Dopo due successive aste andate deserte il Comune ritenta la vendita del terreno reso edificabile lungo la nuova circonvallazione di Impruneta, e per rendere il boccone più appetibile stavolta provvede a ridurre il prezzo a base d’asta da 395.000 euro (delle aste precedenti) agli attuali 280.000.
Scadranno infatti il prossimo 28 ottobre i termini per la presentazione delle offerte per partecipare all’asta per la vendita del terreno di proprietà comunale (circa 5.313 mq di superficie catastale), ricompreso tra il parcheggio di via Roma e la sottostante circonvallazione, che potrà essere utilizzato ai fini edificatori "per l'intera potenzialità edificatoria indicata nelle schede del Regolamento Urbanistico", che è di 1.800 metricubi (circa 6 appartamenti da 100 metriquadrati).
Se stavolta l’asta riuscisse a superare la “malasorte”, che ha colpito gli ultimi tentativi, comunque della cifra a cui sarà effettivamente venduta l'area, non tutta finirebbe nelle casse comunali, ma una parte rischia di prendere la via per Roma.
E’ la gabella che è stata introdotta nel cosiddetto "Decreto del Fare", approvato dal Parlamento l’anno scorso, in cui è stato inserito un “geniale” emendamento del Governo in cui, è stabilito che il 10% delle risorse nette derivanti dalla alienazione di immobili di proprietà dei Comuni "venga destinato al fondo di ammortamento dei titoli di Stato" (salvo che – precisa la norma – una percentuale uguale non sia destinata per legge alla riduzione del debito del medesimo ente)".
Una norma palesemente incostituzionale che si configura come una “appropriazione indebita” di risorse dei Comuni.
Prendiamo atto con disappunto che dopo le precedenti aste andate deserte il nuovo consiglio comunale non abbia voluto prendere in considerazione per questa area anche scelte diverse rispetto a quella ereditate dalla amministrazione precedente, applicando una sorta di “moratoria” alla decisione di vendere quel terreno per valutare anche la possibilità di una sua diversa destinazione per finalità propriamente pubbliche.
Un “utilizzo a diretto uso della comunità” tra cui, ad esempio, quello di poter dare una sede definitiva al rione del Pallò, considerato che quella “provvisoria” attuale, posta fuori dal paese, raggiungibile solo con mezzi privati, non dispone in prossimità di adeguate aree di sosta per i rionali ed i numerosi partecipanti alle iniziative che vi si svolgono nel periodo di allestimento dei carri.
Il tutto ovviamente rimandato per adesso ….. all'esito della prossima asta.
di Verdi per Impruneta
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