Buongiorno,
seguo con molto interesse il Gazzettino, da vecchio appassionato di ciclismo ed ex amministratore locale ho molto apprezzato l'editoriale sulla cronometro del Giro d'Italia nel Chianti Classico.
Non mi piace molto apparire ed ho atteso del tempo prima di scrivere ma poi mi sono deciso.Come dicevo ho veramente gioito per questo evento che ci attende.
Sono entusiasta soprattutto per il grande effetto promozionale che un evento del genere può e deve avere, presentazione a Londra e ore di copertura televisiva per il nostro territorio già immagino un'estate 2016 con tantissimi ciclisti italiani e stranieri sulle nostre strade accompagnati da famiglia e amici.
Sono entusiasta per la possibilità di viverlo vicino, il ciclismo è l'unico sport che va a trovare gli appassionati a casa loro.
Una grande opportunità per la quale tutti, gli amministratori, le imprese, le associazioni, gli appassionati ai cittadini dovrebbero essere già mobilitati, ma in realtà per il momento non vedo inviti o iniziative in tal senso.
Viviamo in un territorio che la secolare attività umana ha reso bellissimo, abbiamo grandissime opportunità, ma dobbiamo guardare anche la realtà
La realtà è che occorreranno molti chilometri di nuovo asfalto almeno nel tratto tra Madonna di Pietracupa e Sicelle, ma anche molti altri tratti non sono decisamente all'altezza dell'evento considerando che in caso di strada umida molte discese sono pericolose.
Naturalmente io spero che le opere necessarie verranno fatte e almeno questo tratto del Chianti avrà una strada decente (per la Cassia pericolosa che cade a pezzi speriamo in un Santo o nella Mille Miglia…).
Spero che i promotori, il Consorzio del Chianti Classico, le amministrazioni, cerchino di coinvolgere imprese associazioni e cittadini, sarebbe un di più importante ad un evento già grandissimo per magari puntare alla ripetizione della tappa (2018?) magari a percorso invertito più impegnativo.
Speriamo bene.
di Fabrizio Bartarelli
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