Spettabile redazione del Gazzettino del Chianti, ho visto,letto e apprezzato tantissimo il vostro articolo nel quale si sottolinea la felicità nel vedere tante persone nei campi, gioiose e intente a raccogliere olive.
Teli tesi, cassette colorate piene di olive, auguriamoci che sia un ritorno ad apprezzare una delle eccellenze del nostro territorio.
Sono tornati pure i consumatori all'acquisto dell'olio nuovo direttamente dai produttori; come è (diciamo era) tradizione dei toscani.
Vi sono ancora dei punti neri da sormontare, speriamo che oltre alle indagini verso le industrie olearie come è avvenuto nei giorni scorsi si guardi anche dentro a quei frantoi poco onesti (non sono tanti ma ci sono) che in nome di produzioni locali, coperte da ettari ed ettari di oliveti presi in affitto, e non importa che quegli olivi producano, perché tanto vendono olio della cultivar Peranzana estratto da olive portate dalla Puglia.
Loro, sono tranquilli, perche la legislatura obbliga solo a dichiarare l'olio come italiano, però quei consumatori che sono convinti di acquistare un prodotto locale vengono raggirati e attirati magari con un prezzo più basso.
Questo è il mio pensiero. Saluti.
di Luigi Calonaci
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































