltranza del lupo.
Che è un animale stupendo, che è un equilibratore della fauna selvatica, e che non è dannoso per le attività degli allevatori.
Se in un branco di lupi non vengono uccisi i capibranco, tutta la famiglia si indirizza verso la fauna selvatica; altrimenti, mancando le guide il residuo branco si riversa verso le prede più facili: gli allevamenti domestici.
Gli armenti domestici si possono difendere ricoverandoli in stalle o recinti badati dai cani maremmani e abruzzesi, in quanto i lupi sanno… .
Tutte queste belle teorie erano esposte con fervore dalla suddetta Pratesi nel salotto della Colò; al che da vecchio “contadino/pastorello" mi sono chiesto: la signora o signorina in questione, queste sentimentali teorie le vada a proporre in loco agli allevatori del senese e del grossetano per vedere e sentire come le accettano?
Questa gente vive di filosofia e di prebende pubbliche e private, non certamente di allevamento e mungiture!
Una volta diceva, c’era il luparo che girava nel contado col lupo morto e riceveva dei doni in natura, biasimandolo.
A questo punto cari “contadini” non basta più di adottarvi, ma credo che abbiate perso la battaglia di fronte alla cosiddetta società civile, che presta più attenzione ai poveri animali selvatici che ai vostri sforzi per produrre il tanto decantato made in italy alimentare.
Quando cinghiali, caprioli e lupi avranno preso il sopravvento ci sarà un’altra specialità: il formaggio col latte della lupa!
Roberto Borghi
di Roberto Borghi
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