“Protesta Poste: ho partecipato… e ho smesso”

Gentile redazione, gli sforzi profusi in questo ultimo anno per salvare i piccoli Uffici Postali destinati a chiusura sono encomiabili sia per l'impegno della gente, specie quella anziana, che per l'alzata di voce di altri, anche giovani e meno giovani come il sottoscritto (67) che, con i moderni mezzi a disposizione potrebbe fare anche a meno di tale servizio.

 

Anch'io sono stato presente a qualcuna di tale manifestazione, dopo ho ritenuto opportuno "abbozzarla", per non essere preso anche in giro.

 

Quello che con questo mio intervento voglio sottolineare è che l'alzata di cresta dei vari politici intervenuti è stata, come sempre, pura demagogia, quasi un atto dovuto da offrire a chi li ha votati, per far vedere che "loro" sono i paladini della difesa di chi non può difendersi efficacemente da solo.

 

Pur sapendo loro, fin dall'inizio, che la decisione delle chiusure era irreversibile. Fra tutti costoro si erge la figura del Robin Hood che "ordina" al babbo di togliere il conto dalle Poste, ma figuriamoci!

 

Le Poste se ne fanno un baffo di tali decisioni. Così è stato deciso e così sarà, se l'Ufficio spende "100" e ricava "80" è evidente che è un carico negativo per lo Stato, quindi va eliminato.

 

A meno che, come il sottoscritto sostiene, non venga dichiarato "Servizio Sociale". Ma tali Servizi Sociali (Treni, Ospedali, Poste) non esistono più in Italia, tutto è stato liberalizzato e privatizzato (vero Bersani?) alla ricerca dell'efficienza e ottimizzazione. Mai arrivate.

 

E allora Viva la Liberalizzazione, voluta anche dal PD. La gente deve sapere che i politici, così come i sindacalisti, per carità tanti di loro gente per bene, sono come i campieri (e gabellotti) di una volta, un piede di qua ed un altro di là, chiedono scusa al padrone se, quando vanno a parlare e tenere buoni i contadini parlano male dello stesso padrone, ed intanto chi la prende in tasca è sempre il contadino.

 

Potrei ancora dilungarmi, voglio solo dire che non siamo più in tempo per muoverci prima del 7 settembre. La direzione da prendere adesso è un'altra, troviamo soluzioni alternative!

 

Per esempio che i sindaci si diano da fare perché si faccia un servizio bus-navetta per portare ogni mese gli anziani all'Ufficio Postale più vicino per riscuotere la loro pensione. Saluti.

di Francesco Curseri

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