“Urbanistica ed edilizia… belle addormentate”

E’ indubbio che il settore “Urbanistica-Edilizia” ha costituito in passato un fondamentale e decisivo mezzo di sviluppo economico e sociale per le collettività del territorio chiantigiano; sicuramente molte cose e molti interventi si sarebbero potuti fare meglio ma complessivamente il costruito risulta sufficientemente ordinato ed inserito nell’ambiente se, come è vero, il valore del “Patrimonio Territoriale" dei nostri Comuni risulta alto come riconosciuto da molti/tutti e soprattutto se confrontato con tante altre realtà territoriali a livello nazionale.

 

Solamente il risultato di avere consentito e realizzato negli ultimi 20/30 anni per i cittadini la possibilità di disporre per l’85% di essi di casa in proprietà la dice lunga sull’enorme sforzo ed impegno profuso che ha prodotto conseguentemente un miglioramento della qualità della vita ed un incremento di ricchezza della maggior parte della popolazione; a questo va sommato quanto parallelamente realizzato in ambito produttivo con le aree PIP ecc. che hanno favorito la razionalizzazione e lo sviluppo delle attività artigianali, commerciali, direzionali e di servizio.

 

Il relativo modello di sviluppo denominato di “espansione", con il raggiungimento (… ripeto nel bene e nel male…) dei risultati suddetti , ha di fatto oggi esaurito la propria ragione di essere o meglio sulla base delle esperienze passate emerge chiara oggi la necessità di ridefinire un nuovo modello di sviluppo fondato sui criteri di sostenibilità nel rispetto e valorizzazione del territorio anche tramite e favorendo le nuove tecnologie a risparmio energetico.

 

La nuova legge regionale urbanistica ( L.R.T. n. 65 del 10/11/2014) recepisce il concetto di “contenimento del consumo di suolo” quale nuovo modello di sviluppo del territorio ormai consolidato anche a livello europeo e contiene Norme che, a mio parere, se opportunamente implementate da una corretta “attività dinamica” dei soggetti interessati (Amministratori ed Imprenditori) potrebbero veramente costituire la piattaforma per lo sviluppo futuro e ridare fiato all’intero settore dell’edilizia ormai da troppi anni impantanato nella crisi più grave e lunga dal dopoguerra ad oggi. Non voglio qui entrare nel merito delle norme (… certamente alcune di esse andranno riviste in quanto forse troppo restrittive e troppo rigide in casi magari specifici o particolari ma attraverso gli strumenti dell’Osservatorio e della Conferenza Paritetica ciò è reso possibile…) ma invece evidenziarne in senso positivo e propositivo alcuni aspetti .

 

La caratterizzazione più evidente della nuova legge è senz’altro l’indirizzo che essa pone per una pianificazione che tenga conto di territori omogenei e quindi che travalichi gli ambiti comunali e, almeno per le previsioni più importanti ed incidenti , abbia un carattere “intercomunale” o come si dice di “area vasta”.

 

Questa impostazione apre a mio parere grandi opportunità secondo una visione nuova e finalmente rispettosa dell’intero territorio perché inteso come “patrimonio della collettività”.

 

Meno campanilismo e più visione strategica comune serviranno a progettare un futuro più equilibrato e come tale più solido. Serviranno però almeno altre due condizioni: una nuova classe imprenditoriale che si fondi sul principio della creazione di ricchezza (.. sua mission ..) attraverso il lavoro e non la mera speculazione e una nuova classe di amministratori impegnati nel miglioramento del rapporto pubblico-privato senza preconcetti ed ipocrisie e soprattutto “dinamici” nell’individuare prima e nel promuovere poi gli interventi di sviluppo sul territorio in attuazione degli strumenti pianificatori .

 

Una volta il motore dello sviluppo era il miglioramento della qualità della vita e la formazione di ricchezza per la collettività…. .

 

Oggi, a parere mio, il motore è sempre lo stesso ma necessariamente deve avere altre connotazioni e peculiarità… . Credo che solo una sana e corretta sinergia pubblico-privato possa riuscire nell’intento di garantire il lavoro e con esso lo sviluppo per le generazioni future.

