“Bentornato olio novo! Ma occhio… ai furbetti!”

Spettabile redazione del Gazzettino del Chianti, ho visto,letto e apprezzato tantissimo il vostro articolo nel quale si sottolinea la felicità nel vedere tante persone nei campi, gioiose e intente a raccogliere olive.

 

Teli tesi, cassette colorate piene di olive, auguriamoci che sia un ritorno ad apprezzare una delle eccellenze del nostro territorio.

 

Sono tornati pure i consumatori all'acquisto dell'olio nuovo direttamente dai produttori; come è (diciamo era) tradizione dei toscani.

 

Vi sono ancora dei punti neri da sormontare, speriamo che oltre alle indagini verso le industrie olearie come è avvenuto nei giorni scorsi si guardi anche dentro a quei frantoi poco onesti (non sono tanti ma ci sono) che in nome di produzioni locali, coperte da ettari ed ettari di oliveti presi in affitto, e non importa che quegli olivi producano, perché tanto vendono olio della cultivar Peranzana estratto da olive portate dalla Puglia.

 

Loro, sono tranquilli, perche la legislatura obbliga solo a dichiarare l'olio come italiano, però quei consumatori che sono convinti di acquistare un prodotto locale vengono raggirati e attirati magari con un prezzo più basso.

 

Questo è il mio pensiero. Saluti.

di Luigi Calonaci

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