“Coronavirus, crollano ponti, brutte notizie: l’importanza di stare nel mezzo”

Purtroppo sono davvero tempi difficili. E’ da poco iniziato l’anno nuovo e non nel migliore dei modi.

Io credo che il Coronavirus sia un problema terribile all’apice di tutta una serie di problematiche che stanno sconvolgendo il nostro Paese.

Ponti che crollano, terremoti che distruggono paesi, vite ed animi e via dicendo. Io mi sto domandando spesso da che parte stare in questo momento storico.

Da una parte ci sono coloro che sono in preda al panico, tutto il giorno collegati con i mezzi di comunicazione per essere aggiornati sulle ultime notizie del virus e dall’altra, le persone che continuano a trascorrere la loro vita dando ogni tanto un colpo d’occhio alle ultime notizie ed ai tg.

Secondo me la difficoltà sta nel riuscire a stare nel mezzo, nell’essere capaci di prendere le giuste precauzioni e di seguire le giuste regole del Ministero della Sanità ed allo stesso tempo di non farsi prendere dal panico per il timore del futuro.

Io personalmente alla notizia dell’espansione del virus la prima cosa a cui ho pensato, essendo madre, è stata mio figlio perché loro, i giovani, dovrebbero avere un futuro e meglio sarebbe se fosse il più sereno possibile.

Gli anziani forse sono la fascia meno in apprensione (anche se più fragili e più facilmente attaccabili dal virus) ho pensato al fatto che comunque vada una vita loro l’hanno già vissuta e comunque molti dei quali sono vissuti nel periodo bellico con tutti gli aspetti terribili che la guerra porta con sé: la fame, l’incertezza del futuro, le malattie, i bombardamenti.

E questo isolamento suggerito e per molti forzato sicuramente sarà utile ma mina l’economia e i rapporti sociali già in parte sgretolati da individualismo, razzismo ed egoismo.

In molti suggeriscono di rivedere la propria vita sfruttando questo momento di isolamento per spunti di riflessione e di revisione dei nostri pensieri.

Ma bisognerebbe che la gente si rendesse conto che non c’è bisogno della quarantena o di momenti di silenzio per riflettere sull’importanza della salvaguardia (vera) dell’ambiente, della solidarietà e dell’aiuto reciproco.

Dovrebbero essere azioni quotidiane, la bontà, l’attenzione allo spreco in tutte le sue forme ed al terribile consumismo che ha danneggiato le nostre vite. Io mi auguro che queste tematiche possano diventare materie di studio per i nostri figli, perché è dalla cultura e dal passato storico (e dalla scienza) che si formano le nostre esperienze per il domani.

Mi auguro che questo buio e incerto presente possa portare, alla fine del tunne, buone notizie per tutti noi.

Una cittadina pensierosa

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