Spett. Redazione,
ho partecipato alcuni giorni fa, nel giardino i Ponti, all'incontro pubblico con il consiglio direttivo del Palio delle Contrade e sono rimasta delusa perché credevo che la riunione fosse stata pensata per risolvere finalmente l'annosa questione della contrada Alfiere.
In verità l'incontro era stato organizzato al solo scopo di reperire fondi e per sollecitare l'amministrazione, che non aveva ancora preso i provvedimenti da loro richiesti.
Ci mancherebbe altro che l'amministrazione avesse accolto o accogliesse in futuro quanto da loro richiesto, trattandosi nientemeno che del permesso di costruire all'interno del giardino pubblico i Ponti un immobile sufficientemente grande per le attività del Palio (riunioni, cene, pranzi, per molte persone) sottraendolo ai bambini che ora vi giocano e degradando il luogo.
Chiedevano inoltre di avere il permesso, in occasione di feste, suonare musica fino alle due di notte. Dal mio punto di vista se soddisfatte queste richieste si risolverebbero in un danno per i cittadini.
Serve forse ricordare che il Palio ha avuto origine nella volontà di unire gli abitanti del paese in una comunità fraterna, come commentare quindi questa sua evoluzione?
Paola Errani
di Paola Errani
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