Abito nella zona da tanti anni, i cinghiali sono sempre gli stessi… . E non causano danni… se non alle macchine qualche volta, anzi molto raramente ai cretini che passano a 150 all'ora sulla Cassia e su altre strade di notte, di giorno, spesso briachi fradici o con l'idea di essere in gara automobilistica e su una Ferrari.
Spero che un giorno ci attraversi un bambino e si faccia il botto così forse le amministrazioni e i giornalai come voi avranno una notizia seria da pubblicare e un bel po' di rimorso sulla coscienza (ma ne dubito di questo).
Dite la verità chi ci deve guadagnare da questo tipo di notizia? Perché sta tutto lì… abbattere i cinghiali, e rivenderli e mettersi tanti bei soldini in tasta. Vergogna!
Gentile Tania, anch'io vivo in questa zona da tanti anni (quasi 39 per la precisione) e posso assicurarle che la presenza dei cinghiali e di ungulati in genere è in aumento esponenziale.
Lo dicono tutti i dati ufficiali. Lo dice anche il buonsenso: basta guardare quello che sono diventati i nostri campi, in particolare le vigne. Recinti elettrificati, reti, apparati che cercano (spesso senza esito) di limitare l'accesso ai germogli e all'uva.
Per quanto riguarda la presenza di questi animali sulle strade le faccio questo esempio. Personalissimo ma che ritengo centrato.
Vivo a Montefiridolfi, frazione del comune di San Casciano, dall'aprile 2009: nei primi anni gli attraversamenti di cinghiali e caprioli sulle strade di casa erano sporadici. Da un paio d'anni a questa parte sono quotidiani.
E non è un modo di dire: ci sono zone precise, aree di attraversamento, in cui sei sicuro al 99% che ci sarà passaggio: in fondo alla discesa del Sant'Anna ad esempio o, giusto ieri sera, cinque cinghiali all'altezza di Sant'Angelo.
Per quanto riguarda gli abbattimenti (peraltro la recente proposta dell'assessore regionale, tutta da capire, prevedrebbe la distribuzione della carne a Caritas e associazioni che si occupano di persone bisognose), la discussione è vecchia come il cucco.
Io non sono un esperto di fauna ed ecosistemi, non ho la soluzione in tasca e non voglio avventurarmi, come fanno molti, sulle cause e le colpe. E' il modo migliore per parlare senza agire: posso solo dire che la situazione attuale non è sostenibile, e non è certo facendo come lei, negando l'evidenza, che la si risolve.
Tralascio il passaggio della sua lettera sull'attraversamento della strada da parte di un bambino, mi sembra un'offesa all'intelligenza e anche al buon gusto.
Per quanto ci riguarda, se essere "giornalai", come dice lei, vuol dire dare conto delle opinioni di tutti (anche la sua), come facciamo su questo e sugli altri temi di cui ci occupiamo, sì… allora lo siamo.
Matteo Pucci
direttore del Gazzettino del Chianti
di Tania Montelatici
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