Leggo con sempre maggior stupore lettere di genitori, che potrebbero essere miei figli se non nipoti, che rifiutano di vaccinare i propri figli adducendo rischi di effetti collaterali.
Non sono un medico, ma ho frequentato l’ambiente per ragioni di lavoro. Sono nato durante l’ultimo conflitto bellico che coinvolse mezzo mondo e senza tanti se e tanti ma ho subito le vaccinazioni che si facevano in quel tempo, compresa la disinfezione col D.D.T., che dal passaggio del fronte in poi, facevano con disinvoltura fino alla sua uscita dal mercato.
Durante la mia infanzia ho visto gente deturpata per gli esiti da vaiolo. Poi è arrivata la poliomielite, che negli anni '50 del 900 ha fatto tante vittime, lasciandole fisicamente inabili.
Negli anni 60 fu fatta una vaccinazione antipolio ai ragazzi che oggi potrebbero essere i genitori di coloro che obiettano. Avendo vissuto mezzo secolo quasi immune da queste malattie ci sentiamo al sicuro.
Ma non è vero, in alcune parti del mondo ci sono focolai di queste malattie e con il movimento turistico e migratorio è probabile entrare a contatto.
Di sicuro non c’è quasi niente, di probabile sì… . Oggi siete più istruiti, più dinamici, portate i vostri pargoletti alle settimane bianche, al mare, in piscina, sempre in auto; purtroppo ogni tanto succede l’irreparabile.
Però a questo non ci rinunciamo, è un rischio minore?
di Roberto Borghi
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