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lunedì 26 Febbraio 2024
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    Lorenzo Somigli: “Ho abbandonato in risposta alla peggior politica”

    Nei giorni scorsi ho ricevuto da parte di un amico della Sambuca una deliziosa email alla quale sento di voler rispondere pubblicamente attraverso il vostro spazio gentilmente offertomi.

     

    Era un invito e anche molto curioso e non solo perché girato in copia ai Giovani Democratici di Barberino e Tavarnelle.

    Sono sicuro innanzitutto che molti di voi siano rimasti spiazzati dalla mia decisione di abbandonare.

     

    In verità è stata l'unica risposta che io ed altri abbiamo ritenuto in cuor nostro di dare alla peggior politica.

     

    Per di più in un momento nel quale il Pd è in condizioni da ridotta della Valtellina non servono scelte calate dall'alto. I cittadini oggi vogliono contare, non vogliono essere numeri, altrimenti non votano e rivincono i soliti.

    Devo riconoscere che il ruolo politico svolto mi ha fatto maturare: più formativo di un esame, meglio di un tirocinio.

     

    Mi dispiace molto per i cittadini di Impruneta per i quali sono sicuro di aver fatto qualcosa di concreto se non altro aver riaperto un cold-case scuola materna che sembrava oramai archiviato e che dal canto loro tanto affetto e stima mi hanno restituito. Sono altrettanto sicuro però che ci rivedremo. Non adesso ma forse neanche tra troppo tempo.

    In quella email che mi ha solleticato tanto da scrivere si citava la questione delle questioni per Barberino e Tavarnelle (così uso fin da subito la nuova dicitura con buona pace per tutti): la fusione. Che sia questa l'unica strada davvero percorribile?

     

    Conservo ancora delle perplessità perché mi sembra una scelta per salvare il salvabile, per rimandare il problema. Certo replicheranno alcuni: è come ripartire da zero. Non c' è dubbio ma se non cambiano i metodi di gestione della cosa pubblica come possiamo aspettarci risultati differenti e migliori?

     

    Ad ogni modo sono disponibile a cambiare idea. Magari confrontandomi con alcuni dei promotori. Per adesso mi auguro che la fusione sia per così dire fredda e non risvegli vetusti campanilismi.

    A proposito di fusione, di mettere insieme le forze, vorrei suggerire un ragionamento di più ampio respiro che ho maturato ascoltando cittadini e imprenditori del territorio, produttori del cotto, del vino, dell'olio, persone che creano lavoro e che spesso non hanno voce in capitolo su decisioni che li condizionano.

     

    Pensiamo a tutto il Chianti come un organismo unico. Si tratta di un territorio centrale che in virtù delle sue caratteristiche necessita di un referente politico unico per far sentire la sua voce in Italia e soprattutto nei luoghi dove si elaborano le politiche pubbliche, in Europa: serve il sindaco del Chianti.

     

    Un sindaco per convogliare la forza economica di questo territorio, per conciliare le esigenze del particolare nel quadro generale come fosse la tela di un ricco mosaico, per fare del Chianti una provincia d'Europa.

    Se chi scrisse l'ormai celebre email o chi la vide soltanto in copia intendono rilanciare, ne sarei molto contento. Se qualche cittadino vuole incontrarmi penso proprio che il prossimo week-end mi troverà dalle parti di Badia a Passignano. Ripartiamo dalle idee.

     

    Lorenzo Somigli (ex coordinatore Lega nel Chianti fiorentino)

    di Lorenzo Somigli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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