spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 4 Marzo 2024
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    “Volpi, lupi, polli e conigli: tutto quello che valeva una volta… oggi non vale più”

    In questi brevi periodi abbiamo avuto notizie di animali, che un tempo venivano considerati nocivi alla comunità, trattati da esseri  vìventi come nostri confratelli. D'altronde noi umani facciamo parte del regno animale! 

     

    Come si sa l’uomo è l’animale più animale, e ha sottomesso tutte le altre specie a suo uso e consumo; in più nei secoli, l’animale-uomo ha sottomesso e ucciso i suoi simili e in alcuni contesti anche mangiati.

     

    Quando la nostra società  era prevalentemente agricola-rurale era stato adottato un codice di comportamento ad uso dell’uomo-allevatore: tutti gli animali che aggredivano e razziavano gli allevamenti erano considerarti nocivi e quindi passibili di pena di morte.

     

    Quante belle signore erano agghindate di “povere” volpi con gli occhi di vetro. Quando qualcuno acchiappava un animale predatore (volpe, faina, martora) viva o morta, faceva il giro del contado e ciascuno si sentiva in dovere di regalare all’espositore uova, formaggio e altro, in segno di gratitudine per aver tolto di mezzo “un nemico”.

     

    Il lupo era un “nemico” che difficilmente si trovava nelle nostre zone; era un abitante dell’alto Appennino, Mugello e Casentino, e lì si mangiava le pecore, gli agnelli e quant’altro gli piacesse.

     

    Tutto ciò che non era stato toccato dagli aggressori veniva portato ai mercati e venduto a scopo alimentare per le popolazioni delle città, non essendoci allora né allevamenti intensivi né supermarket.

     

    Gli animali selvatici si mangiavano la loro parte e gli animali-uomini e donne si mangiavano il resto; senza che nessuno avesse da sollevare obiezioni.

     

    Anzi, c’era un detto: quando il contadino mangia il pollo e un brutto segno; o è malato il pollo oppure il contadino!

     

    I piccioni  di norma erano del “padrone”; difatti le case coloniche che disponevano della colombaia, questa pertinenza era chiusa all’accesso del contadino.

     

    I piccioni si nutrivano oltre al becchime che poteva essere fornito, con i cascami delle granaglie coltivate, mentre al contadino veniva imposto di chiudere le poche galline concesse dal contratto di mezzadria.

     

    Questo sistema è andato  avanti fino agli anni '60, poi è arrivato il boom e da lì è cambiato il modo di vivere e di pensare.

     

    Adesso se l’animale-uomo mangia la carne è "out", mentre se il lupo e la volpe si mangiano le pecore e i polli sono "in". Vacci a capire qualcosa… .

     

    Roberto Borghi

    di Roberto Borghi

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

    Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

    Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

    Leggi anche...