 

Finalmente la nuova legge urbanistica limita in due anni il tempo massimo per l’approvazione degli strumenti di pianificazione e le pratiche edilizie con procedimenti semplificati potranno e dovranno essere concluse con tempi certi; questa ritengo sia la pre-condizione necessaria affinché il “nuovo” imprenditore, che si accontenterà quale guadagno derivante dalla sua operazione del cosidetto “tornaconto/utile d’impresa”, possa far quadrare il suo piano finanziario potendo contare su tempi garantiti. (… magari ipotizzando una percentuale ricompresa tra il 15%-20% del capitale impiegato quale utile atteso dall’operazione e non più valori “speculativi” si potrà ottenere il soddisfacimento  dell’espressione matematica che governa l’operazione immobiliare in linea con valori di mercato oggi sensibilmente ribassati dalla crisi rispetto a qualche anno addietro e potendo contare ancora per qualche anno sulla persistenza di tassi favorevoli e sulle recenti disposizioni finanziarie della BCE…).  

 

Di contro il “pubblico” dovrà mettere in campo un reale snellimento delle procedure nei fatti e non a parole magari lavorando proprio di concerto per aree vaste ed omogenee sia uniformando norme e regolamenti a livello intercomunale sia favorendo concretamente gli interventi di recupero con riconoscimento di premialità ed incentivi per la qualità offerta. Con coraggio ed obiettività , se del caso , occorrerà rivedere/integrare quelle norme (… sistema delle aree di perequazione…) che , come nel caso di San Casciano, a tre anni dalla loro applicazione non hanno partorito alcun risultato!

 

E sarebbe sbagliato addebitare ciò unicamente alla crisi immobiliare in atto; anzi proprio perché in presenza di difficoltà congiunturali si dovrebbero avere strumenti più semplici e più flessibili!

 

C’è pertanto bisogno di un grande lavoro di coordinamento ed azione in una nuova e rinnovata sinergia pubblico-privato affinché il settore Urbanistica-Edilizia , fatto tesoro delle esperienze passate ed improntato con i criteri del nuovo “ modello di sviluppo”, possa tornare a costituire un importante ed efficiente strumento di progresso .

 

La nuova legge regionale, prima in Italia a proporre ed orientare verso il nuovo modello coniugando tutela e sviluppo del territorio , necessita ora per avviare il suo processo riformatore di essere supportata da opportune azioni ed iniziative sul  campo ad opera del binomio “ amministratori-imprenditori" (… un esempio in tal senso mi sembra vada colto nell’incontro promosso dal Comune di Lastra a Signa di concerto con il Settore Politiche Regionali per l’attrazione degli investimenti di cui all’articolo sulla “ Nazione“ di venerdi 16 gennaio dal titolo “Ecco come ti attiro gli investitori per valorizzare le perle del territorio"… ora con tutto il rispetto e la stima  per i Comuni della Piana forse nel Chianti qualche “perla“ in più ce l’abbiamo!!….).   

 

Ricordo che una volta si organizzavano convegni incontri e fervevano iniziative per la pianificazione e programmazione di questo importante settore per lo sviluppo del territorio… perché oggi tutto tace ? … è possibile che per questo settore non ci sia più futuro?…

 

E' vero, la crisi economica e sociale unitamente a quella immobiliare hanno travolto questo settore che dovrà rifondarsi su basi nuove (… sostenibilità, energie alternative ecc.) più forti e durature ; le nuove linee informatrici sono però oggi tracciate , serve ora volontà , impegno , ottimismo e coraggio per rimettere in moto la “nuova” macchina!!

 

A mio parere un ruolo fondamentale e decisivo per poter sperare nella ripresa del settore è nuovamente nelle mani delle istituzioni pubbliche (soprattutto i Comuni , meglio se accorpati in unioni e/o realtà intercomunali) che sulla base del nuovo modello di sviluppo lo potranno pianificare e programmare potendo contare sulle nuove tecnologie e , mi auguro , su una nuova imprenditoria più propositiva e dinamica (…ecco perché ritengo si debba arrivare ad un rapporto “pubblico-privato” più efficiente e snello in grado di garantire le trasformazioni del territorio con grande qualità ed in funzione della sostenibilità e tutela dello stesso!!).   
 

 

Questo territorio ha un nome che nel mondo è sinonimo di bellezza , arte , storia , cultura , operosità , tradizione , … ce la vogliamo dare una mossa ??!!

di Gianfranco Bucciarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...