“Vi racconto la nostra storia d’amore: che dura ormai da 53 anni…”

Chissà se a qualcuno può interessare la nostra storia?

 

Non lo so perchè, a dire il vero, le esperienze degli altri non sono mai servite a nessuno, se non a coloro che le hanno vissute personalmente, ma la nostra avventura sta diventando così antica che si avvicina di più alla Storia che a “una” storia.

 

Erano gli anni sessanta e la Storia, quella vera, ci premeva alle calcagna; erano anni di fermento intellettuale sociale politico.

 

Ci sembrava, a noi ragazzi di allora, che tutto cambiasse a grande velocità e che tutti insieme avremmo potuto modellare un mondo nuovo, non solo quello piccolo del nostro “selvaggio borgo natio” ma proprio il mondo, quello vero, fatto di tante nazioni di tante città di tante persone che poi ci avrebbero ringraziato.

 

Ricordo che studiavo con furore, mi preparavo a questo evento di creazione, nella certezza che anch'io avrei potuto aiutare collaborare costruire.

 

San Casciano era allora un vero crogiuolo di opportunità: vicino alla città, con una vita culturale intensa per l'epoca, vi si trovavano persone di valore che ci guidavano all'ascolto della musica, all'alfabetizzazione cinematografica, alla frequentazione del Teatro Comunale a Firenze, alla recitazione, al canto…

 

Ci sembrava un mondo veloce, senza ADSL, ci sembrava già un mondo piccolo e nostro, e ci muovevamo con i mezzi pubblici!

 

Non ridere, no! Al confronto dei ragazzi d'oggi potrebbe sembrare che fossimo arretrati, ma eravamo colti educati pronti, come i ragazzi di qualunque generazione e stato sociale, a rifare il mondo da sotto a sopra.

 

Così, andando a scuola a Firenze con la SITA, incominciai a trovare posto a sedere accanto a un ragazzo, tutte le mattine.

 

Finalmente, nonostante la mia estrema immaturità e inesperienza in questo campo, capii che non era un caso se trovavo quel posto sempre libero, nonostante l'autobus pieno e la gente in piedi.

 

Ci son voluti mesi, tutto l'anno scolastico, prima che avessimo il coraggio di uscire un pomeriggio insieme e poi l'arrivo dell'estate per andare al cinematografo una sera dopo cena.

 

Avevo sedici anni e lui diciotto, ora ne abbiamo sessantanove e settantuno.

 

Siamo gli stessi di allora? Certo che no: saremmo invecchiati invano, saremmo non solo vecchi ma addirittura vecchi stupidi che fanno i ragazzini.

 

E la freschezza dei sentimenti? E il cuore sempre giovane? Sono emozioni che riguardano l'innamoramento, non l'amore.

L'amore è un impegno serio del cuore, del corpo, della mente.

 

L'amore si modella sugli eventi della nostra vita e cambia e si adatta e si evolve perchè, se non lo facesse, non potrebbe seguire la nostra crescita, la nostra maturazione, le nostre esigenze, le nostre debolezze, i nostri punti di forza.

 

Mio marito ed io siamo stati fortunati perchè, crescendo insieme, ci siamo conformati l'uno all'altro, ci siamo piegati e potati e legati secondo la necessità e la direzione delle nostre fronde.

 

Potrei raccontare che il nostro amore è ancora pieno di slanci e di passione e di baci e di fiori e di parole, come allora, ma tu non ci crederesti. E faresti bene perchè non è vero.

 

Ed è ancora un amore coniugale profondamente bello e serio e consapevole e complice e solidale e fraterno.

 

In mezzo, fra allora e oggi, è trascorsa la nostra vita.

Lettera Firmata

di Lettera firmata

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