“Olio extravergine d’oliva e fuoristrada? Una iniziativa disastrosa per il nostro territorio”

Leggendo l’articolo circa la due giorni "La via dell’olio" riservata ai fuoristradafatta, pare almeno, con l’intento di promuovere non solo l’ olio ma tutto il nostro territorio collinare, mi stupisco assai di questa iniziativa e dei suoi patrocinatori, dalla Regione al mio comune di Bagno a Ripoli (che dovrebbero invece tutelare), perché alla fine risulterà essere la più dannosa e sbagliata in assoluto per i seguenti motivi.

 

In tutta Italia, da parte di amministrazioni piuùoculate si tende a limitare il traffico dei SUV e delle moto da cross in percorsi appositamente studiati e se ne  proibisce assolutamente l’uso su percorsi come questi invece qui prescelti dagli organizzatori e concessi leggermente senza se e senza ma.

 

I produttori di olio e gli agriturismi interessati a questa iniziativa sono attestati, poco distanti tra loro, su strade percorribili da tutti i tipi di automezzi, Ferrari comprese. Che idea bizzarra è quella  di farvi arrivare i SUV e attraverso una gimcana che si svolge inutilmente per quasi un centinaio di chilometri su percorsi assai vulnerabili e delicati in mezzo di boschi!

 

Fare andare i fuoristrada su tali percorsi, in gran parte percorsi antichi (etruschi, romani e medioevali) è un atto che non promuove e valorizza affatto il territorio ma una scelta folle che merita solo condanna tipo “Padre perdona loro percheé non sanno cosa fanno”. 

 

Cosa succederà ai molti tratti di basolato romano salvaguardato con fatica da pochi volontari appassionati (e chiedete pure al CAI) dei danni provocati da questi mostri insensibili nei percorsi, tanto da citarne solamente alcuni, di Fontesanta verso Poggio Firenze e da Poggio alla Croce a Ponte agli Stolli.   

 

E questa volta, complice la stagione particolarmeente piovosa di giugno saranno ancora più gravi. Chi li riparerà?

 

Se si vuole promuovere il territorio e valorizzarlo seriamente, non con un eventino di due giorni come questo, ma con attività che occupano tutto l’arco di un anno, si deve puntare e promuovere, come fa la nostra associazione (Associazione strutture ricettive amiche del territorio fiorentino), il trekking e il ciclismo.  

 

I cultori di questi sport possono percorrere tutti i sentieri, hanno la cultura e i tempi rilassati necessari per apprezzarne le preesistenze, le intrinseche qualità e i prodotti tipici e cosa principale non arrecaro danno alcuno

 

Invito quindi cortesemente le amministrazioni coinvolte in questa iniziativa a fermarsi qui e non permetterne più in futuro perché agevolano i pochi, impoveriscono i molti e non pagano i danni.

di Maurizio Giachetti

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