La denuncia: “Ma le scuole del territorio di Impruneta sono davvero sicure?”

E’ chiaro a tutti come lo spazio scolastico non sia soltanto e semplicemente uno spazio fisico, ma soprattutto uno spazio di crescita ed uno spazio educativo. Ma la fisicità dello spazio può diventare funzionale al percorso educativo. 

 

Cosa che a mio avviso questa amministrazione non prende minimamente in considerazione. Lo dimostra la chiusura inaspettata della scuola media di Impruneta.

 

Tale atto era facilmente programmabile prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il distacco di intonaco   è una problematica che esiste da molti anni.

 

Si poteva intervenire rimuovendo i pezzi pericolanti durante la chiusura  estiva, per poi  avere un anno di tempo per riorganizzare   i plessi in modo più efficace per evitare meno problematiche di ricaduta in altri plessi. 

 

Lo spostamento delle medie ha messo in particolare sofferenza la scuola elementare di Tavarnuzze (Sturiale) con inevitabile sovraffollamento, rendendola meno sicura in caso di evacuazione, igienicamente con bagni insufficienti, costretti a fare il doppio turno a mensa, interrompendo o rivedere al ribasso alcuni progetti didattici avviati o prossimi. 

 

Il Progetto Motoria ha subito un netto ridimensionamento per l’affollamento della palestra del  plesso delle medie di Tavarnuzze, i bambini della Sturiale andranno in palestra una volta ogni 15 giorni, invece che ogni settimana,  spostandosi a piedi alla   alla Ghirlandaio, tempo permettendo.

 

Il Progetto Continuità Didattica, elementari medie, che è uno dei pilastri del processo educativo,  previsto per le  quinte è stato necessariamente rivisto anch’esso al ribasso. 

 

Con alcuni genitori e insieme al Preside abbiamo cercato soluzioni per riportare almeno le due classi 5 nel plesso delle medie, soluzioni che secondo noi potevano essere attuate con alcuni piccoli interventi.

 

Spostare il laboratorio di arte  e di musica nella mensa, attualmente inutilizzata, liberando così almeno due aule da far occupare alle quinte. Ma per problemi burocratici e per mancanza di soldi (pochi) non verranno prese in considerazione.   

 

Si preferisce tenere un plesso sovraffollato rendendolo meno sicuro, nonostante tutta l’operazione sia stata fatta a nome della sicurezza. 

 

Sono pienamente d’accordo che la sicurezza debba venire prima di tutto, ma allora si lavori in questa direzione per tutti i plessi.

 

I Documenti di Valutazione di Rischio (DVR) fatti dall’Amministrazione Scolastica fanno una lunga lista, scuola per scuola, di pericoli da eliminare, da uno scaffale che si stacca, alla messa in sicurezza di una rampa per disabili, dall’installazione di una pellicola per i vetri fini e non a norma, problema che abbiamo anche alla Paolieri, nonostante sia fresca di ristrutturazione,  all’installazione di corrimano. 

 

Piccoli interventi, ma comunque che riducono di molto i pericoli giornalmente incombenti, oramai presenti  da anni. 

 

17 sono gli interventi inerenti per la sicurezza  da fare alla Paolieri, 20 alla Ghirlandaio, 7 alla Maria Maltoni (San Gersolè), 4 all’infanzia Buondelmonti e 14 alla Sturiale.    

 

Spero che questa denuncia  pubblica sia da stimolo per almeno avviare la necessaria messa in sicurezza di tutte le nostre scuole sul territorio.

 

Carmelo Meli – Coordinatore del Comitato igiene

e sicurezza dell’Istituto Comprensivo Primo Levi

di Carmelo Meli

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