“L’ipocrisia della pubblicità ai giochi”

La lista civica Insieme per Bagno a Ripoli si schiera fortemente contro alla pubblicità di siti che inducono al gioco on line o nei pubblici esercizi dei videopoker.

 

Ma come si fa? Ogni giorno mi imbatto in quella che ritengo una reale ipocrisia. Famiglie alla disperazione a causa dei videopoker e conseguente ludopatia. Lo stato che fa? Pubblicità.

 

Tanto l'importante è che in fondo vi sia la dicitura "giocare con moderazione". No, non ci siamo. Tanto più che ha permesso, in più riprese, di non pagare una giusta multa da 98 miliardi di euro (no, non ho sbagliato, sono proprio 98.000.000.000 di euro, mi sono intrecciato anche gli occhi per scrivere la quantità giusta di zeri) per evasione fiscale alle società di gestione dei videopoker.

 

Non vorrei polemizzare, ma qualcuno, giustamente se ha sbagliato, va ai servizi sociali, questi per lo stesso reato pagheranno solo tra il si e il no e non si sa quando, una multa, a suo tempo rivista al ribasso e decisa da Letta, di 600.000 euro a fronte dei 98 miliardi che avrebbero dovuto pagare.
 

 

Un'affronto, ai cittadini che pagano le tasse ed a coloro che sono vittime di questo vizio.

 

Mi si dirà, ma non dovevano iniziare a giocare…

 

È come la storia delle sigarette, prima si fa fare tanta pubblicità, poi muore tanta gente, dopo si scrive che si muore di cancro e poi si ritorna a dare la colpa al consumatore.

 

È una ruota, ma in questo lo Stato dovrebbe fare la parte educativa della storia e non il produttore che lucra sui vizi e quindi sulle morti.
 

 

Questo è un appello, almeno non prendeteci in giro, non fate pubblicità a queste categorie che portano talvolta alla distruzione sociale ed economica delle famiglie.

 

Gentile Daniele, le rispondiamo qui sotto poiché ha toccato un tema che ci sta molto a cuore.

 

Tanto da aver annunciato, fin dall'inizio delle nostre pubblicazioni, che nel suo piccolo Il Gazzettino del Chianti ha deciso di non accogliere pubblicità di sul gioco d'azzardo. Ma neanche dei "compro oro" e dei locali "erotici".

 

Matteo Pucci, direttore del Gazzettino del Chianti

di Daniele Locardi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...