Caro Direttore,
da assiduo lettore del tuo quotidiano apprezzo in particolare la rubrica “Lettere ed approfondimenti“.
Perché secondo me tra l’altro dà la possibilità di un rapporto diretto cittadino-amministratore (…e tutti sappiamo quanto ci sia bisogno di promuovere e ricostruire su basi nuove di fiducia e coerenza tale rapporto indispensabile e propedeutico per una “nuova politica“ …. ) che potrebbe se correttamente inteso ed opportunamente utilizzato da entrambe le parti produrre buoni risultati per la collettività.
Intendo dire che il cittadino con le sue lettere e segnalazioni diventa ”un rilevatore“ sul territorio di problematiche che come tali vengono sottoposte ai competenti amministratori con spirito costruttivo e propositivo con l’unico intento di favorire lo sviluppo della comunità.
Dall’altra parte l’amministratore pubblico-politico dovrebbe recepire serenamente tali indicazioni come contributo utile al suo lavoro e non come critica strumentale al suo operato.
Un esempio? La “querelle” nonna di Giulia/assessore Chiara Molducci di qualche settimana addietro (clicca qui per leggere) dove a fronte di una legittima e tranquilla richiesta di poter migliorare le condizioni di sicurezza nel momento di ingresso dei bambini nella scuola elementare avanzata dalla preoccupata nonna, l’assessore Molducci, dopo aver ben chiarito ed evidenziato le diverse competenze afferenti il Comune e la scuola, imputa alla sua interlocutrice di ricercare visibilità mediatica.
E questa reazione, forse esagerata e fuori luogo, della serie ”non disturbate il manovratore”, non rende certamente merito ad una persona competente ed equilibrata come Chiara Molducci e non costituisce a mio parere l’approccio giusto alla partecipazione a questa vostra interessante ed utile rubrica del giornale!!
Penso che qualsiasi “osservazione” possa essere inoltrata purchè nei modi corretti; la risposta parimenti dovrebbe risultare, secondo me, il più possibile esauriente e comunque mai “ risentita” (solo cosi la corrispondenza potrà risultare utile e produttiva)!
La crisi della politica ha di fatto prodotto l’allontanamento, il distacco del cittadino dall’amministratore/politico e forse questo modo nuovo e moderno di corrispondenza “on line” potrebbe sortire qualche effetto positivo nella direzione di un loro riavvicinamento o almeno questa è la mia sensazione ed il mio auspicio!
Allora per coerenza passo dalla teoria… alla pratica prendendo spunto dlle letter apparsi sul Gazzettino del 27/12/14 a firma Fabrizio (clicca qui per leggerla) e del 28/12/14 a firma Massimo Galletti (clicca qui per leggerla).
In relazione al primo condivido le due segnalazioni sia per la Torre dell’Acqua ( ..anche a mio parere ci dovrebbe essere la possibilità di una apertura garantita e facilitata trattandosi di un intervento per il Turismo e con la recente esposizione d’arte anche per la sultura..) sia per la ripulitura della vasca del Piazzone spesso oggetto di lamentele per la mancanza di un minimo di manutenzione e decoro necessari sia per l’ubicazione di questa struttura all’interno del verde pubblico più importante del capoluogo sia perché da sempre meta preferita per i bambini più piccoli.
In relazione al secondo mi sovvengono alcune riflessioni. Credo proprio che abbia ragione Galletti quando dice che l’attuale e persistente chiusura dei due cantieri lungo l’Autopalio (in foto) provoca un’immagine negativa e di inefficienza oltre che un degrado ambientale (in quanto opera incompiuta) per il nostro territorio.
Va poi aggiunto il danno “ infrastrutturale “ nel senso che la collettività non può disporre del servizio di rifornimento carburanti che le due aree garantirebbero come da progetti approvati; complessivamente quindi una situazione da rimuovere nel minor tempo possibile.
Presumibilmente l’impasse attuale dipende da questioni urbanistiche di contestazioni o irregolarità nell’ambito del cantiere o nella gestione dello stesso; non interessa qui dare giudizi o pareri sull’operato del Comune o del costruttore in relazione alla chiusura dei cantieri (…va da sé che le leggi e le norme in materia vadano osservate e che l’ente pubblico abbia il dovere del controllo e dei sanzionamenti in caso di difformità..) ma invece mi sembrerebbe importante rilevare che ancora una volta siamo in presenza dell’ennesimo caso di “malfunzionamento del rapporto pubblico-privato“ di cui è piena l’urbanistica / edilizia ed anche per questo l’intero settore si trova nella tremenda attuale crisi.
Proviamo ad ipotizzare la seguente scaletta.
Punto 1) Con l’approvazione del progetto che prevede la realizzazione di due aree di servizio per rifornimento carburanti sull’Autopalio in entrambe le direzioni Fi e Si nei pressi dello svincolo del Bargino, l’Amm.ne Comunale ha sostanzialmente riconosciuto che una tale “dotazione infrastrutturale” fosse necessaria ed opportuna per la zona e che le caratteristiche planovolumetriche e di inserimento ambientale del progetto fossero approvabili nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia.
Punto 2) La natura dell’intervento, pur essendo “privata“ nel senso che le aree sulle quali si opera e la Società proponente sono appunto soggetti privati , comporta però proprio per la sua funzione/destinazione un uso pubblico nel senso che ne beneficia tutta la collettività.
Allora il buon senso del cittadino (..magari turista… ) che si trova a transitare sull’Autopalio e vede una situazione di abbandono/degrado stante la chiusura dei due cantieri si potrebbe chiedere come è possibile che possa sussistere una tale situazione ed inoltre quanto tempo dovrà ancora passare prima della ripresa dei lavori o del ripristino in loco?
Perché il rapporto pubblico-privato nella realizzazione di un opera che comporterà reciproci vantaggi ed interessi non è stato in grado di funzionare efficientemente ?
La risposta è senz’altro articolata ed evidenzia tutto il “malessere” in cui si dibatte il settore urbanistica/edilizia ma il problema non si risolve certamente relegando questo importante comparto dello sviluppo territoriale ad un ruolo secondario o peggio subalterno ma operando da parte della “nuova politica” i necessari cambiamenti e riforme capaci di evitare questi “paradossi” !!
In particolare nel caso suddetto ma per estensione in tutti quei casi nei quali pur essendo in presenza di interventi “privati” risulta importante la componente di interesse pubblico sarebbe opportuna una più proficua collaborazione/organizzazione tra i due soggetti (…le modalità ci sono …) per evitare risultati come quello segnalato da Massimo Galletti .
Più in generale la strada a mio parere va ricercata senza false ipocrisie nel miglioramento del rapporto pubblico.-privato con una classe imprenditoriale centrata sull’obiettivo della formazione di ricchezza con il lavoro (…e non con la speculazione..) ed una classeamministratrice propositiva , non preconcetta e sempre garante dell’interesse collettivo.
di Gianfranco Bucciarelli
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